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Rally Raid
Carlos Sainz: storie dal deserto
Carlos Sainz, in lotta per difendere il suo titolo alla Dakar, ci ha raccontato segreti e storie legate alla gara motoristica più dura del mondo.
Di Red Bull Team
5 minuti di letturaPublished on
Un buon navigatore è fondamentale per vincere
© Kin Marcin/Red Bull Content Pool
Carlos Sainz, oltre a essere un due volte Campione del Mondo Rally, nel corso della sua carriera ha anche vinto per quattro volte la gara automobilistica più dura che esista: il Rally Dakar. Il veterano spagnolo, impegnato anche nell'edizione 2025 del rally raid più famoso del mondo, sta andando a caccia di quella che sarebbe una vera e propria impresa. Nella storia della corse, infatti, mai nessuno è riuscito a conquistare cinque successi assoluti alla Dakar con altrettanti marchi automobilistici.
"El Matador", vera e propria leggenda delle corse off-road, ha infatti messo le mani sull'ambito Trofeo Tuareg nel 2010 con una Volkswagen Touareg, nel 2018 con una Peugeot 2008 DKR, nel 2020 con una Mini e nel 2024 con l'avveniristica Audi RS Q e-tron. Rimasto orfano di Audi Sport proprio al termine della passata edizione della gara, Sainz si è ora accasato alla corte di Ford Performance e del suo strepitoso Raptor T1+.
Data la sua decennale esperienza alla Dakar, chi meglio dello spagnolo saprebbe guidarci tra i segreti e le storie di una delle gare più uniche e spettacolari del mondo? Nessuno, avete detto bene.
Ecco cosa ci ha detto il madrileno prima di debuttare con il Ford Raptor T1+:

Come ti prepari fisicamente alla Dakar?

Carlos Sainz: Ovviamente, con l'età, ho dovuto adattare il mio programma di allenamento. Lavoro con un team di professionisti che mi conosce molto bene. La realtà è che sto lavorando molto di più sulla forma fisica rispetto a quando ero più giovane. In questi giorni sto dedicando più tempo alla parte aerobica della mia preparazione. Dico sempre che preferisco soffrire a casa per non soffrire troppo alla Dakar.

Carlos Sainz alla quarta tappa del Rally Du Maroc 2024© Kin Marcin/Red Bull Content Pool

Cosa aiuta te e il tuo copilota Lucas Cruz a capire il roadbook?

Riceviamo il roadbook pochi minuti prima della partenza della tappa, non il giorno prima come accadeva in passato. Sta ai copiloti capirlo bene e noi piloti dobbiamo aiutarli il più possibile. Quando arriviamo in posti difficili, lavoriamo insieme per trovare la strada giusta.

Come hai fatto a vincere la Dakar 2024 senza aver ottenuto una sola vittoria di tappa?

Per vincere la Dakar devi avere una buona strategia e devi essere più veloce degli altri. Nel 2024 il rally è andato bene per noi. La tappa crono di 48 ore era strategicamente importante. Abbiamo deciso di non partire davanti e per questo abbiamo perso un po' di tempo il giorno precedente.

Così facendo abbiamo avuto una buona posizione di partenza e abbiamo vinto la prima parte della tappa di 48 ore. Nella seconda parte siamo rimasti bloccati nelle dune e abbiamo perso alcuni minuti. Alla fine Sébastien Loeb ha vinto la tappa, ma noi non eravamo lontani dal secondo posto. Anche il resto della corsa è stato piuttosto complicato, con molte tappe difficili caratterizzate da elevate velocità medie. Abbiamo lottato con Seb fino alla penultima tappa.

Finire la Dakar è difficile, vincerla lo è... di più!© Kin Marcin/Red Bull Content Pool

Puoi spiegarci meglio la tappa Chrono di 48 ore, l'ultima novità del Rally Dakar?

La tappa Chrono di 48 ore è diventata parte integrante della Dakar. Sono due giorni di gara in cui non puoi contare su alcun tipo di assistenza da parte della tua squadra. Si dorme in una tenda nel deserto, e dove finirai a dormire dipende da quanti km sarai riuscito a percorrere nel corso della giornata. Nel 2025 questa tappa arriverà molto presto nel rally, già al secondo giorno di gara. Sarà molto importante fare le cose per bene, soprattutto per noi che abbiamo una nuova auto.

Ricordi una tappa particolarmente dura e il modo in cui ti ha fatto soffrire?

Posso dire che, tra le tante, una tappa in Sud America spicca in modo particolare. Faceva molto caldo e ho sofferto di disidratazione. A volte in Sud America le temperature raggiungono i 45 gradi e così è stato anche quella volta. Ricordo di avere sofferto parecchio in auto.

Quali modifiche alle regole del Rally Dakar apporteresti?

Forse l'ordine di partenza. Quando sei un pilota ufficiale e hai un problema in una tappa che ti fa arrivare lontano dai primi, penso che possa essere pericoloso partire così indietro il giorno dopo perché finisci per sorpassare molte auto più lente. Inoltre, cambierei la distanza della sentinella (un sistema di allerta che si attiva quando ci si trova a 250 metri da un veicolo più lento che si vuole superare, ndr). Sarebbe opportuno aumentare la distanza della sentinella di altri 100 metri perché questo aiuterebbe a evitare gli incidenti.

Le dune non hanno pietà delle auto e dei piloti© Kin Marcin/Red Bull Content Pool

Quali sono le storie più scandalose sulla Dakar che hai sentito?

Ricordo che nella mia seconda Dakar, al termine di una tappa, un gruppo di giornalisti si è precipitato verso di me. Mi chiedevano tutti di un problema con il mio copilota. A quanto pare, la stampa aveva sentito dire che avevo avuto un diverbio con il mio navigatore e che l'avevo abbandonato nel deserto. Ovviamente, la storia non era vera! Poco dopo si è scoperto che giornalisti mi avevano scambiato con un altro concorrente, Carlos Souza.

La verità è che ci siamo stati tutti ritrovati in una fortissima tempesta di sabbia, intensa al punto da costringere gli organizzatori ad annullare la tappa. Souza e il suo copilota Andy Schulz (che è stato il mio navigatore alla mia prima Dakar) sono usciti per liberare la loro auto dalla sabbia, poi Souza è risalito in auto e ha guidato per 200 metri prima di accorgersi che Andy era ancora fuori. A causa della visibilità praticamente nulla non sono riusciti a ritrovarsi per molto, molto tempo. Solo quando sono tornato al bivacco ho potuto ascoltare la storia completa.

Guarda il documentario di Red Bull TV Sainz: Live to Compete.
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