Verstappen in pista a Silverstone con la RB15 per il Filming Day Red Bull
© Getty Images / Red Bull Content Pool
F1

Terruzzi racconta: La settimana delle presentazioni

A un mese esatto dal primo GP arrivano le nuove monoposto. Come sono? In realtà lo sapremo solo a Melbourne
Di Giorgio Terruzzi
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Prudenza, si parte!

Ci siamo. Presentazioni a raffica, a un mese esatto dalla prima gara del Mondiale. Come sono queste nuove macchine? Piuttosto somiglianti a quelle dello scorso anno, per cominciare. Resta molto simile la filosofia e soprattutto, ciò che è davvero nuovo, sta sotto la pelle colorata delle vetture, non lo sappiamo davvero, non lo vediamo. E, come ogni anno, non lo vedremo nitidamente durante le sessioni di test ormai prossime. La verità, la prima sentenza rilevante, arriverà a Melbourne. Nel frattempo avremo tempi sul giro non del tutto indicativi, mascherati da una serie di regolazioni tecniche provate appunto in momenti diversi, in condizioni diverse.
Dunque, pur nella frenesia di interpretare, di sbirciare, di annusare ciò che darà una piega al Mondiale, serve prudenza nel giudicare macchine e piloti, anche se – ci scommetto – ogni dato cronometrico verrà utilizzato e in qualche caso strumentalizzato per cominciare a discutere. In questo senso ciò che farà Leclerc, ad esempio, nei suoi primi chilometri da pilota titolare Ferrari, sarà oggetto di attenzioni supreme. Il confronto con Vettel, inevitabilmente, comincerà immediatamente ricevuti i primi tempi sul giro. Il che, soprattutto per chi tifa per lui, non farà bene per niente. Che si tratti di responsi positivi o negativi, intendo. Perché anche a Charles servirà prendere le misure, magari commettendo qualche errore. Meglio che cominci subito, ecco. A sbagliare così come a filare. Ma tutto ciò che accadrà nei test avrà poco a che fare con ciò che accadrà in qualifica e in gara, dentro un clima mentale e agonistico assai diverso.
Lo stesso vale per chi attende con impazienza il ritorno di Robert Kubica, per chi ha voglia di dì scommettere su Pierre Gasly, per chi spera che il 2019 di Daniel Ricciardo sia carico di buone notizie. E poi, un conto sono le comparazioni tra due compagni di team – comunque al lavoro in condizioni diverse e propedeutiche alla messa a punto delle nuove macchine – un conto sono le qualità tecniche a disposizione. Anche a questo proposito avremo solo macro-evidenze. Che Mercedes e Ferrari possano continuare a viaggiare su livelli di eccellenza è qualcosa di comprensibile in tempi stretti, così come sarà possibile farci una idea sulla stoffa di qualche vettura neonata. A cominciare da Red Bull e Renault, appunto, due squadre dotatissime in fatto di ambizioni e strumenti, chiamate ad una verifica immediata.
Il che non toglie incertezza a queste prime settimane di pista. Lo scorso anno, ad esempio, alla vista della nuova Sauber-Alfa Romeo non le venne concessa alcuna chance, cosa smentita durante il campionato. Insomma, mentre siamo qui ad osservare ali e appendici, forme e fondi, tocca aspettare prima di sparare. Giudizi e previsioni, intendo. Ricordandoci che non è mai, necessariamente, la bellezza di una linea a produrre una bella annata. Spesso è accaduto il contrario. Ma intanto e se non altro, dopo un letargo troppo lungo, dopo un silenzio assordante, abbiamo rumori, caschi, cordoli e asfalto. Abbiamo fermenti e comunque dei dati. I primi, sui quali, fregandocene del loro autentico valore, metterci a immaginare, a polemizzare, a correre, in sostanza, più veloci addirittura di chi correrà in Australia il 17 marzo. Alè!