Anche quest'anno le mie pagelline raddoppiano: la domenica, subito dopo la gara, in formato testuale, e poi in un nuovo formato audio. Salva l'articolo tra i preferiti per non perderlo! E se vuoi dare anche tu un voto ai piloti di Formula 1, scrivi nei commenti della mia pagina Facebook la pagella di un pilota a tua scelta utilizzando l'hashtag #pagelleterruzzi: la più bella verrà inserita nelle prossime pagelline!
L'audio-pagellina del GP dell'Arabia Saudita 2022:
Ecco le mie pagelline del GP dell'Arabia Saudita di Formula 1 svoltosi a Jeddah:
Voto 10 a Verstappen e Leclerc. È ufficiale: abbiamo una nuova coppia di combattenti. Che non si prendono a ruotate e non rinunciano. Che tirano per 50 giri come nel giro che vale la pole. Nel giorno in cui Hamilton mastica davvero amaro, una prima visione di un cambio generazionale. Due gare, due duelli, due grandi film. Leclerc, a mio avviso, più scaltro; Verstappen più cocciuto. E si becca un meno, meno meno perché la mena troppo via radio. Dai, Max, non c’è bisogno di chiamare la mamma.
Voto 9 a Mick. Da vecchio romanticone, da babbo anziano, ho temuto e poi respirato per un incidente orribile e un trattamento delle immagini e delle notizie pessimo. Il ragazzo ha sbagliato, forse ha qualche problema di crescita ma occupa un posto nel mio cuore. I motivi potete immaginarli e chiedo scusa per certe debolezze.
Voto 8 a Perez. Mi rimangio certi giudizi severissimi. Bravo Ciccio. Una pole da ricordare per tutta la vita, una gara un po’ rognata. Adesso trattasi di confermare la sciambola, altrimenti mi rimetto a sparare sulla crocerossa messicana. Se hai il fisico, tocca allenarlo, no?
Voto 7 a Russell. Nel weekend del crollo di Hamilton, in mezzo ai guai Mercedes, si salva alla grande, almeno se consideriamo i confronti diretti. Mi sa che di più proprio non poteva fare. Il che, vista la responsabilità, è roba grossa.
Voto 6 a Magnussen. Tocca applaudire per la seconda volta su due il Magico Alverman. L’avreste detto mai? Io no. Cosa ha mangiato in questi anni il Kevin? Non si sa. Dei licheni, delle foglie miracolose. Mah. Comunque, niente da dire. Sul pezzo. Nonostante le botte, ha sempre una buona cera, come da vecchissimo Carosello.
Voto 5 a Ocon. Per andare forte, va. Però ha una zucca che non convince. Una lotta contro Alonso insensata. Non è nuovo all’arrembaggio un po’ inutile e il vizio ahinoi, non lo perde. L’Alpine gli ha concesso un contratto di tre anni, neanche fosse Jim Clark. Misteri della vita e del paddock.
Voto 4 a Hamilton. Il re non ha grandi colpe ma uno così non può mica abdicare facendo finta che nulla sia accaduto… Più tono, Lewis, più rabbia, dai. Convinti come siamo che il tempo del tramonto sia lontano. Il voto, dunque vale incitamento. Per rispetto, come minimo.
Voto 3 a Latifi. Ogni volta che si impegna, manda a ranare le strategie di mezza F1. Lui, a un bel momento, si stufa di girare a vuoto e prende un muro a caso, così, giusto per movimentare la domenica. Degli altri soprattutto. Il vero regista della F1. Da trasferire in una bella cabina, così siamo a posto.
Voto 2 a Jedda. Ragazzi, una pista ansiogena ai massimi. Una roba brutta, pur dopo una bella gara. Va bene lo show ma mandare in pista le spazzole, i raccogli-cocci, i camion, ogni volta è una pizza. E poi troppo pericolosa. Troppo. Senza vie di fuga perché come si sa, di spazio, laggiù non ne hanno. Oh mamma!
Voto 1 a Jedda. Mi permetto una osservazione seria. Non ne abbiamo abbastanza di tensioni e orrori? Ecco. Il fatto che un evento sportivo, portatore di gioia, debba svolgersi in un luogo minacciato, francamente, non ha senso. Punto.
Voto 0 alla FIA. Se in direzione corsa ci fosse stato Masi, l’avrebbero lapidato dietro un pozzo di petrolio intatto nella notte. Un cambio di passo? Ma va là. Siamo alle solite. Quando il gioco si fa duro, l’arbitro perde la trebisonda. Un classico.