Max Verstappen vince il GP del Canada
© Dan Mullan / Getty Images
F1

F1, GP Canada 2022: le pagelline di Terruzzi

Trionfi convincenti, tentativi di vittorie e di rimonta, tifo per gli eroi di casa assente ingiustificato: voti e considerazioni dall'asfalto di Montreal
Di Giorgio Terruzzi
4 minuti di letturaPubblicato il
Anche quest'anno le mie pagelline raddoppiano: la domenica, subito dopo la gara, in formato testuale, e poi in formato audio. Salva l'articolo tra i preferiti per non perderlo! E se vuoi dare anche tu un voto ai piloti di Formula 1, scrivi nei commenti della mia pagina Facebook la pagella di un pilota a tua scelta utilizzando l'hashtag #pagelleterruzzi: la più bella verrà inserita nelle prossime pagelline!

L'audio-pagellina del GP del Canada 2022

Ecco le mie pagelline del GP del Canada di Formula 1 svoltosi a Montreal:
Voto 10 a Verstappen. Per frenarlo a Montreal sarebbe servito un aviogetto, un maremoto, o forse Leclerc in partenza dalla pole. Un weekend da vero predatore. Pur contro una Ferrari migliore della Red Bull sul passo. Bravo.
Voto 9 ad Alonso. La partenza in prima fila basterebbe per metterlo qui. Ma il voto sale anche a causa dei messaggi radio che spara direzione box. Tenere in piedi il senso dell’umorismo a quell’età, con le strategie geniali Alpine e con queste classifiche raddrizza il morale di tutti noi anzianotti.
Fernando Alonso, capace di raddrizzare il morale degli anzianotti
Fernando Alonso, capace di raddrizzare il morale degli anzianotti
Voto 8 a Sainz. Beh, per essere uno che non ha ancora capito del tutto la sua Ferrari, mica male. Ha provato a vincere ma Carlos quando è in palla trova sempre tra le scatole qualcuno più in palla di lui. E poi serviva la pole. Ecco. Per cambiare l’intero bilancio rosso.
Voto 7 a Leclerc. Non ha fatto come voleva, un pit stop maldestro gli ha negato il podio. Però, ragazzi, partire ultimo e tenere a bada i nervi in una stagione così, in una gara così e mostrare il sorriso alla fine della fiera è roba da applausi. No? Beh, basta provare a mettersi nei suoi panni, un minutino, non di più.
Voto 6 a Hamilton. Il voto sarebbe più alto perché ha corso come ai bei tempi andati meritandosi il podio. Era tonico e felice. Come mai non ha parlato dei danni alla schiena? Spariti? Ecco, così perde qualche punto perché fare il lamentino a giorni alterni non è da lui.
Voto 5 a Russell. Ohhhh… ma sì. A qualcuno è piaciuta l’idea di tentare con gomme da asciutto dentro una qualifica bagnata. Balle. Una sciocchezza che l’ha tolto da una possibile seconda fila e da una gara di tutt’altro genere. Va bene gasarsi per il ragazzino ma non esageriamo quando esagera lui.
Voto 4 a Perez. Non ci ha capito nulla sin dall’arrivo in aeroporto. Con quella gente che parlava francese in terra canadese, il vento, acqua da tutte le parti, un freddo cane. Boh. Camminava nella foresta pluviale in cerca di un alce e a un bel momento un alce ha visto lui e si è spaventato.
Voto 3 a Magnussen. Stella, stellina d’oro, parti davanti per la prima volta in vita… Vai tranquillo, no? Macché, una scazzottata alla primissima occasione, neanche fosse lì per vincere la lotteria. Del resto dal magico Alverman, cosa vuoi pretendere?
Voto 2 a Tsunoda. Dunque, caro il mio ragazzo, quando esci dai box, la pista gira a destra. No dritto, tirare a palla e via, a destra, a destra! Seee, ciao.
Voto 1 al pubblico canadese che non ha accompagnato con boati costanti i due eroi di casa, Latifi e Stroll. Niente, applaudivano Ferrari e Red Bull, quegli ingrati, mentre loro si dannavano l’anima pur di farsi considerare. No, dico La-ti-fi e Stroll. Gli eredi dei Villeneuve, presente? Pazzesco.
Voto 0, beh, alla FIA, ahinoi. Il disastro continua. Un intervento a gamba tesa sul saltellamento, con la scusa della sicurezza, che non è legittimo perché entra nel merito del regolamento, camuffato e ritrattato nel giro di poche ore. Non si fa nulla su questioni fondamentali e pertinenti (budget cap, ali flessibili, eccetera) ma la sicurezza vien buona per cercare di ripulire il faccione. Oh mamma!