Anche quest'anno, dopo ogni Gran Premio di Formula 1, tornano le mie pagelline! Vuoi dare anche tu un voto ai piloti di F1? Scrivi nei commenti della mia pagina Facebook la pagella di un pilota a tua scelta utilizzando l'hashtag #pagelleterruzzi!
Ecco le mie pagelline del GP del Messico di Formula 1 svoltosi a Città del Messico:
Voto 10 a Sainz. Beh, perfetto. Ho un debole per questo ragazzo che sa essere disciplinato anche quando potrebbe urlare, che sa vincere e comportarsi. Dico che scatterà qualche rimpianto per aver diviso questa coppia rossa ma magari mi sbaglio. Intanto dispiace, credo a tutti, che Carlos sia destinato alla retroguardia dopo aver dimostrato di fare bella figura in vetrina.
Voto 9 a Norris. Ha giocato sulla tattica e ha avuto ragione. Il voto tiene conto anche della penalità che si è buscato ad Austin. Non vincerà il Mondiale ma un po’ tutti dobbiamo dar merito a Lando di aver trasformato questo finale in un gran finale. Poi, sì, certo, maturerà del tutto pure lui…
Voto 8 a Magnussen. L’Alvermann mi è sembrato davvero Magico. Anche per lui si tratta di un fine programma, molto probabilmente di un fine carriera in F1 e - a parte gli scherzi - ha tirato fuori un garone, tutta dignità e velocità. Dunque, giù il cappello e grazie, vecchio filibustiere.
Voto 7 ai messicani. Cosa ridono cosa mentre il Sergione ne combina di tutti i colori? Un entusiasmo commovente, ricambiato per niente. Però, 'ste maschere da morti viventi… Anche meno, no?
Voto 6 a Leclerc. Non in palla, sin dai primi metri. Comprensibile per certi versi, data la sbornia rossa americana. Però, mai davvero brillante con una macchina vincente, nervosissimo nel finalissimo, quando gli è sfuggita una clamorosa seconda doppietta consecutiva.
Voto 5 alla FIA. In-cre-di-bi-le! Una direzione corsa improvvisamente, clamorosamente sveglia. Roba da 10 dopo una valanga di 0. Peccato per quel trattore grande come il Duomo di Milano, in pista mentre sfrecciava la Safety Car con dietro una ventina di macchinette. Ma sono dettagli, se valutiamo i progressi. Alè.
Voto 4 a Hamilton. Ha impiegato ventitre giorni per superare Russell con l’ala sbirula ma alla fine ce l’ha fatta. Mah, certi giorni in gran spolvero, certi altri un po’ svagato. In attesa di tempi migliori. Vista questa Ferrari c’è il rischio che abbia compiuto un’altra volta la mossa giusta.
Voto 3 a Verstappen. Come un bimbo che va in bestia quando gli portano via il pongo. Una domenica disastrosa. Serviva un filo di calma per tenere il filo della realtà e contenere i danni. Macché, soliti sberloni dati via con una rabbia tipica e con la convinzione di farla franca sempre.
Voto 2 a Mr. Perez. Intendesi il padre di Checo con vocazioni comiche. Affermare che il figlio diventerà campione del mondo è una battuta ovviamente. Di cosa? Attendiamo news.
Voto 2 ad Alonso. Caro Nano, ma come? Mi celebri il GP numero 400 e vai a festeggiare nei peggiori bar di Città del Messico? Ci aspettavamo un messaggino radio, un colpo d’anca, d’ala… niente. Una celebrazione trista come i compleanni con gli zii.
Voto 1 a Piastri. Niente, scomparso. Mai tornato da Singapore. Alcune telefonate a “Chi l’ha visto?” non danno esito. Pare che una comitiva di tuffatori l’abbia avvistato ad Acapulco ma anche guardando giù dalla famosa rupe non si vede un Oscar. Dare notizie per cortesia.
Voto 0 al celeberrimo stadio messo in pista nell’unico punto della pista dove non succede una mazza. Ma sì, la premiazione, robetta in confronto al resto, daiiiii.