Raikkonen voto 10. Un po’ tutti attendevano una grande reazione dopo il marone canadese. E lui, caspiterina, l’ha avuta. E’ difficile dormire durante le qualifiche ma ce l’ha fatta. E’ difficile partire in settima fila con la Ferrari (grazie alle penalità altrui) ma lui c’è riuscito. Tutta una strategia perché voleva farla fuori con Alonso in un modo o nell’altro ed è riuscito anche in questa impresa. Grande! Il presidente Marchionne aveva appena detto che il futuro di Kimi sta nella mani di Kimi. E lui ha subito capito l’antifona. Si vede che di stare alla Ferrari non gli importa un fico secco.
Maldonado voto 9. Un fenomeno. In Austria ha proposto il sorpasso alla “Sbrisolona”, chissenefrega dello strudel. Una finta talmente scomposta da far urlare il gentile pubblico. Persino Verstappen, la vittima, si è spaventato nel vedere quel casino lì a tre metri, sui 300 orari. Invece, tutto un calcolo, da quella testa fina che è. Pastor for President!
Rosberg, voto 8. Ha distribuito dei volantini che preannunciavano la vittoria sin dal venerdì. Ha rischiato e sbagliato in qualifica. Poi basta. E’ la sua pista e gli serviva un colpo d’ala. Prima vittoria vera e convincente della stagione. E adesso Ginetto sospetta che sia l’inizio di un periodo di gran forma per Nico. Insomma, per uno che ha preso delle saccate di botte, per mesi, mica male.
Massa, voto 7. Tra gli ex Ferrari, il più felice, dignitoso, rispettabile. Non va sempre forte, non gli va quasi mai dritta. In compenso quando corre dove gli piace, piace a tutti. Ha avuto fortuna, per una volta, causa box Ferrari. Ma, insomma, è stato capace di buttar lì venti giri da campione davanti a un campione, con una macchina più veloce della sua.
Hulkenberg, voto 6. La vittoria a Le Mans lo ha gasato. Il rendimento di Raikkonen lo galvanizza. Lo spilungone di Germania somiglia a Cenerentola sotto l’effetto del magic moment. La Force India è una zucca ma Nico è convinto di aver lasciato la scarpetta di vetro su qualche passatoia di Maranello.
Ferrari, voto 5. La seconda forza non produce evoluzioni. Casomai qualche involuzione. Perché la Mercedes resta in paradiso e la Williams spinge la rossa in purgatorio. Ancora fuori dal podio, qualche inghippo di troppo ai box, una sola macchina nei piani nobili come in Canada. Per tirar su il morale della folla ci vuol altro.
Hamilton, voto 4. Ginetto, che succede? Quando il fenomeno arriva in Austria si ingozza di Sacher ed entra in uno stato di abulia da digestione critica che dura l’intero weekend. Un vaso di bicarbonato gli ha salvato il sabato ma poi, ciao. Irriconoscibile anche per gli amici intimi che ancora adesso lo cercano nelle pasticcerie della Stiria.
Ericsson, voto 3. Si è fermato in mezzo alla retta e ha schiacciato un pisolino. Dal muretto box lo hanno svegliato un po’ bruscamente, gli hanno spiegato come resettare l’ambaradan per ripartire e si sono messi a pregare San Viganello, patrono della Sauber. Lui ha pigiato dei bottoni a caso per un po’, quindi ha sfiorato per caso il tasto giusto e si è rimesso in corsa. Bravo.
Ricciardo, voto 2. La questione si fa seria. Il ragazzo è irreperibile da mesi e non c’è verso di trovare un indizio. Alcune trasmissioni televisive, vari appelli di Mr.Marko, di Mr. Horner, della famiglia, non hanno prodotto alcun effetto. Molte chiamate anonime. Un surfista di Sidney afferma di aver avvistato Daniel al largo, inseguito da uno squalo. Mah.
Formula 1, voto 1. Il primo sorpasso è avvenuto al giro 25. Bottas su Hulkenberg, nello specifico. Il bilancio noia lo salvano per ora Verstappen su Grosjean (Montecarlo) e Raikkonen- Alonso (Austria). Ora, se dobbiamo contare sugli svarioni per avvertire quel fremito che ci gasa, siamo alla frutta secca. No? Vabbeh, transit, come dicono in via Lomellina
Piloti di Formula 1, voto 0. Ma dove vanno tutti tra un Gran Premio e l’altro? Una volta, tanti anni fa, davano notizie anche nell’infrasettimanale, tipo gite al mare, fidanzamenti volanti, limiti di velocità infranti, cartoline spedite da Riccione. Adesso, zero. Si rilassano. Chiusi in una spa, forse. In un tinello, magari. Zitti, anonimi, riservatissimi. Del resto con le quattro lire che guadagnano, cosa pretendi cosa?