Final Fantasy XII: The Zodiac Age
© Square-Enix
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Perché (ri)giocare a Final Fantasy XII

Uno dei capitoli più controversi della saga è tornato in pompa magna su PS4
Di Red Bull Team
6 minuti di letturaPublished on
Per chi ha scoperto la leggendaria saga di Final Fantasy con l'ultimo capitolo (Final Fantasy XV) i combattimenti veloci e dinamici non sono una novità. Ma per chi ha ppassato la sua adolescenza nella buia Midgard o negli ampi corridoi del Balamb Garden il passaggio dal combattimento a turni a una forma più rapida e scattante sarà stato traumatico. Colpa (o merito) di Final Fantasy XII, apparso originariamente su PS2 nel 2006 e che stravolse letteralmente l'intera saga, spogliandola di alcune meccaniche fondamentali e traghettandola con una massiccia dose di coraggio verso una nuova generazione di GDR. Una scelta che per quanto apprezzata dalla stampa specializzata fu mal digerita dai fan, che arrivarono a odiarlo molto più di quel X-2 che diede il via a un lento declino: 11 anni dopo, in seguito ad altre riuscitissime rimasterizzazioni (come quella del X e del controverso X-2) Square-Enix porta su PS4 anche Final Fantasy XII: The Zodiac Age. Lo abbiamo giocato ed ecco 5 motivi per cui dovresti dargli una seconda chance.

Bello come un tempo

Gli anni passano per tutti, ma parte del successo e della qualità di una rimasterizzazione non sta solo nell'aspetto puramente tecnico, bensì nella capacità del materiale di origine di resistere allo scorrere inesorabile del tempo. Final Fantasy XII, nonostante abbia 11 anni, è ancora godibilissimo: merito di un cast di personaggi variegato e ben caratterizzato, di dialoghi ben scritti, a tratti forse un po' pomposi, ma sempre interessanti. E soprattutto una trama densa di intrighi politici e colpi di scena, con al centro una guerra per il predominio dell'affascinante Ivalice (già esplorata in altri titoli Square-Enix del passato). Nei panni del giovane Vaan, che durante quella guerra ha perso la sua famiglia, dovremo costruire il nostro party di avventurieri e riportare la libertà al regno di Dalmasca, nonostante sia stato devastato dagli assalti dell'Impero di Archadia.

Il Final Fantasy della rivoluzione

Final Fantasy XII fu un capitolo controverso: mise da parte numerose meccaniche considerate fondamentali nella saga a partire dai rigidissimi combattimenti a turni fino alla gestione del party, donando un'impostazione più “action” e strategica grazie al discusso sistema Gambit. Se oggi è molto più semplice apprezzare questo approccio più dinamico e profondo, all'epoca non venne ugualmente ben digerito dal pubblico, nonostante il continuum tra esplorazione e combattimenti (con tanto di possibilità di muoversi liberamente). Per non parlare della ghiotta opportunità di “programmare” le azioni dei membri del party, una trovata che altri esponenti del genere (incluso l'ultimo capitolo della saga, Final Fantasy XV) possono solo sognarsi: è possibile impostare un proprio compagno specializzato nella Magia Bianca per ripristinare automaticamente la salute di un altro personaggio qualora raggiungesse una certa soglia di HP, o di riportarlo in vita, oppure di attivare questo o quel bonus ogni volta dovesse terminare l'effetto dell'incantesimo precedente. Un sistema facoltativo e da gestire con oculatezza pena la sconfitta continua, ma che se sfruttato a dovere è in grado di regalare tantissime soddisfazioni.
Final Fantasy XII: The Zodiac Age

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È invecchiato bene

Questa “seconda giovinezza” è dovuta al sapiente lavoro di rifinitura attuato dal team di sviluppo, comprendente buona parte degli stessi membri del team che lavorarono all'opera originale. Solo loro avrebbero potuto studiare delle novità e migliorie mirate, necessarie per smussare Final Fantasy XII e restituirlo in una forma familiare, ma curata e perfezionata. Precedentemente esclusivo solo in Giappone questo sistema trasformava la buona intuizione delle “Licenze” - necessarie a sbloccare abilità attive e passive oltre alla facoltà di equipaggiare oggetti via via più potenti - attraverso i LP ottenuti in battaglia in qualcosa di molto più mirato: se prima i personaggi finivano con l'apprendere più o meno tutte le stesse magie oggi è possibile farli specializzare in 2 “lavori” meglio ancora se complementari, in modo da rendere quanto più bilanciato e potente il proprio party.
Final Fantasy XII: The Zodiac Age

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Anche l'occhio (e l'orecchio) vuole la sua parte

Tutte queste piccole e grandi novità mettono in secondo piano l'aspetto puramente grafico, che in una rimasterizzazione in alta definizione dovrebbe teoricamente prendere il sopravvento. Gli 11 anni di “vecchiaia” di Final Fantasy XII si vedono tutti, a partire dai modelli poligonali non proprio stellari e dalle animazioni. In compenso le texture sono state levigate a dovere, rendendo un po' meno spigolose le splendide ambientazioni che contribuiscono a donare al gioco quella sua atmosfera unica e speciale, tra la complessa Rabanastre, con la sua rete fognaria pullulante di vita e la peculiare architettura. O il brullo deserto e la secca pianura di Giza che circondano la rigogliosa città, ma anche porti brulicanti, imponenti aeronavi, intricate paludi: tutte location pronte a nascondere buffi personaggi non giocanti con cui conversare e fare affari o creature di ogni genere pronte a massacrarci. Molto più curato il lato audio con una colonna sonora riarrangiata e riregistrata, peraltro superbamente, ma i nostalgici potranno optare in qualsiasi momento per la versione originale.
Final Fantasy XII: The Zodiac Age

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Tutti meritano una seconda chance

Scommettiamo che non sono pochi i fan della saga ad averlo snobbato all'epoca, proprio per via di tutte quelle novità - indubbiamente coraggiose - che dopo il passo falso di Final Fantasy X-2 lasciavano presagire l'ennesimo buco nell'acqua. Qualcuno lo abbandonò a metà strada (o anche prima), altri lo ignorarono completamente. Tutti meritano una seconda chance, e fidati di noi se ti diciamo che Final Fantasy XII la merita: graficamente è quello che è, e non può competere con altre produzioni PS4. Ma nonostante l'età anagrafica ci siamo divertiti davvero un bel po', e non è solamente una questione di nostalgia. Le novità introdotte lo hanno trasformato e anche se non si può parlare di un gioco completamente nuovo, la sensazione di avere a che fare con qualcosa di diverso la sentirai continuamente. Oltre al gioco base potrai immergerti in alcune modalità extra come Sfida. Una sorta di “endurance” con cui dovrai sopravvivere a 100 duelli consecutivi sfruttando a dovere i gambit, ma anche due diversi “New Game Plus”: uno pensato per gli amanti dei “God Mode” e una per i cacciatori di sfide. Il party resterà per sempre al livello 1 costringendoti ad adottare le migliori strategie e cercare l'equipaggiamento più potente per poter sopravvivere.