Non fu solo il suo talento naturale dietro al volante di un bolide di Formula 1 (che gli ha permesso di conquistare 10 vittorie in GP con 3 diversi team) a far guadagnare a Gerhard Berger il rispetto e la stima di fan, avversari e addetti ai lavori. A renderlo così apprezzato era il suo carisma, oltre che la sua inclinazione al divertimento.
Non poteva che essere lui, nel lontano 1989, a diventare il primo pilota ad essere sponsorizzato da Red Bull.
Era molto tranquillo, dalla personalità irresistibile e vincente, ed era famoso anche per i suoi scherzi, ma tutto passava in secondo piano quando scendeva in pista, dove le cose si facevano sul serio. E purtroppo tra i ricordi indimenticabili della sua carriera, durata per 14 stagioni tra Benetton, Ferrari e McLaren, ce n'è uno serissimo: un brutto incidente a Imola, in cui la sua Ferrari finì completamente ricoperta dalle fiamme.
Finì fuori strada all'altezza della celebre curva Tamburello, schiantandosi a quasi 300 km all'ora. Un momento terribile. Lo salvarono i pompieri, ma non senza preoccupazione: rimase privo di sensi per 3 lunghissimi minuti, ma se la cavò con delle ustioni di secondo grado alle mani, dolori alla clavicola e una costola rotta.
Un mese di riposto forzato e Berger era già in pista al GP del Messico. In seguito vinse un totale di 6 gare, a dimostrazione del fatto che l'incidente non aveva scalfito il suo spirito. Ad oggi resta uno dei piloti più stimati e apprezzati ad aver vinto un titolo mondiale.