F1

Terruzzi racconta: Achille Varzi

Il talento, le vittorie, la sublime rivalità con Nuvolari. Ma anche le ombre di una storia scabrosa
Di Giorgio Terruzzi
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Achille Varzi ritratto

Achille Varzi

© [unknown]

Amore disperato

Sono affezionato ad Achille Varzi. La sua storia ha occupato molto tempo e molti pensieri, costringendomi a viaggiare dentro un uomo, uno scandalo, una memoria scabrosa. Il tutto per scrivere il mio primo libro, “Una curva cieca”, molti anni fa.
Lo spunto resta semplice: come mai un grandissimo pilota capace di vincere molto e ovunque, di rivaleggiare davvero con Nuvolari – il suo doppio – è stato dimenticato, è rimasto in un cono d’ombra? Per cercare risposte si trattò di ricostruire – tra i silenzi ostinati di chi l’aveva conousciuto – un lungo viaggio tragico. Varzi era nato a Galliate, tra Novara e Milano, l’8 agosto 1904. La sua famiglia: più che benestante, uno zio – Ercole – senatore del Regno, la proprietà di una grande azienda tessile. Lui, fissato con l’eleganza, persino le tute tagliate e cucite da Pozzi, celebre sarto milanese, In realtà la precisione come un segno del carattere. Per vincere, a Varzi, bastavano un decimo di secondo, la sua freddezza, le sue mosse da gatto glaciale. Comincia in moto. Con Nuvolari, subito, di fronte. Un termine di paragone magnifico. Prime gare nel ’22. Il ragazzo fila, rischia, tiene. Campione Italiano Seniores, campione assoluto, con la sua Sunbeam 500, anno 1929, quando Achille già pensava alle auto. Una squadra insieme a Tazio, prima di separarsi di correre contro, per un dualismo strepitoso, Bugatti e Alfa Romeo, la platea divisa, opposta, festante, Enzo Ferrari a fare il palo, a scegliere la merce più pregiata, più adatta. Nuvolari, ovviamente, perfetto per consegnare alla storia una leggenda strepitosa.
Tazio Nuvolari Achille Varzi Coppa Ciano 1930

Nuvolari e Varzi alla Coppa Ciano 1930

© [unknown]

Varzi? Ruvido, nervoso, meno malleabile. Ma veloce, velocissimo. Il pilota scelto dall’Auto Union – forse la squadra corse più potente mai vista nella storia delle corse – per la stagione 1935. Occhio perché qui accade qualcosa, comincia a calare un sipario cupo. Varzi si innamora. Di una donna, Ilse Hubach. E’ bionda, è bellissima ma è anche la moglie di Paul Pietsch, pilota pure lui dell’Auto Union. E’ un primo scandalo. Achille e Ilse sembrano personaggi di una storia di Francis Scott Fitzgerald, consumano milioni e chilometri presi dalla loro passione. Ma il rendimento di Varzi cala. I suoi comportamenti, in pista e fuori, innescano più di un sospetto. La verità è una bomba devastante. Achille e Ilse fanno uso di droga. Morfina. Assunta da Varzi, probabilmente, per contrastare una appendicite. Ma è tardi, tardi per uscirne, per evitare che un’icona dell’Italia fascista si trasformi in una macchia sconveniente.
La storia di Varzi è rimasta sommersa dalla vergogna per decenni. La coppia venne separata a forza, Varzi mandato a disintossicarsi in una clinica emiliana. In aggiunta, la guerra, corse interrotte. Di quei due amanti scellerati nessuno seppe più nulla. Varzi ricomparve solo nel 1946. Nel frattempo si era sposato con Norma Colombo, sua antica fidanzata. Alfa Romeo di nuovo. Per rincorrere se stesso, rincorrendo un nuovo avversario micidiale, Jean Pierre Wimille, parigino, quattro anni meno di lui. Achille ritrova i grani della sua classe, torna a vincere. Ma è tardi, ancora una volta, per ripristinare la grazia del ragazzo che era stato. Il 1° luglio 1948 sta provando sul circuito di Berna, la sua Alfa si rovescia molto, molto lentamente, Achille batte il capo. Muore.

[La morte di Achille Varzi - Settimana Incom del 09/07/1948, Istituto Luce]

Poche settimana prima aveva incontrato per l’ultima volta Nuvolari a Mantova. Anche Tazio aveva chiuso. E mi piace pensare che tra i due, quel giorno, sia passato uno sguardo, un piccolo gesto di intesa, prima di lasciarsi per sempre, come accade quanto il tempo è finito.