Giuliano Pugolotti nel deserto di Dasht-e Lut, Iran, ultrarunning
© Giuliano Pugolotti
Ultrarunning

Giuliano Pugolotti, il “world desert runner”

Ha attraversato 18 deserti, l’ultimo in solitaria in Iran. Il suo motto? "Sudore, Sabbia e Cuore"
Di Paolo Dondossola
7 minuti di letturaPublished on
Immaginate un deserto – il Dasht-e Lut, in Iran – talmente ostile da non ospitare alcuna forma di vita, nemmeno i serpenti e gli scorpioni. Un deserto le cui condizioni climatiche si avvicinano a quelle dell’inferno, dove la Nasa ha rilevato la temperatura più alta (70,7° centigradi) mai registrata sulla Terra.
Ora immaginate un uomo che, tutto solo, attraversa 380 chilometri di quel deserto – dal punto X al piccolo villaggio di Anorak – e, per farlo, impiega solo quattro giorni e mezzo.
Quell’uomo si chiama Giuliano Pugolotti, è un simpatico 55enne di Parma che, di professione, fa il pubblicitario. Ma per passione fa l’ultrarunner – lui si definisce “world desert runner” – e corre in mezzo ai deserti. In dieci anni ne ha attraversati 18, tra cui il Sahara, il Gobi, l’Atacama e il deserto artico delle Isole Svalbard, la parte più settentrionale della Norvegia. La prima volta è stata in Tunisia, nel 2005: 100 chilometri in quattro giorni. L’ultima, lo scorso novembre, nel deserto iraniano di Dasht-e Lut, più noto come il Deserto dei Tartari. Godetevi comodamente l’intervista, i video e le splendide immagini.

Video: Giuliano Pugolotti nel Deserto dei Tartari, in Iran

1 min

Giuliano Pugolotti nel deserto dell'Iran

Giuliano Pugolotti nel deserto dell'Iran

Ciao Giuliano! Ci racconti l’ultima impresa?
Dopo dieci anni di corse nei deserti ho cercato qualcosa che non aveva mai fatto nessuno. E così ho deciso di attraversare di corsa il Deserto dei Tartari in Iran da solo.

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Hai definito il Dasht-e Lut “il deserto dei deserti”. Perché?
Perché è il luogo dove la Nasa ha calcolato 70,7°centigradi, la temperatura più alta mai registrata su tutta la terra. Altra particolarità è che questo deserto racchiude in sé la maggior parte dei luoghi che ho attraversato: ci sono 80 chilometri di dune altissime, c’è la parte infinita che sembra steppa, c’è la parte del deserto salato, c’è l’altitudine che va attorno ai 1800 metri, ci sono venti micidiali. C’è il caldo terribile e non c’è alcuna forma di vita. Non manca proprio niente per essere unico.
Giuliano Pugolotti nel deserto Dasht-e Lut, in Iran

Giuliano nel deserto Dasht-e Lut, in Iran

© Giuliano Pugolotti

Qual è stato il momento più difficile?
Quando mi sono staccato da solo dal punto di partenza X. Per più di un’ora mi sono sentito vuoto e mentalmente molto vulnerabile. Poi, tutto è andato a posto e ogni pensiero è diventato positivo.
E quello più bello?
Dopo l’ora di smarrimento sono stati tutti bellissimi. Esperienza unica e indelebile.
È fantastica la mente dell’uomo. Entra in una nuova dimensione che non hai mai avuto la possibilità di conoscere stando qui nella vita di tutti i giorni. Ti sembra di essere lì da sempre e lo stare giorni solo non comporta niente di negativo. È una cosa, però, che dico oggi dopo 4000 chilometri di corsa nei deserti del mondo. Onestamente, alcuni anni fa non credo che ci sarei riuscito...
Giuliano Pugolotti nel deserto di Dasht-e Lut, Iran, ultrarunning

Tra terra e cielo nel deserto Dasht-e Lut

© Giuliano Pugolotti

Perché, a un certo punto della tua vita, hai deciso di dedicarti a queste imprese?
Io sono un istintivo e, in generale, mi sono sempre lasciato guidare da quello che sento più che da quello che penso. L’istinto, quella cosa meravigliosa che ci ha dotato la natura, nel mio caso alla fine supera enormemente la ragione. Tra istinto e ragione io seguo il primo segnale a occhi chiusi. Ringrazio poi il deserto per avermi fatto scoprire la forza della vita proprio là dove la vita non c’è.
Qual è stata l’attraversata più dura?
Sono tutte dure. Però, alla fine, pur avendo avuto tantissime disavventure, ho solo ricordi positivi . Pensando a questi dieci anni, più che la fatica mi vengono in mente solo sorrisi e felicità vera. Dieci anni con il sole negli occhi!
Giuliano Pugolotti nel deserto del Gobi, Cina, Mongolia

Non sempre si è soli in mezzo al deserto...

© Giuliano Pugolotti

Chi ti aiuta a pianificare al meglio i progetti? Itinerario, biglietti aerei, permessi, visti...
Nessuno. Faccio tutto da solo. Mi piace farlo in prima persona perché credo di sapere per bene quello che mi serve e voglio verificarlo accuratamente prima di un evento. Visto quindi che non sono così matto?
Cosa c’è nel tuo zaino durante l’attraversata?
Il meno possibile e l’assoluto indispensabile. Ogni grammo in più comporta fatica. È tutto ridotto all’osso. Diciamo che il mio modo di fare i bagagli piacerebbe molto alle compagnie aeree low cost! Dovrebbero assumermi come consulente in risparmio peso per i clienti...
Giuliano Pugolotti, Desert Cup 2013, ultrarunning

Giuliano alla Desert Cup del 2013

© Giuliano Pugolotti

Oltre ai rischi legati alle imprese in sé, quali sono stati i pericoli maggiori che hai dovuto affrontare?
Di pericoli ce ne sono tanti. Spesso a casa mi spavento pensando a quello che faccio nel deserto, mentre quando sono là in azione non ho la stessa idea. Insomma, sembriamo due persone diverse. È la mente dell’uomo che è fatta così. Quando attraverso un deserto di notte, da solo, mi sento sicuro e non ho alcuna paura, né di perdermi né del buio. Semplicemente, quando sono là sono un uomo del deserto e divento parte di quel luogo. Mi piace il vento, il caldo, la fatica, la sabbia la notte... poi, quando ritorno alla vita di tutti giorni, mi riadatto di nuovo.
Giuliano Pugolotti nel Tadrart Acacus, Libia, Sahara, notte

Notte nel Tadrart Acacus, il Sahara libico

© Giuliano Pugolotti

Come ti prepari a livello fisico e mentale?
A livello fisico mi alleno tutti i giorni di tutto l’anno. Non scendo mai sotto i 90 chilometri di corsa alla settimana e non supero i 160 nel momento di maggior carico. A livello mentale mi aiuta l’entusiasmo e la passione che ho per questo sport. Positivo, sempre anche quando in apparenza non c’è motivo di esserlo.
Attraversare un deserto richiede più sforzo fisico o mentale?
Tutti e due. È spettacolare vedere come la mente aiuti il fisico nel momento di calo e allo stesso modo come il fisico possa inviare segnali positivi alla mente in un momento di smarrimento. C’è uno slogan che porto con me da quando corro che è “Sudore, Sabbia e Cuore”. Racchiude bene il concetto del fisico, del luogo e dell’emozione.
Giuliano Pugolotti: Oasi nel Deserto del Gobi, ultrarunning

Oasi nel Deserto del Gobi

© Giuliano Pugolotti

Che rapporto hai con la solitudine?
Non mi sento mai solo. Lo so che sembra una pazzia quello che dico, ma è la verità. In pratica, quando sono in coda in tangenziale, non mi sento più in compagnia che in un deserto.
Quali paure ti assalgono quando ti trovi da solo in mezzo al nulla?
Paure vere e proprie non ne ho, anche perché penso che il giorno che accadrà dovrò smettere. Il deserto è una cartina tornasole di tutte le tue paure in generale. In quel luogo hai modo di conoscere te stesso come in nessun altro posto. Non puoi ingannarti da solo, perché diventi pericoloso per te stesso.

Video: Giuliano Pugolotti in una tempesta di sabbia

1 min

Tempesta nel deserto

Tempesta nel deserto

Hai una moglie e una figlia. Cosa pensa la tua famiglia di questa passione?
Loro sono le vere tifose. Devo ringraziare mia moglie e mia figlia che non hanno mai ostacolato questa mia passione. Hanno timori, sicuro, ma non me lo manifestano in modo negativo.
A noi comuni mortali sembri Superman, ma tu hai detto che chiunque può fare quello che fai tu. Lo credi davvero?
Questa domanda è molto difficile. In linea di principio, tutti possono fare tutto. Poi bisogna entrare nello specifico ed emergono tanti fattori e mille variabili... fisiche e mentali. Una cosa che mi sono imposto da tanti anni è di non convincere le persone a prescindere, perché non vorrei portarle ad affrontare difficoltà con leggerezza. Il deserto non ti perdona.
Quali sono i progetti a cui stai lavorando per il prossimo futuro?
Ci sto pensando. Quando ho qualcosa di concreto ve lo comunico volentieri!
Segui le avventure di Giuliano Pugolotti sul suo sito.
Giuliano Pugolotti, piramidi, Egitto, ultrarunning

Giuliano tra le piramidi d'Egitto

© Giuliano Pugolotti

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