Nightride
MTB

Guida pratica alle luci da notturna in bici

© Colin Stewart / Lupine
Tutto quello che dovete sapere per scegliere la perfetta luce da mountain bike con cui divertirsi nelle pedalate in notturna
Di Cristiano GuarcoPubblicato il
Unire la tecnologia LED con le batterie agli ioni di Litio ha in qualche modo rivoluzionato il mondo degli impianti di illuminazione per mountain bike negli ultimi dieci anni. Il risultato? Le uscite in notturna sono finalmente diventate più sicure e più piacevoli per tutti. Continuano a esserci piccoli miglioramenti, che hanno portato a impianti più compatti, leggeri e anche più potenti. La soluzione migliore continua a essere quella di una luce doppia, una sul manubrio abbinata a una seconda sul casco. La prima è quella principale, in quanto proietta un fascio ampio e lontano sul sentiero al di sotto della linea dello sguardo.
Questo è importantissimo, perché creando le ombre sulla traccia di fronte a voi, evidenza avvallamenti, rocce e radici, facilitandovi la scelta della linea migliore. L’obiettivo per l’impianto principale è una potenza di 2.000 lumen, che può essere tranquillamente dimezzata quando si una seconda luce sul casco.
Luce da notturna in MTB, compatta, potente e leggera.
Luce Exposure Toro MK11 da manubrio
Quando la velocità si alza e il trail diventa più tecnico e tortuoso, un’efficace accoppiata tra manubrio e casco diventa fondamentale. Il motivo è semplice: la seconda luce, in posizione più alta, permette di guardare oltre tutti gli ostacoli e le curve, indirizzata proprio dal movimento della testa. Seguendo il vostro sguardo, la guida diventa più precisa e intuitiva. Cercate una luce da casco con una potenza massima intorno alla metà di quella del manubrio. Un altro aspetto importantissimo è che siano correttamente posizionate, soprattutto quella sulla bici, oltre a poter controllare il livello di illuminazione in uscita, per un tuning preciso ed efficace su ogni tipo di percorso.

1. Potenza

Pronti per una notturna in MTB
Pronti per una notturna in MTB
La potenza luminosa è solitamente espressa in Lumen. La base di partenza per una luce da manubrio è 1.000 lumen, mentre per quella da casco è di 500. Valori superiori sono ovviamente preferibili, anche se vi consigliamo di non esagerare per evitare il rischio di creare ombre troppo nette sul sentiero e quindi peggiorare la percezione di ogni ostacolo. Ogni impianto che si rispetti permette di impostare il livello della potenza su almeno due livelli, per quelli più evoluti esiste anche la possibilità di variarlo in modo automatico, tramite la connessione wireless con un GPS compatibile o con una app dedicata sullo smartphone.

2. Fascio luminoso

Impianto d'illuminazione basato su LED ad alta intensità.
Luce di qualità
La potenza pura non è tutto, è necessario anche un controllo preciso. L'obiettivo non è illuminare a giorno il trail ma rendere l'esperienza di guida in notturna la più sicura e piacevole possibile. Il fascio perfetto ha una transizione ininterrotta e morbida tra spot (punto centrale) e gli estremi laterali, senza zone buie o al contrario abbaglianti. Questo riduce al minimo le possibilità di distrarvi permettendo così di rimanere concentrati al massimo sul percorso.

3. Batteria

Una moderna batteria per luci da MTB.
Batteria con LED di carica
Due sono gli approcci utilizzati: batteria esterna, collegata con un cavo alla luce, oppure integrata. La prima è la soluzione più diffusa per gli impianti potenti e gestibili, mentre la seconda si trova in sistemi più compatti e leggeri, in genere da usare come luce secondaria. Ovviamente la differenza sta anche e soprattutto nella capacità, con la prima soluzione che arriva ad avere la dimensione e la forma di una borraccia, da montare sull'apposito supporto al telaio - quando presente - per garantire una riserva di carica infinita, o quasi.

4. Supporti

Con fascia in velcro regolabile.
Supporto da casco
La priorità per il supporto al manubrio è la sicurezza: la luce non deve assolutamente muoversi. Un impianto pesante ha bisogno di un supporto proporzionalmente solido e robusto, fissato non con la classica fascetta elasticizzata in gomma ma con un morsetto in materiale plastico chiuso con una brugola. La prima è solitamente integrata sulla luce, facilitando la rimozione quando non usata e lasciando il vostro manubrio pulito. Per quanto riguarda il supporto da casco, deve essere sicuro e facile da rimuovere, altrimenti non così invadente da lasciare montato per le classiche pedalate diurne.

5. Comando al manubrio

Impianto Gemini Titan 4000
Comando remoto minimale
Cambiare il livello della potenza quando si guida su trail tecnici e/o veloci non è mai semplice, così molti biker partono e lasciano la propria luce al massimo per tutta la notturna. Se questa è lunga, è necessario gestire l'autonomia in modo rapido e semplice. Vengono in aiuto comandi remoti dal design ergonomico, da fissare al di sopra del manubrio in posizione facilmente raggiungibile dal pollice.

6. Stato batteria

Indicatore di carica integrato sulla luce Lupine Alpha da MTB.
LED di stato della batteria
Un indicatore di stato è di fondamentale importanza per conoscere la riserva di carica in ogni punto sul sentiero. La soluzione più semplice prevede l'illuminazione del pulsante d'accensione con luci verde/blu/rossa - ad esempio - mentre i modelli più evoluti prevedono anche un display LED minimale sull'impianto che visualizza la percentuale residua e il tempo stimato di funzionamento al livello d'illuminazione selezionato.

7. Carica batteria

Kit completo, con supporto da manubrio e da casco, e carica batteria da rete elettrica.
Non manca nulla all'impianto Hope R4
Negli ultimi anni si è passati dal classico e relativamente voluminoso carica batteria da rete elettrica al semplice cavo USB. Il vantaggio del secondo è poterlo collegare al computer o a un compatto power bank da portare comodamente con sé - nel marsupio o nello zaino - per far fronte a ogni possibile emergenza.