La disciplina gravel è l’ultima arrivata nel mondo del ciclismo. Nata negli USA e sbarcata da poco nel vecchio continente, propone un’unione tra strada e fuoristrada, mixando in modo opportuno i pilastri portanti di ognuno e mostrando alcune attitudini originali. Il gravel è ancora in fase di maturazione, non è un semplice “andare per strade bianche”, per ghiaiate da cui prende il nome. L’appassionato può fare anche altro, osando qualche sterrato leggero in ambito cross country. Per questo e altri motivi – la possibilità di montare portapacchi o comunque borse dedicate al viaggio – una bici di questo genere si propone come la soluzione perfetta per l’avventura a pedali. Vediamo quali sono le ultime tendenze nel settore.
«Quello che fa la bici da Gravel è riunire nello stesso campo di gioco alcuni degli aspetti migliori della strada e della mountain bike» afferma Rebecca Rusch, atleta poliedrica delle due ruote a pedali. «È tecnico e cerchi linee sulla ghiaia come in MTB, ma porta anche l'aspetto aggregativo del ciclismo su strada dove è facile fare gruppo». Il gravel offre anche un'avventura accessibile a chiunque. Hai solo bisogno di iniziare a divertirti e pedalare: «È un mondo fantastico per tutti, da un atleta élite a un vero principiante. Puoi andare in bicicletta su strade bianche e sterrate», afferma sempre Rebecca Rusch. «Le persone vogliono uscire dai sentieri battuti e allontanarsi dal traffico. Vogliono eccitazione e un aspetto tecnico che la ghiaia aggiunge alla ricetta. In sostanza offre il meglio di tutto».
Andando a vedere quali sono le bici a disposizione degli appassionati, accanto a produzioni più artigianali che usano materiali classici come l’acciaio e il titanio, si trovano quelle più moderne e tecnologiche che passano attraverso l’utilizzo mirato della fibra di carbonio. Se le prime realizzazioni – spesso e volentieri costruite a mano da sapienti artigiani – sfoggiano un fascino old school e molto più personale, quelle più recenti non sono da sottovalutare per l’equilibrio pressoché perfetto raggiunto tra performance, comfort e versatilità. Il merito va tutto al carbonio, con le fibre opportunamente scelte e disposte, e all’estro dei designer.
Sicuramente la bici più affascinante dell’ultima ondata è la Canyon Grail, basata su un leggero telaio in carbonio dalle geometrie pensate per l’utilizzo a tutto campo, e con due chicche nel reggisella ma soprattutto nel manubrio. Entrambi smorzano le vibrazioni ma il secondo, che Canyon ha chiamato Hoverbar, è in pratica a due piani: sul drop bar tradizionale sono aggiunte due piattaforme, di cui la superiore smorza le vibrazioni su un appoggio più alto e più comodo. Quella inferiore (collegata senza soluzione di continuità allo stem) invece permette più che altro di rendere più stabile e sicura la presa bassa, portando il pollice all’interno e facilitando anche la frenata in discesa: un risultato in cui concorre l’angolazione mirata verso il basso.
Canyon non ha trascurato altri dettagli, come l’insieme ruote e pneumatici dedicati al mondo gravel con setup tubeless e sezione dei secondi da 38 mm con tassellatura semi-slick. Il risultato è una bici che viaggia veloce su asfalto, permettendo di tenere un buon ritmo anche in off-road senza stancarsi su lunghe percorrenze. Le borse compatibili realizzata in collaborazione con Topeak fanno il resto per estendere l’utilizzo al bikepacking.
Se da una parte ci sono bici come la Canyon Grail, nate soprattutto per chi vuole una bici unica per girare senza limiti nei dintorni, dall’altra ci sono modelli più avventurosi e dall’anima off-road come Ibis Hakka MX. Il brand statunitense se ne intende di bici originali introducendo da poco questo ponte tra road e MTB cross country, una soluzione super versatile compatibile anche con ruote da 27,5” e pneumatici sino a 2,1”, permettendo di osare in percorsi affrontati normalmente dalle moderne armi per XC, a patto di non esagerare con pendenze e tecnicità.
In ogni caso, in configurazione gravel – ruote da 28” e pneumatici 40c – questa bici estende di gran lunga le possibilità, promettendo tante ore di pedalate avventurose in mezzo alla natura e lontano dalla quotidianità. Per molti questa è la sfaccettatura più accattivante del mondo gravel e sicuramente un richiamo al mountain biking delle origini, in cui esplorazione e avventura erano altrettanto importanti che fatica (in salita) e divertimento (in discesa).