Calcio

I "Prospetti" del calcio: Pol Garcia Tena

Il difensore catalano del Crotone ci racconta la sua storia
Di Rinaldo Salino
10 minuti di letturaPublished on
Proseguono i nostri incontri con I Prospetti del calcio: oggi è la volta di Pol Garcia Tena, difensore catalano classe ’95 in forza al F.C. Crotone. Nella straordinaria stagione della formazione calabrese ci sono molti aspetti positivi, oltre alla classifica e al gioco espresso sul campo. Uno di questi è sicuramente la capacità di lanciare e valorizzare numerosi giovani talenti: tra i ragazzi della Primavera di Mister Parisi, reduci dalla 68esima edizione della Viareggio Cup, spicca l'esterno difensivo sinistro classe '98 Manuel Nicoletti, prodotto del vivaio stabilmente aggregato alla Prima Squadra (l'anno scorso ha esordito in B a 15 anni, il più giovane di sempre nella storia del Crotone). In rosa con Mister Juric anche il bomber Federico Ricci, 9 reti fino ad ora e unico ’94 nei primi 20 nomi della Classifica Marcatori, il portierino ’95 Luca Maniero, i difensori Eloge Koffi Yao Guy ('96) e Mihai Balasa ('95) e i centrocampisti di sangue viola Leonardo Capezzi e Nicolò Fazzi, quest’ultimo arrivato con il mercato di Gennaio proprio insieme a Pol Garcia Tena.
Pol Garcia Tena, giovane prospetto del Crotone

Pol Garcia Tena, giovane prospetto del Crotone

© LaPresse per F.C. Crotone

Cartellino di proprietà della Juventus, che nel 2011 lo ha portato in Italia insieme al fratello Jesus (anche lui centrale difensivo ma di 5 anni più grande) Garcia Tena ha disputato la prima parte della stagione con la maglia del Como. Centrale difensivo mancino, perfetto come terzo di difesa ma eventualmente adattabile come terzino sinistro (anche se nella bella intervista che ci ha concesso tiene a precisare che “quello non è esattamente il mio ruolo”), Pol ha un piede educatissimo, come nella migliore tradizione catalana. Gran senso della posizione, Garcia Tena ha tra i pezzi forti del suo repertorio la capacità di alzare sempre la testa e impostare il gioco da dietro. Insomma, con lui scordatevi il pallone in tribuna da portare a casa come ricordo. Ha da poco compiuto 21 anni e frequenta online il terzo (di 4 anni) di Scienze Motorie all'Universidad Isabel I de Castilla. Testa sulle spalle.

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Pol quando finisce gli allenamenti corre a studiare. Ma questa volta si è preso una pausa per raccontarci la sua storia...
Garcia Tena esulta con i compagni di squadra

Garcia Tena esulta con i compagni di squadra

© LaPresse per F.C. Crotone

CATALUNYA
Pol Garcia Tena è nato il 18 Febbraio 1995 a Terrassa, località alle porte di Barcellona che ha dato i natali ad un certo Xavi. La sua storia è una sorta di saga familiare applicata al calcio: “Provengo da una famiglia di calciatori. Mio papà giocava nella Serie C spagnola ed è stato il mio primo allenatore al CP San Cristobal, la squadra in cui ho tirato i primi calci al pallone, all'età di 4 anni. Con mio fratello Jesus abbiamo un percorso calcistico comune: CP San Cristobal con papà allenatore, Terrassa (la squadra della nostra città) ed Espanyol, il primo club importante. Avevano acquistato prima lui e hanno chiamato anche me per un provino... è andata bene e sono rimasto con loro per quattro stagioni, dai 9 ai 13 anni. Poi è arrivato il Barcellona...
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Mio padre giocava nella Serie C spagnola ed è stato il mio primo allenatore
Garcia Tena e Andrea Petagna

Garcia Tena e Andrea Petagna

© LaPresse per F.C. Crotone

ESPANYOL E BARCELLONA
Visto da un calciofilo italiano, un ragazzino che a quell’età veste le maglie di entrambe le squadre di Barcellona è qualcosa di affascinante… “In realtà il flusso di giovani dall'Espanyol al Barcellona è abbastanza comune. L’Espanyol è una squadra di grande tradizione, sono molto orgogliosi della loro storia e dei loro colori, la rivalità con gli “azulgrana” è sentita anche a livello giovanile. Però sul passaggio dei loro giovani atleti al Barcellona non possono “resistere” troppo, il Barca è molto più grande e potente e quelli forti se li prende tutti… Quando me ne sono andato, all’Espanyol non l’hanno presa benissimo (sorride), ma li capisco, anche io ero molto legato all’ambiente, sarei anche rimasto, però se ti chiama il Barcellona puoi dire di no?
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Quando me ne sono andato dall'Espanyol erano arrabbiati, ma se ti chiama il Barcellona come fai a dire di no?
Garcia Tena da piccolo all'Espanyol.

Garcia Tena da piccolo all'Espanyol.

© Pol Garcia Tena

LA CANTERA DEL BARCA
“Sono arrivato al Barcellona a 14 anni. Lì ti insegnano il “Calcio”, tecnica e possesso, giocare sempre la palla rasoterra e mai buttarla. In fondo, è anche il credo calcistico di mio padre e di questo devo ringraziarlo perchè lui mi ha fornito le basi. Sono stati tre anni splendidi, poi c'è stato qualche problema con il rinnovo del contratto e la mia esperienza lì è terminata. Sai, stare nella cantera del Barca è un sogno ma può essere anche una gabbia, perchè ci sono tanti giovani molto bravi e quelli che fanno il salto in Prima Squadra non sono così tanti, soprattutto negli ultimissimi anni. Tolti Sergi Roberto, Bartra e qualcun altro, i Top Player sono arrivati dall'estero. Ad esempio, uno come Thiago Alcantara per trovare spazio ha dovuto emigrare. Questo per dire che ad un certo punto è normale cercare di tutelarsi contrattualmente e chiedere qualche garanzia, soprattutto se sei un giovane di prospettiva con tante offerte anche dall'estero. Insomma, mentre cercavamo l'accordo, si sono “inserite” un po' di squadre che mi volevano: Aston Villa, Man Utd e Liverpool in Inghilterra, Real Madrid e Valencia in Spagna, Milan e Juventus in Italia... Ho scelto la Juve. Quella italiana era un'esperienza che sognavo di fare e questo è stato determinante molto più dei soldi. Oltretutto insieme a me hanno comprato anche mio fratello Jesus!”
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Stare nella cantera del Barca può essere anche una gabbia, ci sono tanti giovani molto bravi ma quelli che fanno il salto in Prima Squadra non sono così tanti...
Garcia Tena nella cantera del Barcellona.

Garcia Tena nella cantera del Barcellona.

© Pol Garcia Tena

L'ITALIA E LA JUVENTUS
“Arrivare in Italia con mio fratello (girato poi in prestito al Cuneo, n.d.r.) mi ha agevolato tantissimo nell'ambientamento, perchè tornare a casa la sera e trovare lui era bello. Ho imparato subito la lingua, perchè lo spagnolo non è così diverso dall'italiano, e la frequentazione del liceo mi ha permesso di perfezionarla. Calcisticamente, ho fatto i primi sei mesi da sotto età con la Primavera, alternandomi con gli Allievi. E'stato utile per apprendere la parte più fisica del calcio italiano, visto che al Barcellona si lavora quasi esclusivamente di palla e “torelli”. Gli altri due anni con la Primavera sono stati davvero ottimi: una Coppa Italia, una SuperCoppa Italiana e la fascia da Capitano (e Top Player Primavera 2012/13, n.d.r.), tanto che Mister Conte mi ha chiamato per i ritiri con la Prima Squadra e ho fatto diverse panchine con loro. Purtroppo nell'ultima parte della stagione è arrivato anche il primo infortunio “serio”, ma il bilancio dei miei anni alla Juve è davvero ottimo”.
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Fare il Capitano della Primavera e le panchine con Mister Conte è stata un'esperienza fantastica
UEFA YOUTH LEAGUE, LA “CHAMPIONS DEI GIOVANI”
“Ho disputato l'edizione 2013/14 della UEFA Youth League con la maglia della Juventus (5 presenze con tanto di goal al Copenhagen, n.d.r.). E' stato un peccato non essere riusciti a passare il girone eliminatorio, ma abbiamo fatto esperienze importanti, come giocare alla Ciudad Real Madrid. Tra i “blancos” il giocatore più forte che ho visto è senza dubbio Marcos Llorente, che conoscevo per averlo affrontato quando giocavo al Barcellona. Ma quell'anno c'erano anche Rabiot del Psg e Zouma del Chelsea... fortissimi. E' una bella competizione e una vetrina internazionale prestigiosa. E poi, giochi la tua partita e la sera ti vedi un match di Champions dal vivo... non male (ride)!
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La UEFA Youth League è bellissima e poi... la sera ti vedi una partita di Champions dal vivo!
Garcia Tena e Vidal in allenamento.

Garcia Tena e Vidal in allenamento.

© Pol Garcia Tena

VICENZA
“Vicenza rappresenta il mio primo prestito in Serie B e il mio primo goal da professionista. Ci sono arrivato a Settembre 2014, dopo un lungo infortunio e il loro ripescaggio nella serie cadetta. Nonostante fossi fermo da 6 mesi, mi hanno fortemente voluto. Ho fatto 23 presenze in campionato, crescendo molto come uomo e come calciatore, e ho vissuto l'emozione dei playoff. Non posso che ringraziare Vicenza, anche perchè lì ho trovato... la mia fidanzata!”.
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A Vicenza ho trovato il mio primo goal da professionista e... la fidanzata!
[Guarda il primo goal da professionista di Pol Garcia Tena]
COMO
“In riva al Lago mi sono trovato benissimo. Facevo il terzo di difesa nel 3-5-2, un sistema di gioco che si adatta bene alle mie caratteristiche. Anche loro mi hanno cercato con insistenza, ho messo insieme 13 presenze ed è stata una bella esperienza, nonostante la classifica. Onestamente non riesco a spiegarmi il perchè le cose siano andate così male sul campo, di sicuro la squadra non merita i punti che ha. A volte facevamo anche ottime prestazioni, andavamo in vantaggio ma poi non riuscivamo a tenere il risultato. Mi è spiaciuto andarmene e non poter aiutare i compagni in un momento così difficile, ma l'occasione Crotone era davvero irrinunciabile...”
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Mi è spiaciuto non poter aiutare i miei compagni del Como, ma Crotone era un'occasione davvero irrinunciabile
F.C. CROTONE
Pol Garcia Tena è passato dal fondo alla vetta della classifica, con un solo grande salto: “Quando a Gennaio c'è stata la possibilità di venire a Crotone, non ci ho pensato due volte. Sarebbe troppo facile dire per la posizione in classifica, la realtà è che il Crotone gioca un calcio bellissimo che è sotto gli occhi di tutti. Ho ritrovato la difesa a 3 (nel 3-4-3 di ispirazione “Gasperiniana”, n.d.r.) e Mister Juric è un tecnico eccezionale, uno che mi ha dato piena fiducia fin da subito. Nonostante venissi da 11 partite perse per un infortunio non gestito benissimo, anche per colpa mia, mi sono subito integrato in squadra riuscendo a ritagliarmi 5 presenze in campo. E poi c'è un D.S., Peppe Ursino, che è famoso per come sa lanciare e valorizzare i giovani talenti. Qui ce ne sono tanti, ma la cosa bella è che tutti hanno una possibilità, il Mister non guarda l'età ma come lavori sul campo. L'impatto con il mondo Crotone è stato davvero straordinario”.
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A Crotone ci sono un tecnico straordinario come Juric e un D.S. come Ursino che sa lanciare i giovani talenti
IDOLI E HOBBIES
Da piccolo avevo in camera il poster di Ronaldo, il Fenomeno! In casa mia si simpatizzava Madrid, ma mio padre ci ha insegnato da subito ad accantonare il tifo e vedere il calcio in modo molto professionale, così gli “idoli” di cui ti posso parlare sono calciatori che rappresentano per me un esempio per il mio ruolo in campo. A Torino ho avuto tre Maestri che si chiamano Barzagli, Bonucci e Chiellini. Loro mi hanno insegnato tanto e mi hanno dato un sacco di consigli. Come difensori, posso citare anche Fabio Cannavaro e Nesta, due grandissimi, e Paolo Maldini, il difensore più forte e completo dell'epoca moderna. Per quanto riguarda gli altri ruoli, sono giovane ma ricordo bene il Milan di Seedorf e Pirlo. Andrea Pirlo, poi, è stato con me alla Juve, ho avuto la fortuna di allenarmi con lui e altri campioni assoluti, come Del Piero, Tevez, Pogba. Mi piacciono i calciatori di classe, come Zidane, un altro fenomeno... Per quanto riguarda gli altri sport, li seguo quasi tutti, in particolare quelli dove sono coinvolti gli atleti spagnoli: il basket, la pallamano, il tennis con Rafa Nadal, la MotoGP con i grandi duelli tra Rossi, Lorenzo e Marquez...
Come hobby, mi piace uscire a cena quando possibile e andare al cinema con la mia ragazza”. Manca solo una domanda, che poteva essere la prima ma abbiamo tenuto in chiusura... Ma Lionel Messi? Com'è un alieno visto da vicino?
“Lo vedevo sempre, anche se non mi sono allenato direttamente con lui. Che dire di Leo che non sia già stato detto... Ti passa vicino, lo guardi dall'alto al basso, minuscolo, e cerchi di capire quale sia il segreto che gli consente di telecomandare il pallone e tenerlo sempre attaccato al piede...”
Magie del Calcio.
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Da piccolo avevo in camera il poster di Ronaldo. Messi lo guardavo dall'alto al basso e cercavo di capire quale magia avesse nei piedi per telecomandare il pallone...