Nick Pescetto
© Sam Needham / HOPEtech
MTB

Nick Pescetto: vita da freerider

L'intervista al rider italiano che ha partecipato alla Rampage 2014: "dolce la vita da freerider"
Di Marco Trabucchi
7 minuti di letturaPublished on
Nick è uno che gira grosso. Tanto da partecipare alla Rampage 2014 e da essere nel giro dei top freerider mondiali. Facciamo due chiacchiere con Nick, che nel frattempo sverna sotto il caldo sole della California (beato lui), sull'esperienza pazzesca alla Rampage, sui magici trail canadesi, sulle feste a casa di Aggy, sulla scena che conta, dei giri a La Poma con Barraco e Andreu Lecondeguy (il vincitore della Rampage), di quanto sia bello girare video e surfare.
Sei l'unico italiano ad esser stato invitato alla Rampage. Un bel privilegio! Erano davvero così terrificanti i Canyon gap?
I salti costruiti dagli shaper della Rampage sono grossi, ma non infattibili. Quest'anno prima di arrivare al nuovo sito avevo girato su salti della stessa misura, se non più grossi, quindi non ero molto preoccupato. La vera difficoltà è che questi salti non sono costruiti benissimo visto che il terreno non è in piano, ma molto scosceso e non si hanno possibilità di portare molta terra fino lì. Spesso i landing o le rampe sono piccole, le compressioni prima delle rampe sono molto veloci ed è sempre molto difficile calcolare a che velocità si deve saltare visto che spesso si arriva da punti molto ripidi.
Che linea avresti percorso?I primi 3 giorni ho costruito una linea con Makken, Ryan Howard e Kyle Jameson, l'abbiamo chiamata 'flowfest'. Era una linea divertente e non troppo difficile che percorreva la cresta dove c'era qualche salto, dopodiché si presentavano un paio di punti ripidi e finiva al GoPro step down. Visto che eravamo in 4 a spalare, ci abbiamo messo poco tempo a finirla, quindi ho deciso di trovare anche un'altra linea che portava al Canyon gap. L'inizio sarebbe stato lo stesso e a metà c'era una variante che portava diretta al Canyon. Ho aiutato Louis Reboul, Symon Godziek e Nicholi Rogatkin a finire l'entrata verso il Canyon e il giorno dopo abbiamo provato la linea tutti insieme.
Cosa è successo poi?Dopo aver girato tutta la mattina nella parte alta e nelle linee sopra il Canyon gap, era arrivato il momento di saltare il Canyon. Erano le 5 del pomeriggio e avevamo un paio d'ore per girare sulla parte bassa. Per saltare il Canyon c'erano 3 entrare in totale. Kelly Mcgarry e Jeff Herb entravano dal lato a sinistra con un hip drop, Tom Steenbergen entrava dritto con un drop grosso e noi entravamo dal lato destro con un double drop che partiva da più basso. Tom lo prova per primo dalla sua entrata e salta perfetto. Dopo il suo drop per non arrivare lungo ha dovuto frenare molto. Noi non eravamo molto sicuri a che velocità andare e visto che la nostra entrata era più bassa in molti dicevano che non avremo avuto velocità, abbiamo quindi pensato che andare più lunghi sarebbe stato meglio. Io mi sentivo bene e decido di andare per primo. Faccio il double drop senza problemi e pedalo due volte prima del Canyon, salto e mi accorgo subito che sarei andato lunghissimo. Appena sono atterrato, la bici ha preso l'impatto e io sono esploso a destra contro una parente che fortunatamente era morbida. Sapevo di stare bene, però non riuscivo a muovere il polso. Il giorno dopo era debolissimo. Ho provato a prendere antidolorifici, fasciarlo e a fare fisioterapia, ma non riuscivo neanche a fare manual quindi ho lasciato stare.
L'avrai senz'altro messo in conto!Si certo, cadere e farsi male è molto facile. Stavo comunque relativamente bene ed ero riuscito a girare un po' quindi ero tranquillo. Avrei potuto farmi molto più male quindi non mi sono lamentato troppo.
La cosa più pazzesca di questa Rampage?Sicuramente come hanno girato Aggy e Andreu. La loro linea ed il drop iniziale che avevano preparato era veramente senza senso. Andreu era nervosissimo, mi diceva che non riusciva a dormire e non l'ho mai visto così serio. Aggy ha avuto delle cadute allucinanti tutta la settimana, ma come un vero soldato era sempre in piedi e ci riprovava. Credo che la sua run di qualifica dove è arrivato primo sia stata la cosa più leggendaria mai fatta in freeride. Purtroppo il giorno prima delle finali è caduto e si è fatto male al ginocchio, non potendo girare il giorno dopo.
Cosa stai combinando negli states?Ora sono in California, sto visitando un amico ad Orange vicino a Los Angeles, surfiamo ogni giorno, mi organizzo l'inverno e la prossima stagione.
Quale delle location in cui hai girato di recente ti è rimasta particolarmente a cuore? Quest'anno il viaggio che ho fatto a maggio in Canada a Kamloops per l'Aggy's reunion' e a casa di Kurt Sorge e Nelson è stato incredibile. E' stata la prima tappa del 'FEST series' e tutti quanti erano veramente gasati. Kamloops è il mio posto preferito dove girare in freeride: i salti sono grossi e puliti, la terra è incredibile, i trail sono veloci e c'è gente che gira veramente grosso. Aggy ha costruito dei salti giganteschi e tutti i miei riders preferiti erano li a girare tutti insieme. E' stato un sogno che si è realizzato. Niente poteva battere quel tipo di riding ed esperienza.
Nick Pescetto alla Rampage 2014

Nick Pescetto Moonride reunion

© [unknown]

Ti stai specializzando nel videomaking sportivo. Cosa ti piace di più del girare clip?
La cosa che mi piace di più è che riesco a lavorare su progetti video con i miei amici, dove esprimiamo la nostra idea di freeride mtb e ci sono diversi marchi che sono interessati a lavorare con noi. In tutti i miei viaggi parto con la bici e con tutta la mia attrezzatura per filmare.
In Italia non si sente molto parlare di freeride e di dirt jump. C'è qualche località che sta investendo in questa disciplina?
In Italia direi che Livigno è l'unico bikepark che sta investendo veramente nel freeride. Purtroppo nel dirt jump ci sono veramente poche zone pubbliche, per questo ci sono anche pochi riders.
Nick Pescetto alla Fest series

Nick Pescetto Dirt

© [unknown]

Dove giri di solito in Italia?Quando sono in Italia giro sempre al Beigua sopra Varazze. Sono cresciuto su quei trails quindi è sempre divertente andare a girare li con tutti i ragazzi del posto. A un'ora da Genova ho anche trovato un secret spot con delle belle line freeride. Google earth ha aiutato.
Tu e Barraco avete base a Barcellona. Perché li?
Io all inizio ero andato a Barcellona per studiare all'università e per girare a 'La Poma bikepark' dove la scena di dirt è veramente al top mondiale. Kid all'inizio veniva a trovarmi e filmare vari video. Barcellona è la mecca per lo street in skate e bmx quindi Kid non ha avuto molto difficoltà a trovarsi un bel posto proprio davanti a uno degli street spot migliori della città... e davanti a uno dei suoi 'party-spot' preferiti.. Ahaha!
Nick Pescetto

Nick Pescetto

© LP photo / Chatel

Bici: con quali giri di solito, dirt, freeride, dh?
D'inverno giro quasi sempre in dirt, la scena vicino a Barcellona non offre molto freeride: c'è qualche trail di downhill, ma preferisco girare in dirt con i locals spagnoli visto che ci sono quasi 10 spot diversi nei dintorni di Barcellona.
Con quali pro-rider sei solito girare? Chi ammiri di più?In Europa giro molto con Andreu e suo fratello, sono buoni amici e anche se non giriamo stiamo insieme a fare altro. D' inverno a La Poma vengono tantissimi pro da tutto il mondo, quindi è facile girare tutti insieme e andare a fare festa. Negli ultimi 2 anni ho girato molto con Nico Vink visto che anche lui gira per Scott quindi abbiamo fatto molti viaggi insieme. Nico ha 32 anni e gira in bici da 25, quindi ogni volta imparo qualcosa da lui. E' la persona più gentile, umile ed onesta che io abbia mai conosciuto, ed è sempre disposto ad aiutare chiunque. Lo rispetto tantissimo!
Quando giri da solo ascolti musica? Quale genere?Si a volte ascolto musica, dipende da come mi sento, ultimamente ascolto molto raggae perché è un misto tra essere gasati e stare tranquilli. Se no ascolto rap, hip hop e anche un pò di rock. Quando viaggio ascolto tanto Rap Italiano... Club Dogo, Jake la Furia, Noyz Narcos... che vi piaccia o no..
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