Venerus
Musica

Il viaggio cosmico di Venerus

© Sha Ribeiro
Magica Musica è il primo album del cantante milanese: la dimostrazione che RnB, filosofia e viaggi nello spazio possono avere qualcosa in comune
Di Claudio BiazzettiPubblicato il
Per lanciare il suo primo album, Magica Musica, Venerus ha pensato di organizzare una chiacchierata con Franco Malerba, cioè l'uomo che il 31 luglio del '92 diventava il primo italiano nello spazio. Sulle prime i due mondi potrebbero sembrare davvero distanti ma, come poi è successo, il musicista e l'astronauta hanno trovato più punti di contatto di quanti ne pensassero loro in primis.
Il video della conversazione è su YouTube ed è uscito qualche giorno prima del disco, che di per sé è una bellissima sintesi del mondo Venerus, tra cosmologia New Age, omaggi alla filosofia di Giordano Bruno e tanto, tanto RnB di prima scelta. Un bel debutto per Andrea, (vero nome) che ha scelto di mettere un sacco di amici nella tracklist pubblicata da Asian Fake e Sony Music, da Rkomi a Mace, da Crookers a Frah Quintale.
Sei soddisfatto del disco?
Sì, di brutto. Sono contento. È da ieri sera che penso a questa cosa, perché non è che riesco benissimo a realizzare. Non mi rendo conto di quello che sta succedendo, nel senso buono. Ho aspettato questo momento da così tanto tempo che ora faccio fatica a pensare. È come se mi dicessero che devo sposarmi stasera. Io mica ci credo.
E l'idea della chiacchierata con Franco Malerba è tua?
Sì. Era legata all'idea iniziale di lanciare nello spazio il mio disco. Perché all'inizio ci siamo detti: "Cosa facciamo per lanciare il disco? Lanciamo il disco!" Effettivamente abbiamo trovato tanti punti di contatto tra il disco e lo spazio, quindi ci sembrava una buona idea metterlo in dialogo con realtà che si occupano per davvero di spazio. Ridimensionata l'idea di lanciare nello spazio il disco, ho pensato che fosse già figo parlare con qualcuno che ci era stato per davvero. Per parlare di qualcosa di extra ordinario.
E che punti di contatto hai scoperto di avere con il primo astornauta italiano della storia?
Sembrerà una cazzata, ma è il fatto di aver fatto un viaggio gigantesco. Magari in lui c'è più tecnicamente, mentre in me più interiormente. Però mi sento di essere stato in posti davvero profondi della mia coscienza, negli ultimi anni, a furia di ragionare. Come lui sento di aver compiuto un lungo viaggio. Tutte le paure affrontate ma anche le meraviglie viste in questo viaggio mi ricordano il viaggio che ha fatto Malerba.
Quando ha citato Space Oddity di Bowie ci ha preso un po', dai.
Diciamo che se citi Space Oddity, qualsiasi cosa tu stia facendo, hai fatto bene a citarla.
Però dico, questo tuo personaggio che hai creato apposta per il disco, questo mago stralunato, è una cosa molto in stile Bowie.
Sì, specialmente l'idea di costruire personaggi. È una cosa che mi ha sempre divertito. Perché in realtà diventa uno strumento per veicolare emozioni. Tu ti ricordi una faccia e subito la associ a una sensazione. È come quando guardi un film, tipo Avatar, e associ a quella faccia a un'emozione. Alla fine sono un po' di escamotage per divertirmi e allo stesso tempo creare una sensazione nel pubblico.
Questo personaggio ha un nome? Ne farai altri per i prossimi album?
In realtà sto creando altri personaggi ma non per altri album. Perché la roba mi diverte proprio. Anche solo per fare i concerti. Ho un paio di altri personaggi a cui sto lavorando assiduamente. Mi si è aperto un mondo. È una roba che ho sempre fatto un po' per i fatti miei. Poi però ho pensato che era forte, molto forte, se l'avessi condivisa col mondo. Mi diverte molto. Il personaggio, l'uomo cosmico, vuole essere l'assistente di Giordano Bruno, Sagredo. Però poi non era fondamentale che emergesse questa cosa. Mi sono immaginato questo vecchio che, venuto a conoscenza dei segreti dell'universo, riesce a sopravvivere allo scorrere dei secoli. Avendo un messaggio importante da condividere con l'umanità.
Da dove arriva questa folgorazione per Giordano Bruno?
Il disco anche in copertina riprende molte sue cose. Allora mi sono detto: vai a vederti un po' di sue cose. Perché lo conoscevo prima, ma non approfonditamente. Ho trovato delle lezioni su YouTube di un filosofo di nome Carlo Sini, uno studioso di Giordano Bruno. E ci sono queste lezioni dove analizza i suoi testi. Da lì sono un po' risalito alle altre figure, come Sagredo. Altra cosa che avevo considerato utile per il disco era questo ipotetico dialogo tenuto da Giordano Bruno col suo allievo prima di essere giustiziato, in cui prende coscienza che il suo è un sacrificio necessario per l'umanità. Sono cose allucinanti.
Tra l'altro ricorreva qualche giorno fa l'anniversario dell'esecuzione: 17 febbraio 1600.
Sì, pazzesca anche questa cosa.
E che mi dici dei feat? Frah Quintale di solito è il cantante nei feat coi rapper. Ma qui ne L'Appartamento il rapper è lui.
Verissimo. Ho pensato ai featuring senza pensarci. Con Frah ci conoscevamo già ma è stato questo pezzo a farci conoscere meglio. Con Rkomi siamo amici già da tempo. È stato tutto molto naturale e spontaneo. È come se vuoi andare al parco e dici: "OK, chi cazzo chiamo per venire al parco con me oggi?".
Beh, però non era immediato chiamare i Calibro 35.
Lì è perché sono loro fan e in generale fan della musica suonata. Allora ho pensato, "bella per i cantanti, ma qui ci vorrebbe un bel gruppo".
Le campane che si sentono in Sei Acqua da dove arrivano?
Quelle sono campane a Roma. Non so dirti esattamente di quale chiesa, ma sono nel quartiere in centro dove c'è il Bar del Fico. Io stavo scrivendo al piano registrandomi col telefono. A un certo punto non ci capivo più un cazzo, non stavo arrivando assolutamente da nessuna parte. Così ho iniziato a suonare, abbandonando per il momento l'idea di scrivere. In quel momento sono suonate le campane e ho pensato "OK, è questa roba qua". E quello che senti nel pezzo è proprio quel momento lì, perché lo stavo registrando col telefono. È stato un momento magico, folata di vento, si spalanca la finestra, campane.
E quando nel pezzo con Rkomi, Namasté, dici "Non fosse per la musica saremmo pazzi", è un po' come se riassumessi tutto l'album, no?
Sì, fa ridere che per "saremmo pazzi" si riferisce a me e alle mie personalità. Quindi capisci che già partiamo belli pazzi. Però sì, la parola musica e il suo concetto, se ripresi davvero in mano, possono davvero sbloccare parecchie cose nella cultura. È una cosa che per me è davvero molto importante in questo periodo. Ci dedico un sacco di tempo e pensieri.
Come mai però "Magica" viene prima di "Musica"?
Perché è la traduzione di Magic Music, una playlist su Spotify che ho da anni. È senza genere, semplicemente musica che amo, e che puntualmente aggiorno. È stato da sempre il mio modo per classificare e racchiudere la musica che amo, quindi mi è sembrato giusto farlo anche per il disco, prendendo in prestito il nome. Però essendo un disco in italiano andava tradotto il titolo. Musica magica non mi piaceva, ma Magica Musica mi sembrava unico, come un incantesimo.