Jiizuke, jugador de Team Vitality
© LoL Esports
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Italian Gamers: Daniele "Jiizuké" Di Mauro

Figura chiave della scena internazionale di LoL, è il protagonista della nuova puntata della nostra rubrica dedicata ai migliori pro player italiani
Di Emilio Cozzi
4 minuti di letturaPublished on
The Italian Gamers, la rubrica che state leggendo, una volta la settimana si arricchirà di un profilo nuovo: ci saranno i nomi consolidati, quelli in ascesa ma anche quelli da segnarsi sul taccuino per dire, fra qualche anno, “io lo sapevo”. Ma mica è finita qui, il giovane ecosistema del gaming competitivo italiano, di attori, ne ha diversi: e quindi vai con allenatori, manager, organizzatori, caster, analisti, preparatori, mental coach oppure, semplicemente, con i volti noti dell’Italia che videogioca pesante. Oggi è il turno di Daniele "Jiizuké" Di Mauro.
GG Italian Gamers!

Chi è Jiizuké

Nome

Daniele Di Mauro

Gamertag

Jiizuké

Data di nascita

14 gennaio 1996

Luogo di nascita

Mondragone (CE)

Gioco su cui compete

League of Legends

Team

Evil Geniuses

Dove seguirlo

Palmarès

  • Midlaner nella “LeC”
  • Rookie of the split EU LCS 2018
  • Tre vittorie in tre playoff appearances 2018
  • Due semifinali
  • Una worlds appearance nel 2018
  • Lucca Comics 2016
  • Milan Games Week 2015
Daniele “Jiizuké” Di Mauro

Daniele “Jiizuké” Di Mauro

© LoL Esports Photos/via Flickr

Q&A: cosa, come, perché

  • Quando e grazie a chi hai iniziato a giocare?
Ho iniziato a giocare in Season 2, fra il 2012 e il 2013, grazie ad alcuni amici con cui abbiamo fatto gruppo in diversi titoli.
  • Gioco preferito che non sia quello praticato per esport
Più di uno: Lineage 2, World Of Warcraft e Counter Strike Source.
  • Personaggio digitale (o fazione o squadra) preferito
Ekko e Ryze, entrambi di League of Legends.
  • La giocata migliore della tua carriera?
Quella che ha cominciato a far parlare molto di me; una partita, più che una giocata, nella seconda settimana delle Lcs, adesso Lec, Spring 2018 contro i Fnatic (campioni dello Spring 2018). Ricordo momenti precisi: 1v2 botlane contro Caps/Soaz, al quindicesimo secondo di questo video, diverse 1v1 bot/top e il Backdoor nexus a fine partita con ryze R.
  • E la giocata da dimenticare?
Molte (;D). Non ce n’è una in particolare, perché League Of Legends è un gioco in cui puoi commettere tanti errori e comunque puoi sempre migliorarti. Potresti avere la giocata capace di risolvere una partita e una giocata da dimenticare nello stesso match.
  • La lezione più importante imparata giocando?
Sii te stesso e credi in te stesso, non lasciare che sia l'opinione altrui a decidere la tua vita o la tua carriera
  • Qual è il sacrificio maggiore che ti impone la tua attività professionistica?
Non avere una vita sociale o del tempo libero: trascorro più di 13 ore al giorno ad allenarmi.
  • E la soddisfazione più grande che ti dà?
Quando faccio una giocata di fronte a tutte quelle persone che stanno guardandola è una sensazione che non so descrivere, qualcosa che non ho mai provato in tutta la mia vita prima di dedicarmi all’esport.
  • Il tuo pro player preferito (quello che ti ispira o ha ispirato) anche internazionale?
Impossibile non nominare Lee "Faker" Sang-hyeok, leggenda coreana di fama internazionale, uno che gioca da cinque anni e ha vinto tre mondiali consecutivi.
  • Chi o che cosa ti ha spinto a decidere di diventare pro player?
Gioco su computer da quando avevo 9 anni, sono sempre stato decente e ho sempre avuto un certo talento in qualsiasi titolo abbia provato. Dopo aver giocato per divertimento per molti anni e avendo capito che potevo farne un lavoro se fossi diventato uno dei migliori, ho deciso: perché no?
  • Come giudichi la scena esport oggi in Italia e come la immagini fra cinque anni?
Credo sia migliorata molto dal mio ultimo torneo in Italia, risalente a 3 anni fa. Spero che col tempo la scena diventi via via più mainstream, fino ad essere accettata prima dai media e da un’eventuale azione istituzionale – dal governo, insomma - e poi, per conseguenza, dal grande pubblico. Sono convinto che nei prossimi cinque anni questo possa succedere.
Daniele "Jiizuké" Di Mauro

Daniele "Jiizuké" Di Mauro

© Armon Ruetz / Red Bull Content Pool

  • Il giocatore o i giocatori italiani da seguire?
Alessandro “Stermy” Avallone e Riccardo “Reynor” Romiti.
  • Quanto e come ti alleni prima di un torneo, lontano da un torneo?
Il regime è pressoché sempre lo stesso: mi alleno con il mio team ogni giorno per circa otto ore, cui aggiungo sedute individuali di 4 o 5 ore. Come dicevo prima, sono sulle 12, 13 ore quotidiane.
  • Un consiglio per i principianti?
Se non sei pronto a sacrificare tutto quello che hai, non provare a diventare un pro player.