Dal Passo dello Stelvio alla Penisola Istriana: è l’estensione della linea che percorre il fronte della Grande Guerra. A cento anni di distanza i segni di questo squarcio che ha devastato tre regioni italiane sono ancori lì: consunti o divorati dal tempo ma pur sempre in grado di mandare al visitatore una vivida eco.
Le possibilità di creare itinerari con questo sfondo storico sono innumerevoli, ma se oltre a percorrere strade in lungo ed in largo avvertite anche la necessità di conoscere la storia, niente di meglio che scegliere i percorsi contenuti nei volumi di Raffaele Ganzerli “MTB in Trincea” (13 itinerari ciascuno) disponibili in ebook (Vol 1 e Vol 2) e cartaceo ( Vol 1 e Vol 2). Di questi 26 percorsi Raffaele ne ha selezionati 5 tra i più iconici.
1. Forcella del Montozzo
Le condizioni imposte dalle alte quote trasformarono la guerra sul fronte italo-austriaco in un scontro tra élite di reparti alpini che trovarono nella natura un nemico ancor più micidiale dell’avversario in divisa: è la caratteristica della cosiddetta Guerra Bianca. In questo itinerario che si svolge partendo dal Passo del Tonale verso le vette dell'Ortles Cevedale si possono osservare questi incredibili campi di battaglia che lasciarono sbigottiti anche gli osservatori stranieri. Spettacolare la discesa dal Rifugio Bozzi al Lago di Pian Palù.
Lunghezza: 57.86 km. Traccia GPS scaricabile qui.
2. Pasubio
Nel Maggio del ’16 gli austriaci sferrarono una pesante offensiva che dilagò nel Trentino meridionale e nel Veneto, arrivando a pochi passi dalla Pianura Padana. Non riuscendo però a sfondare si attestarono su alcune montagne strategiche tra cui il Pasubio che divenne una delle arene più infuocate di tutto il conflitto. L’itinerario prevede la salita dalla spettacolare Strada degli eroi ed un commovente passaggio nella “Zona Sacra” con discesa dal sentiero dei Foxi.
Lunghezza: 42,45 km | Percorso circolare. Traccia GPS scaricabile qui.
3. Matajur
Sono le montagne della disfatta di Caporetto. Nell’autunno del ’17 gli Imperi Centrali (Austria e Germania) si trovano con un nemico in meno grazie alla defezione della Russia travolta dalla rivoluzione bolscevica. Grazie a questa maggiore disponibilità di forze decidono di dare il via ad una operazione in grande stile sul fronte italiano. Decisiva sarà l’ azione delle truppe speciali tedesche comandate da un ufficiale la cui carriera è solo agli inizi: Erwin Rommel. Dal Matajur la futura “volpe del deserto” scatenerà un attacco fulmineo che arriverà fino alla pianura veneta riconquistando in poche settimane quello che gli italiani avevano ottenuto dopo tre anni di truculente battaglie. Il percorso arriva fino al confine con la Slovenia e si svolge tra le montagne da cui nasce l’Isonzo, sfrecciando su una spettacolare discesa.
Km totali: 33. Traccia GPS scaricabile qui.
4. Ermada
La “collina maledetta” che gli italiani non riuscirono mai a conquistare: era l’ultimo baluardo difensivo su Trieste e tra il ’16 ed il ’17 gli austriaci lo difesero con strenua resistenza trasformando quell'ammasso di rocce alto poco più di 300 mt in una fortezza inespugnabile. L’itinerario attraversa il labirinto interminabile di trincee, camminamenti, postazioni e caverne.
Lunghezza: 17.603 km. Traccia GPS scaricabile qui.
5. Cengio
Nella spettacolare ambientazioni delle Prealpi Vicentine con i profili a picco sulla pianura si svolge un itinerario particolarmente emozionante: è il campo di battaglia dove si svolse una delle più feroci lotte difensive italiane. Sorpresi dall'avanzata austriaca della primavera del ’16 i granatieri di Sardegna opposero una resistenza fino all’ ultimo sangue per impedire lo sfondamento dell’ultima linea prima della pianura. Vi riuscirono pagando un prezzo altissimo assieme ad altre divisioni. Impressionante lo scenario del Salto del Granatiere, teatro degli scontri più feroci. Altrettanto affascinante la discesa sugli stretti tornanti del sentiero militare.
Lunghezza: 28.794 km. Traccia GPS scaricabile qui.
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