Larissa Iapichino training for long jump in Florence, Italy on August 6, 2020.
© Gabriele Seghizzi / Red Bull Content Pool
Atletica

Una conversazione con Larissa Iapichino, giovane stella del salto in lungo

Per un atleta avere dei campioni come genitori può essere una benedizione e una maledizione, ma Larissa sta già dimostrando di avere tutte le capacità per lasciare il segno con le sue sole forze
Di Will Douglas
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Tra le cose che possono rendere un po' gelida l'atmosfera nelle cene di famiglia c'è sicuramente l'aver quasi infranto un record di uno dei propri genitori, come accaduto a Larissa Iapichino quando a febbraio, nei Campionati Italiani Indoor di Ancona, in occasione del suo quinto salto ha toccato i 6,91 metri. Non solo ha vinto la gara e impostato un nuovo record nella categoria Under 20 al livello mondiale, ma ha anche raggiunto sua madre, Fiona May, che a quella distanza saltò nel 1998, realizzando l'attuale record italiano.
La buona notizia per l'armonia famigliare è che Larissa, perlomeno, non sta andando all'attacco dei record di salto con l'asta di suo padre, Giorgio Iapichino. O almeno, non ci risulta.
Ma che impatto hanno questi due titani dell'atletica sulla promettente carriera di Larissa Iapichino? Come sta vivendo il successo e che obiettivi e speranze ha per il 2021? Queste e altre risposte nella nostra intervista.
Quel salto da 6,91 metri di febbraio te lo porterai dietro per un po'. Ti permette di pavoneggiarti un po' con tua madre? Lei cosa ti ha detto dopo l'impresa?
È stata una vera sorpresa, anche per me. Puntavo a vincere, ma un record mondiale è un sogno divenuto realtà. Io e mia madre diciamo che i record sono fatti per venire infranti... ora di sicuro punto ai 7 metri, così da raggiungere il suo record personale in outdoor e quello nazionale.
Quanto importante è stata tua madre nella tua carriera e formazione? Tanto lei quanto i suoi traguardi sono una fonte di motivazione per te?
L'essere nata da due super-atleti è un vero privilegio per me, ma non hanno mai interferito più di tanto con le mie decisioni. Sia mamma che papà mi guidano quando gli chiedo consigli, sia dal punto di vista tecnico che mentale. Sono una grande fonte di ispirazione e sono i miei modelli di vita. I record di mia madre mi spronano a fare meglio, anche sul lungo termine, visto che i suoi record non riguardano solo i metri da battere, ma anche il numero di medaglie che ha conquistato nella sua lunga carriera.
I miei genitori sono una grande fonte di ispirazione, sono i miei modelli di vita. I record di mia madre mi spronano a fare meglio
È difficile a volte seguire le sue orme?
Onestamente, quando mi alleno o gareggio non sento di seguire le sue orme. Penso solo alle mie scelte e uso me stessa come metro di paragone; voglio sempre migliorare i miei record.
E per quanto riguarda tuo padre? Che ruolo ha avuto nella tua carriera?
Mio padre è sempre stato di grande supporto e organizza la mia quotidianità per ottimizzare al massimo la mia folle agenda di impegni e attività. Quando non ero totalmente indipendente o non avevo la patente mi ha aiutato chiaramente tantissimo, ma anche adesso, tra passaggi a scuola e agli allenamenti se piove o sono di fretta, oppure mi fa trovare sempre pronti il pranzo e la cena. Inoltre viene a tutte le mie gare e per me è altrettanto importante.
Larissa Iapichino poses for a portrait during long jump training in Florence, Italy on August 6, 2020.

Una pausa durante l'allenamento

© Gabriele Seghizzi/Red Bull Content Pool

Quanto importante è stata la ginnastica (credo la tua prima passione in ambito sportivo) per il tuo approccio all'atletica?
In realtà non sono mondi così compatibili. Chiaro, ho ereditato una certa flessibilità, ma anche problemi posturali e fastidi che in particolare impattano negativamente sul ginocchio. All'inizio non ero così brava a saltare perché la memoria muscolare ricordava un tipo di coordinazione completamente differente (ad esempio il saltare con due piedi in contemporanea come si fa in ginnastica).
Cosa ti aspetti per questa stagione? C'è un importante evento in arrivo a Tokyo...
Mi aspetto di migliorare i miei record personali e i mondiali Under 20 sono il mio obiettivo principale. A Tokyo mi piacerebbe essere al massimo della forma, e raggiungere la finale sarebbe un grande risultato. Avrò solo 19 anni e sarà la mia prima volta lì... è già un privilegio e un onore.
Punti a compiere qualcosa di speciale, o alla tua giovane età l'importante è fare esperienza?
Come detto per me sarà la prima volta in un evento del genere: darò il massimo e cercherò di fare il mio meglio, ma come sempre, del resto.
Tra i tuoi idoli sportivi (Usain Bolt, Noah Lyles e Allyson Felix) non ci sono atleti del salto in lungo. Ti piacerebbe godere del successo e della longevità di Allyson, ad esempio?
I miei idoli sono idoli dell'atletica in generale. Non c'è un collegamento diretto con eventi particolari, li adoro per la loro personalità. Allyson Felix è realmente una grande donna, ha iniziato a vincere medaglie da quando aveva la mia età. Chiaramente il mio desiderio è avere una lunga carriera e di avere successo nello sport che amo.
Larissa Iapichino ai Campionati italiani juniores di Ancona

Larissa Iapichino ai Campionati italiani juniores di Ancona

© Francesca Grana

Non ti fossi dedicata al salto in lungo, cosa avresti fatto?
Non riesco a immaginare di essere altro.
E quando non ti alleni o gareggi, hai altri interessi? Ho letto da qualche parte che sei una grande fan di Peaky Blinders...
Certo che ne ho: amo la moda, quindi seguo le passerelle dei miei brand preferiti e resto aggiornata sugli ultimi trend. Tra le mie passioni non posso non citare la fotografia, l'arte e la lettura. E ci sono anche le serie TV: Peaky Blinders sì, è una delle mie preferite.

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Larissa Iapichino

Una delle grandi promesse dell’atletica leggera italiana

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