Lorenzo Finn al traguardo della settima tappa del Giro Next Gen 2026.
© Twila Federica Muzzi / Red Bull Content Pool
Motorbike Road Racing

Lorenzo Finn: il talento italiano che sta conquistando il ciclismo mondiale

Ecco tutto quello che c'è da sapere sul vincitore del Giro d'Italia riservato ai giovani Under 23. Conosciamo meglio il ligure della Red Bull Bora Hansgrohe, grande speranza per le corse a tappe.
Di Giulia De Maio
8 minuti di letturaPublished on
A soli 19 anni, Lorenzo Finn è già riuscito a fare qualcosa che pochissimi corridori della sua generazione possono raccontare: vincere due Mondiali consecutivi in due categorie diverse e conquistare il Giro Next Gen, la corsa a tappe più prestigiosa del ciclismo Under 23. Un'impresa che lo ha definitivamente proiettato tra i nomi più interessanti del panorama internazionale.
Ma chi è davvero Lorenzo Finn? Da dove arriva questo ragazzo che in Italia e non solo a casa nostra molti indicano già come la più grande promessa del mondo delle due ruote? Scopriamolo insieme.

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Nato a Genova, con stile british

Lorenzo Mark Finn nasce a Genova il 19 dicembre 2006 dall'amore tra mamma Chiara, ligure, e papà Peter, originario di Sheffield (casualmente dove Vincenzo Nibali, ultimo azzurro in grado di vincere le tre grandi corse a tappe, indossò la sua prima maglia gialla al Tour de France 2014, ndr). I genitori lavorano entrambi come ingegneri e seguono il loro unico figlio ad ogni gara che possono.
La famiglia Finn abita a Salto, una frazione di Avegno, sopra Recco. Liguria significa mare, ma anche strade che salgono senza tregua verso l'entroterra. Un terreno ideale per forgiare scalatori e corridori completi. Fin da giovanissimo Lollo, a casa lo chiamano così, mostra caratteristiche fuori dal comune: leggerezza, capacità di soffrire in salita e una sorprendente maturità tattica. Qualità che gli permettono di emergere rapidamente nelle categorie giovanili.
Lorenzo Finn in posa di vittoria con la maglia iridata della Red Bull - BORA - hansgrohe.

L'esultanza a cui ci stiamo abituando: Lorenzo Finn a braccia alzate

© Maximilian Fries / Red Bull Content Pool

Le sue salite del cuore sono Bocchetta, Madonna della Guardia e Busalla, dalle sue parti. Fisicamente non assomiglia al classico passista potente. Con i suoi 181 centimetri per circa 63 chilogrammi, Finn ha il profilo del moderno uomo da grandi giri: leggero, efficiente in salita e sempre più competitivo anche a cronometro.
Il suo primo allenatore, Andrea Manitto, che da Genova andava in scooter nel Tigullio per seguire il suo ragazzo, ha raccontato in tempi non sospetti: «Quando mi sono reso conto che andava più forte in salita che in pianura ho capito che sarebbe diventato un campione. Ha doti di recupero impressionanti». Ci aveva visto lungo...
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Pallone e racchetta messi da parte per la bici

Da bambino Lorenzo giocava a pallone nella squadra del San Bernardino. Il piano B era il tennis. «Ho iniziato a giocare a questi due sport a 5-6 anni e ho continuato fino ai 12. In Italia il calcio è lo sport nazionale, quindi per un bambino è più facile guardare in quella direzione mentre il tennis l'ho provato per curiosità». La bici è arrivata perché ho avuto un po’ di problemi al ginocchio, durante l’età della crescita ho sofferto del morbo di Osgood-Schlatter.
«Non riuscivo a correre bene a causa del dolore, mentre andando in bici non avevo alcun tipo di problema. Il sabato o la domenica pedalavo con mio padre e presto mi sono innamorato del ciclismo. Amavo stare all’aria aperta, percorrere le strade dove non c’era traffico. Mi ha sempre affascinato la fatica della salita, una particolare e piacevole solitudine, in cui ci sei solo tu e i tuoi pensieri. Se l'hai provata almeno una volta, capisci cosa intendo».
Foto di gruppo al Giro d'Italia Next Gen 2026.

Lorenzo Finn scortato dai compagni della Red Bull Bora Hansgrohe Rookies

© Twila Federica Muzzi / Red Bull Content Pool

Ha cominciato a gareggiare tardi, nel 2019, con la Bici Camogli. Era così lontano dal mondo dell'agonismo che alla prima corsa non si era portato le spille da balia, non sapeva che servivano per attaccarsi il dorsale sulla schiena. «Da esordiente ho faticato anche perché non mi allenavo molto, non ero ancora sviluppato e a quell'età c'è una grande disparità di fisici. Da allievo con la Nuova Ciclistica Arma-Team Ballerini ho ingranato e sono cominciati ad arrivare i risultati» racconta nelle prime interviste rilasciate ai media incuriositi dal suo talento.
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La consacrazione mondiale

L’anno di svolta è il 2023, tra gli juniores: Finn corre per la CPS Professional Team e ottiene le prime vittorie importanti. Ad aprile ottiene il primo successo in provincia di Arezzo, poi la Sandrigo-Monte Corno, la cronoscalata Cene-Altino, la Pian Camuno-Montecampione e la Collegno-Sestriere. Sempre lo stesso copione: a un certo punto Lorenzo lascia lì gli altri e se ne va da solo. «Preferisco non arrivare in volata. Sono portato per la salita, le gare dure, da corse a tappe, il sogno è essere un giorno al via del Tour de France, la corsa più importante al mondo, vincere una tappa e in generale mettermi alla prova nei grandi giri. Ma c’è tempo» dichiara all'epoca. Sempre nel 2023, al Giro della Lunigiana arriva secondo dietro al francese Paul Seixas, altro talento fuori dal comune. Nella tappa finale, quella di Terre di Luni, vince battendo di 16” anche il record di scalata del Montemarcello, che era di un certo Remco Evenepoel e risaliva al 2018.
Lorenzo Finn posa con la maglia iridata di campione del mondo.

Lorenzo Finn ha vinto due titoli mondiali consecutivi

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Quotation
Sogno il Tour de France, la corsa più importante al mondo, ma c'è tempo.
Lorenzo Finn
Nel 2024 a Zurigo, in Svizzera, vince in maglia azzurra il titolo mondiale tra gli juniores nella prova in linea. 365 giorni dopo si riconferma, dominando la prova Under 23 di Kigali, in Ruanda. Era il più giovane al via, ha aspettato tutti al traguardo, meritando di sfoggiare l'iride per un altro anno ancora.
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La crescita nel vivaio del Team Red Bull Bora Hansgrohe

Aura da predestinato, nel 2024 Lorenzo è il primo diciassettenne italiano ad andare a correre in una formazione estera, il Team Grenke-Auto Eder, il vivaio dell'attuale Red Bull Bora Hansgrohe con cui nel 2027 passerà a tutti gli effetti nella massima categoria. «Da Under 23 ormai è normale andare via dall'Italia, se si può tanto vale farlo prima secondo me. Mi trovo in un bel gruppo, parliamo tutti inglese bene quindi non abbiamo problemi di comunicazione ed essendo solo in otto corridori siamo ancora più uniti rispetto ad altre formazioni».
Lorenzo Finn in maglia rosa al termine di una tappa del Giro Next Gen 2026.

Lorenzo Finn è un talento portato per i grandi giri

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Nel 2025 dopo la maturità scientifica al Leonardo da Vinci di Genova, a conclusione di un percorso scolastico felice come la carriera in bici, Lorenzo avrebbe avuto la possibilità di passare direttamente professionista, saltando a piedi pari la categoria Under 23, ma non ha voluto forzare le tappe e ha preferito darsi il tempo di crescere senza pressioni. Ennesima dimostrazione di forza che convince osservatori e addetti ai lavori di trovarsi davanti a qualcosa di speciale.
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Il ragazzo ha fretta... solo in sella

Cresciuto tra i Rookies, il devo team della Red Bull Bora-hansgrohe, Lorenzo sta alternando gare tra gli Under 23 con apparizioni tra i professionisti. In un'epoca in cui molti talenti affrontano il grande salto sempre più giovani e va di moda bruciare le tappe, il percorso di Finn è stato costruito con pazienza.
Mentre altri coetanei sono stati catapultati immediatamente nel World Tour, lui ha scelto di crescere nella squadra di sviluppo Red Bull–BORA–hansgrohe Rookies, il progetto creato per accompagnare i migliori talenti verso il professionismo. Una scelta che racconta molto del suo approccio. Lo stesso Finn ha più volte sottolineato di voler costruire la propria carriera senza accelerazioni inutili, consapevole di avere davanti molti anni di crescita.
Red Bull Bora Hansgrohe Rookies in testa al gruppo del Giro Next Gen 2026 scorta la maglia rosa Lorenzo Finn.

Red Bull Bora Hansgrohe Rookies è stato il miglior team del Giro Next Gen

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Corridore completo, sa attaccare da lontano, gestire le salite più dure, leggere le corse e difendersi molto bene nelle prove contro il tempo. Oltre a gambe forti, sta dimostrando di avere testa.
Il suo modello è Geraint Thomas. Come lui va forte in salita, va bene a cronometro, ha un ottimo recupero. Gli manca solo lo spunto veloce, ma in questi casi c’è un trucco molto semplice: basta arrivare da soli, come Finn sa fare molto bene.
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Ha aggiunto il rosa all'arcobaleno

Al Giro Next Gen Lorenzo Finn nel 2025 aveva già fatto intravedere il proprio potenziale chiudendo sesto in classifica generale e conquistando la maglia di miglior scalatore. Un anno dopo è arrivata la definitiva consacrazione. Ieri ha festeggiato sul gradino più alto del podio finale, dimostrando di essere il corridore più forte e più completo della corsa rosa per Under 23. Ha saputo gestire la pressione della maglia iridata, attaccare nei momenti giusti e difendersi nelle giornate decisive, fino a conquistare la maglia rosa finale.
Il capitano del team Red Bull Bora Hansgrohe Rookies Lorenzo Finn ha vinto il Giro d'Italia riservato ai giovani Under 23 edizione 2026.

Lorenzo Finn festeggia sul gradino più alto del podio del Giro Next Gen

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Il bicampione del mondo ha staccato tutti sul Monte Livata e rafforzato il suo primato fino all'ultimo giorno, quando si è imposto nella cronometro conclusiva con arrivo a L'Aquila. Riporta così l'Italia sul tetto del Giro Next Gen quindici anni dopo il successo di Mattia Cattaneo, oggi suo compagno di squadra alla Red Bull Bora Hansgrohe. La squadra tedesca festeggia anche la conquista della Maglia Tricolore, sempre sulle spalle di Finn, della Maglia Rossa, vinta dal vincitore della seconda tappa Davide Donati, e della Classifica Superteam.
In vista dell'imminente Tour de l'Avenir (il Tour de France dei giovani, ndr) e del prossimo campionato del mondo, Lorenzo Finn si gode questo meritato successo, che molti considerano il passaggio obbligato verso una futura carriera da protagonista tra i professionisti. Con la sua abituale tranquillità, lui continua a parlare del proprio futuro con prudenza. La sensazione è che siamo soltanto all'inizio della storia. Di una bellissima storia, che Lorenzo può colorare della tonalità dei suoi sogni.
Lorenzo Finn intervistato alla fine del Giro Next Gen 2026 che ha vinto con la Red Bull Bora Hansgrohe Rookies.

Lorenzo Finn ha gli occhi puntati addosso ma regge bene la pressione

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