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64 Bars: lowlow, poeta maledetto

© Comb Studio

Il secondo appuntamento prevede in cartellone lowlow VS Big Fish, ed è ancora grossa

Prosegue l'appuntamento col liricismo di 64 Bars. Per il secondo episodio abbiamo chiesto un beat a Big Fish e 64 barre infuocate a lowlow. L'esperienza ventennale di Fish, hitmaker multiplatino, e l'incisività del flusso metrico di lowlow, hanno fatto il resto. Lo diceva Esa aka El Prez negli anni '90 che «fare l'mc è una cosa seria», e nel 2018, per noi, continua a esserlo. Scorrendo in basso trovate le barre di questo pezzo inedito registrato da lowlow all'interno del Red Bull Studio Mobile, con una spiegazione e la sua interpretazione.

Ci ha detto lowlow: «Io credo che la semplicità sia qualcosa di simile alla perfezione. L’essenzialità è un goal dopo che hai acquisito consapevolezza delle tue abilità liriche. Quindi spero che la maggior parte delle rime, delle punchline possano essere comprese da chiunque al secondo, terzo ascolto. Però ci sono alcuni trick, alcune invenzioni in queste barre che voglio condividere con voi, per spiegarvi quanto sono lucido anche nella mia follia, senza andare necessariamente a sviscerare ogni singola cosa». “I ain’t tryna expose, I’m just tryna expand” (cit lil Wayne).

lowlow e Big Fish
lowlow e Big Fish

«Quando ero piccolo mio padre mi leggeva il suo Poeta preferito: T.S Elliot (alcune poesie sono incomprensibili per la quantità di riferimenti e citazioni che attingono da qualsiasi cosa) e mi parlava della poetica di waste land: unire, accostare sacro e profano, riferimenti alti e classici in contrapposizione con lo schifo e il degrado, spiegandola molto semplice. Io ho portato questa tecnica nel Rap per primo, lo faccio in "Ulisse" e anche qui, è anche un omaggio a mio padre».

Big Fish
Big Fish
lowlow
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Il progetto 64 Bars è stato realizzato in collaborazione con Sto Magazine.