Marc Márquez, un pilota illuminato
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MotoGP

Cosa rende Marc Márquez un pilota speciale?

È considerato uno dei più grandi di sempre grazie a un mix di doti che lo rendono davvero completo
Di Red Bull Team
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Dopo un paio di battute d’arresto, tra la caduta che ha compromesso la gara del Mugello e la sconfitta nel duello con Lorenzo a Barcellona, ad Assen Marc Márquez è tornato a fare quello che gli riesce meglio: dare spettacolo e battere gli avversari. In una gara che i tifosi ricorderanno a lungo, con 4 diverse moto tutte competitive (Honda, Ducati, Yamaha e Suzuki) e 6 piloti (oltre allo stesso Márquez, Lorenzo, Dovizioso, Rossi, Viñales e Rins) che a lungo sono sembrati tutti in grado di giocarsi la vittoria, la sensazione è stata che a fare la differenza giro dopo giro, oltre alla misteriosa questione gomme, fosse proprio il manico dei piloti. La loro capacità di accarezzare il limite senza superarlo, di rischiare senza commettere errori, di restare attaccati al gruppo nel momento di difficoltà per poi tentare lo strappo una volta ritrovato il giusto feeling in sella.
E in una gara così, una delle più belle degli ultimi anni, a vincere è stato ancora lui, uno dei più forti di sempre. Lo dicono i numeri: 6 titoli mondiali in bacheca (di cui 4 nella classe regina), 61 Gran Premi vinti, il record assoluto di pole-position. Tutto a soli 25 anni.
Per cominciare, iniziamo a conoscerlo più da vicino. Molto vicino.

2 min

Get to know Marc Márquez

Marc Márquez promises more success during the 2018 season and he's got the skills to deliver.

Ma i numeri, come sempre, non dicono tutto. Cosa rende così speciale il pilota spagnolo? Quali sono gli elementi che si combinano in maniera così armonica da creare un equilibrio perfetto? Un equilibrio che lo vede finire quasi per terra in una curva, in lotta con le leggi della fisica e della gravità, per poi riprendersi e piazzare lo spunto decisivo nella curva successiva. Come si è peraltro visto anche in Olanda. Ci si continua a meravigliare di fronte ai numeri incredibili e alle straordinarie abilità di Marc sulla moto, ma lo stupore a noi non basta più, per cui abbiamo provato a individuare i punti chiave che permettono a Márquez di essere così completo e speciale, e di poter ambire legittimamente, in prospettiva, al titolo di più grande di sempre.
Marc festeggia la vittoria ad Assen

Marc festeggia la vittoria ad Assen

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1. Lo stile di guida

Márquez innanzitutto è un pilota spettacolare, cosa che magari non serve per vincere titoli ma aiuta a conquistare il cuore dei tifosi. Ha uno stile tutto suo, con una staccata che porta spesso il posteriore della sua Honda RC213V a saltellare di qua e di là mentre lui inserisce l’anteriore in curva. Uno stile non pulitissimo rispetto a quello di altri piloti, ma appunto molto spettacolare, e anche molto efficace. Uno degli aspetti più significativi del suo stile è il modo in cui si è evoluto negli anni. Giovane talento precoce, Márquez ha saputo anche cambiare e adattarsi alle caratteristiche delle moto che si è trovato di volta in volta a guidare, come si è visto bene nel 2017 quando Honda gli ha messo in mano un mezzo potente ma estremamente scorbutico, con un motore difficile da maneggiare. Lui ha trovato il modo di domarlo, a costo di imparare a controllare il suo istinto aggressivo, e con quella moto ha rivinto il titolo.
Lo stile di guida di Márquez, molto fisico e sempre in movimento sulla moto, unito a un baricentro sempre molto basso che prevede anche la sua famosa tecnica a gomito giù, gli permette di restare in sella a un mezzo scorbutico come la Honda, riuscendo a controllarne anche in situazioni estreme le tendenze bizzose, vedi i famosi salvataggi quando il crash sembra imminente.

2. I riflessi

Già, i salvataggi. Il segno di quanto Márquez sia veloce e reattivo, oltre che proattivo. Ma anche la prova di quanto conosca perfettamente la sua Honda, su cui corre da ormai 5 stagioni: una confidenza che lo aiuta a prevedere e intuire la stragrande maggioranza dei comportamenti della sua moto in una molteplicità di differenti situazioni che possono verificarsi in pista. Quando la moto esce di linea o lo mette alla prova con qualche tiro mancino, Márquez ha il più delle volte l’abilità e la prontezza di reagire in una frazione di secondo. Un talento naturale affinato per anni alla scuola del motocross e del flat-track, dove l’imprevisto è sempre in agguato più di quanto non accada in pista.
MotoGP rider Marc Márquez sits in the Repsol Honda garage at the MotoGP test in Buriram, Thailand.

Marc Márquez at the MotoGP test in Thailand

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3. La condizione fisica

Non è un segreto che i piloti di MotoGP siano atleti incredibilmente in forma, con una resistenza cardiovascolare suprema e una forza e un tono muscolare impressionanti, pur dovendo rimanere molto leggeri. Márquez ha un regime di allenamento molto vario ed elaborato, tagliato su misura per affrontare le esigenze molto fisiche e spietate della MotoGP. Il focus di questo allenamento è sul rafforzamento del busto e sull’agilità, che permette a Márquez di essere sempre in condizioni perfette e pronto ad affrontare la sfida della pista, mentre maneggia un affare di oltre 160 Kg e 260 cv, che raggiunge i 350 Km/h e trasmette al suo corpo forze gravitazionali di oltre 1,4 G. Per saperne di più sull’allenamento di Márquez, dai un occhiata al video sotton o leggi questo approfondimento.

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4. La concentrazione

Correre per 45 minuti ad altissima velocità, in condizioni meteo spesso estreme tra caldo, vento e pioggia, e con il corpo sottoposto a un tremendo stress fisico e mentale, richiede una capacità di concentrazione di livello superiore. Márquez ha allenato la sua testa a essere costantemente focalizzata su quanto sta facendo, senza concedersi neanche il minimo calo di concentrazione, che è quello che spesso basta per perdere una posizione, o peggio finire per terra. Tecniche di visualizzazione, allenamento mentale e attenzione all’alimentazione sono gli strumenti che permettono a Marc di mantenere la testa sempre in sintonia con quanto sta facendo il corpo, e con le condizioni circostanti.

5. La voglia

Nonostante la velocità con cui ha raggiunto i suoi obiettivi ed esaudito il suo sogno (quello di diventare campione del mondo), la motivazione di Márquez a migliorarsi, andare sempre più veloce, e continuare a vincere, non finisce mai. La disponibilità e la capacità di cambiare il proprio stile di guida per adattarsi alle caratteristiche delle diverse moto che la Honda gli ha messo a disposizione, e di riuscire a vincere il titolo nel frattempo, dimostra che la sua determinazione non conosce confini. E non è scontato trovare un pilota che ha già vinto così tante gare, ma che è sempre pronto a lottare al massimo per una sesta posizione, così come lotta per un podio o una vittoria. Ripresentarsi all’inizio di ogni stagione con un’energia e una voglia rinnovate, ed essere capaci di fissarsi, inseguire e di solito anche raggiungere nuovi obiettivi e nuovi sogni, è ciò che rende Márquez il campione che è. Uno sulla buona strada per diventare forse il più forte di sempre.