Appenninica Stage Race, Pietra di Bismantova
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MTB

Tutti i migliori itinerari per MTB nascosti in Emilia Romagna

Il viaggio tra le regioni italiane e i loro comprensori privi di salite meccanizzate e impianti continua. Dopo la Toscana e il Piemonte abbiamo fatto un tour nell'Emilia Romagna meno conosciuta
Di Red Bull Team
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La costa adriatica è, senza ombra di dubbio conosciuta per il clima festaiolo, la vita notturna e le spiagge attrezzate. L’Emilia-Romagna è ricchissima di arte grazie ai mecenati e le loro famiglie legate ai maggiori nuclei abitativi dell’attuale regione. C’è poi un mondo di mezzo, l’habitat del biker ovviamente, lontano da quella accoglienza. L’Appennino Emiliano e altre alture offrono ai praticanti sconfinati paradisi che affiancati ad una cucina locale nota in tutto il mondo invogliano a partire immediatamente. Anche in questa regione andiamo a scoprire quali sono gli itinerari, le zone, i monti meno conosciuti, che dovrebbero essere messi nella vostra wishing list dei comprensori non meccanizzati e meno conosciuti. Contesti montani che richiedono un minimo di tecnica e la giusta attrezzatura, per ognuno degli itinerari che seguono partiremmo almeno con una bici da all mountain. Ma perché no, se le skill sono elevate la giusta front (per alcuni di essi), può essere il giusto compromesso.
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Partiamo grossi: il Monte Cusna

Il gigante dell’Appennino sta vivendo un momento particolarmente florido, sulle sue bellissime creste stanno infatti nascendo innumerevoli trail per tutti i livelli, ma soprattutto permanenti in cui sta riponendo particolare impegno e attenzione la realtà locale Ride the Giant. Un contesto molto wild sconosciuto ai più. Il Monte Cusna è la cima più alta dell’Appennino Reggiano con i suoi 2.021 metri. Pedalabile fino ai 1.700 metri di quota, i trail si raggiungono direttamente da valle, oppure da uno dei tanti rifugi presenti sui crinali, utili per riposare la notte e pensare l’esplorazione del Cusna su più giornate. Non di certo un’ipotesi sbagliata considerando che gli itinerari battuti e permanenti sono ben 23. Tra questi, il 150, anche denominato “Tra terra e cielo”, è un giro adatto agli amanti della fatica, della conquista e ovviamente della salita. Si parte da Ligonchio per andare alla scoperta della seconda cima più alta del massiccio, il Monte Prado, un anello che impone anche del sano portage in alcuni punti, in cui si può vivere e vedere il Cusna in tutta la sua bellezza. Per 46 chilometri si guarderà tutto dall’alto (i metri di dislivello superano i 1.900), ma ci sono anche occasioni per rifocillarsi, passando peraltro proprio davanti al raggiante rifugio Segheria.
Il Monte Cusna e le sue creste panoramiche
Il Monte Cusna e le sue creste panoramiche
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In bici sui trail bolognesi

Ormai più di vent’anni fa, Cesare Cremonini cantava: “Ma quanto è bello andare in giro per i colli bolognesi”. Il fascino dei celebri colli in sella a una Vespa anni ‘60 è innegabile.
Però Bologna non smentisce il suo lato misterioso (i sette segreti di Bologna docet), ovvero il contesto in cui sguazza il biker insomma. La Bologna Montana Trail Area è un comprensorio collocato proprio a due passi dalla città che include i comuni di Loiano, Monghidoro, Monzuno e San Benedetto. Un’area in crescita e già ben strutturata, con 21 itinerari permanenti, molto improntata sul freeride, la DH e l’enduro, i suoi itinerari propendono molto alla discesa, 16 su 21 sono proprio destinati agli amanti del gravity. Non mancano però gli itinerari in cui spingere sui pedali e se necessario sfruttare il “granny gear”, cinque di questi infatti sono raggruppati sotto la categoria All Mountain. Tra storia e natura vi passano anche i… carri armati. Il suggestivo anello XC ha un’estensione di 23 km per un dislivello che non supera gli 830 metri di dislivello. Una traccia speciale che parte da Loiano, passa per le Cascate delle Colore ma soprattutto per un tratto proprio chiamato: Carrarmati. Una sezione di rocce lucenti e imponenti su cui si possono riconoscere i segni dei passaggi dei carri armati nell’inverno tra il 1944 e ‘45, per non dimenticare.
Bologna Montana Bike Area
Bologna Montana Bike Area
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Pietra di Bismantova, la fortezza naturale

In una posizione dominante, la Pietra di Bismantova sembra una fortificazione naturale, con la sua forma squadrata e le imponenti pareti rocciose verticali. Considerata da Dante lo scalino per l’accesso ai cieli, offre infiniti spunti per attività outdoor, ma anche per la MTB. Facilmente riconoscibile dalle vallate circostanti, non è impossibile da raggiungere in sella e addirittura la si può circuire. Partendo quindi da Castelnovo ne’ Monti ci si dirige in direzione dell inespugnata fortezza naturale. Anche l’avvicinamento a questo santuario di montagna è uno spettacolo a cielo aperto, basta salire un poco per poter gustare la Pietra da vicino in tutta la sua maestosità. Il verdeggiante altopiano che anticipa il massiccio squadrato offre scorci di unica bellezza.
Appenninica MTB Stage Race
Appenninica MTB Stage Race
Strade di campagna e sentieri più tecnici sono i fondi di cui si compone l’escursione in avvicinamento a Bismantova. L’area non è dotata dei comfort che i biker votati alla discesa richiedono più stesso, ma le sezioni lavorate dall’uomo non mancano, come il single track a curve paraboliche che conduce all’abitato di Gatta. La rete sentieristica intorno a Pietra di Bismantova non è completamente percorribile in bicicletta ed è altresì battuta anche da numerosi escursionisti a piedi. Per questo motivo l’itinerario proposto diventa uno dei più suggestivi: Castelnovo ne’ Monti, Gatta, Sologno, per circa 30 km la Pietra è sempre in vista. E a proposito di Pietra di Bismantova, anche nel 2021 vi passerà di fronte anche l’Appenninica Stage Race, un’occasione unica per poterla guardare da vicino.
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L’Appennino, tutto d’un fiato

Oltre a tutti i comprensori non meccanizzati che abbiamo citato, vi è un itinerario che fa segnare cento punti all’Emilia Romagna. Come ogni regione d’Italia protetta da Alpi o Appennino, anche lei ha una sua Alta Via. Un itinerario disegnato lungo la dorsale appenninica che attraversa ben due parchi nazionali, cinque parchi regionali e uno interregionale, denominato proprio Alta Via dei Parchi. Su questa traccia non si può pensare di effettuare la classica uscita pomeridiana. L’itinerario completo misura 672 km con un dislivello di 24.000 metri, una traversata appenninica ideata inizialmente per il trekking, ma che nel 2016 è stata aperta anche alle mountain bike, grazie soprattutto a piccoli adattamenti sui sentieri effettuati dai gruppi locali.
In questa trasformazione si è cercato di evitare al massimo i tratti non pedalabili, ma rimane comunque un’escursione dedicata a biker di livello avanzato. Suddivisibile in 28 tappe, porta gli avventurieri da Berceto (nel parmense), fino alla costiera adriatica, con un ipotetico arrivo a Rimini. Un paesaggio quindi che offre scorci di diversa natura e che presenta un profilo altimetrico più aspro nella parte iniziale e centrale rispetto a quella conclusiva. Un percorso che può essere affrontato in autonomia grazie alle tracce GPS disponibili sul sito dell’Alta Via dei Parchi. L’Appennino non è un ecosistema di facile interpretazione, non poche vette superano i 2.000 metri ed è per questo motivo che la scelta più saggia che si possa fare è di scegliere un periodo consono a questi tracciati, ergo, non l’inverno.