La mappa del Marco Simoncelli World Circuit
© motogp.com
MotoGP

Dovi racconta, Marc guida: alla scoperta di Misano

Curva per curva, la guida al Marco Simoncelli World Circuit, in compagnia di Dovizioso e Marquez
Di Red Bull Team
7 minuti di letturaPubblicato il
Un numero racconta più di tante parole l’attesa per il GP di San Marino 2015.
100.000, nel senso di spettatori. La barriera che gli organizzatori si prefiggono di superare quest’anno, polverizzando i quasi 90.000 del 2014, che fu già un’edizione record. Una richiesta di biglietti che ha spinto gli organizzatori ad allestire addirittura 4 nuove tribune, visto che la capienza standard in prevendita era già stata raggiunta a maggio.
Gli ingredienti ci sono tutti, d’altronde. Valentino in lotta per il Mondiale, Lorezno pronto a rovinare la festa comeha già fatto al Mugello, la rinascita Ducati comprensiva della novità Petrucci, Marquez che non ha più nulla da perdere e vuole consolarsi vincendo qualche gara. Mettiamoci anche la pattuglia italiana di Moto3, e aggiungiamoci il fatto che molti dei nomi in questione, da Rossi a Bastianini passando per Dovizioso e Antonelli, vivono questo GP come l’appuntamento di casa, con relativa processione di amici e parenti. E la vigilia è servita.
Proprio a uno dei piloti nati e cresciuti qui, Andrea Dovizioso da Forlimpopoli, ci siamo rivolti per conoscere metro per metro il circuito che domenica sarà teatro della 13esima tappa del Mondiale 2015. Per aggiungerci un pizzico di spettacolarità, alle sue parole abbiamo unito la musica. Quella della Honda Repsol di Marc Marquez che aggredisce il Marco Simoncelli World Circuit in questo video di Nilox.
MotoGP · 2 min
Marc Marquez onboard Misano
Andrea, che tipo di pista è Misano rispetto alle altre del calendario del Motomondiale?

"Misano per noi della MotoGP è un pistino! Molto molto piccolo! Soprattutto, con le nostre moto, vai per poco tempo al massimo, solo in piccoli tratti. Il "tutto aperto" non lo tieni quasi mai. E questo è un po' strano per noi... Ma il tracciato è cambiato molto negli anni per la sicurezza. Sono stati fatti aggiornamenti importanti. Personalmente mi piaceva più prima, la versione lunga, l'ultima in cui si girava in senso contrario. Però qui è dove ho fatto la mia prima gara con le ruote alte ed è arrivata la prima vittoria. E' speciale! E poi è anche vicino a casa mia, quindi sento molto questo appuntamento".
Ok, allora partiamo per un giro di pista insieme: semaforo verde, rettilineo, gas pieno e dentro nella prima curva. Tu come la fai?

"La Uno è una curva molta importante, ma è strana. Si fa una staccata aggressiva, dove bisogna tenere il freno in mano durante tutta la curva, facendo attenzione all'inserimento. E' a 90° quindi si fa tutta la percorrenza "pelando" il freno davanti facendo attenzione. Poi lo alleggerisci piano piano, perché è molto facile perdere il davanti! Se sei prevenuto è facile cadere e andare oltre il limite. Devi inserire dolce e devi fare tutto bene. Altrimenti poi sei penalizzato nelle altre due curve vicine. Dopo i test abbiamo visto che con la GP14 ora questa curva è più facile da gestire per noi, rispetto a quanto facevamo con la moto dell'anno scorso".
Andrea Dovizioso in inserimento di curva con la Ducati
Andrea Dovizioso in inserimento di curva con la Du
Andrea è già in carena e prosegue: "Seguono due cambi di direzione a bassa velocità. Ma qui è molto veloce lo spostamento fisico. Se tra la prima e la seconda stai con un po' di freno tirato, nella seconda e terza curva della Variante del Parco punti il gas per avere una buona uscita di curva. La faccio in terza marcia, perché noi con le MotoGP abbiamo una rapportatura molto corta su questa pista".
Si arriva alla "Rio", che dicono sia una serie di "raccordate" bella incasinata?
"Esatto. In quella destra c'è da fare una staccata importante e molto fisica, per rallentare bene la moto. Qui si frena veramente tanto. Ed è anomalo per la MotoGP! Poi è una curva che "torna indietro", quindi bisogna prendere bene le linee e non è facile tenere la moto nella traiettoria giusta".
Intanto siamo arrivati alla Quercia. In questa curva mi sa che hai ricordi preziosi?

"Allora, prima di tutto serve uscire bene dalle curve precedenti. Ci vuole precisione, per fare forte il mini rettilineo dove poi si portano a casa decimi importanti. Ma quando arrivi alla Quercia trovi una curva strana, perché devi staccare molto forte ed è un po' in discesa. Quindi è parecchio difficile fermarsi bene! Inoltre si possono fare tante linee, in ingresso e in uscita, tutte comunque redditizie. Anche sorpassando puoi fare una linea buona senza perdere niente, ed è per questo che all'ultimo giro è una curva dove tutti provano a passare".
Alla Quercia, nel 2011, ho fatto una volata spettacolare con Simoncelli e Spies. E' stata una grande lotta con incroci di traiettorie... E' successo un bel casino tra tutti e tre! Abbiamo fatto delle staccate toste all'ultimo giro e nessuno voleva stare dietro. Alla fine è passato Marco, ma è stato emozionante!
E subito dopo c'è il Tramonto, che appena spalanchi il gas arriva subito?
"Si ed è molto difficile, perché è una curva doppia raccordata in un'unica piega. Si stacca già con l'angolo in discesa e anche questa è un curva "a tornare indietro". Ripeto è molto difficile, perché la moto non vuole mai girare. Devo dire che con la Ducati è un nostro punto debole, perché facciamo fatica a farla rientrare in linea come vorremmo. Ma ci stiamo lavorando...".
Siamo arrivati al Curvone, che è un po' l'incubo di tutti i motociclisti amatoriali, perché è velocissima!

"Esatto! E' una curva particolarmente difficile, ma anche un po' paurosa. Si fa tutta con la moto inclinata, col gas puntato in sesta piena e il dietro che scivola. Poi anche quando freni non puoi essere troppo aggressivo. Guidi pulito, ma è tosta e fisica per tutti. In MotoGP non la facciamo in pieno... te lo scordi! Anzi, freniamo anche col davanti, un po'. Forse in Moto2 mi sa che la fanno a palla o quasi...".
Quindi per affrontarla con la MotoGP ci vogliono appunto le "palle"?
"(Andrea ride). Diciamo che è dura vista l'inclinazione e l'alta velocità. Quindi ti dirò... che anche a noi viene sempre diversa! Le palle comunque è meglio averle limitate, perché è sempre meglio sapere cosa fa la moto, invece di buttarsi dentro con la speranza di farla bene. E in linea di massima, comunque, questo vale per tutte le curve del Motomondiale. Azzardare non è mai una grande idea... Inoltre, qui, nel primo tratto del curvone ci può stare che ti butti dentro (ad oltre 275 km/h! ndr), ma poi le altre due a destra le devi gestire bene, con l'anteriore e il gas".
Quando si arriva in fondo, al Carro, comunque bisogna frenare bello forte?
"Sì, ma il problema è che non ci sono tanti riferimenti. Si va un po' a sensazione. Il mio è il cordolo interno, quello a metà della penultima curva. Dove anticipi e la punti dentro per tagliarla. L'ultima linea poi, quella del Carro appunto, non la spigoli e la fai il più tondo possibile. In generale è così con tutte le moto. Quindi freni, ti riallarghi un po' e riprendi il cordolo interno".
La mappa del Marco Simoncelli World Circuit di Misano
La mappa del Marco Simoncelli World Circuit
Certo che fare tutto questo mentre rallenti dagli oltre 260 km/h non deve essere proprio semplice... Però intanto sei arrivato alla alle ultime due Misano, come la fai?

"Cerco una bella percorrenza e viene facile. Stando attenti che il davanti si chiude altrettanto facilmente... Inoltre, dopo tante curve a destra, se è freddo la gomma dal lato sinistro magari non è pronta all'appoggio. Bisogna far attenzione".
Siamo alla Misano 2 (curva 16), l'ultima. Nemmeno a dirlo, anche lei un po' "bastarda"?
"Questa è sconnessa e in discesa. Qui il dietro salta sempre e non è facile rallentare la moto nel modo preciso. Soprattutto per capire il momento esatto in cui lasciare i freni per spalancare il gas. Ci vuole un po' d'esperienza, ascoltando attentamente le sensazioni che ti da la moto".