Jorge Martin guida il gruppone nel GP di Doha© David Goldman / Red Bull Content Pool
MotoGP
MotoGP, dietro la visiera: GP Doha 2021
È andato in archivio il GP di Doha, e siamo dunque andati alla ricerca di impressioni tra protagonisti presenti e non: ecco cosa si pensa dietro la visiera
Di Stefano Nicoli
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Il circuito di Losail ha un layout particolarmente favorevole alle Ducati, ma le Yamaha non lo sanno e quindi si portano a casa le vittorie di entrambi i GP corsi sull’asfalto del Qatar. È così, in barba al calabrone protagonista del “racconto” originario, che credo possano essere descritti in estrema sintesi i primi due weekend di gara della stagione 2021 della MotoGP.
Ci si attendevano le Ducati ufficiali ed è spuntato Viñales, ci si attendevano le Ducati Pramac ed è spuntato Quartararo. Su un circuito tradizionalmente amico alla cavalleria pesante di Borgo Panigale, i leggeri e maneggevoli diapason di Iwata hanno suonato una sinfonia che in pochi si sarebbero aspettati di ascoltare al via di questa stagione. Tra le mani del #12 e del #20 le M1 sono state rasoi implacabili tra le pieghe di Losail, lì dove il recente passato le aveva relegate al ruolo di comprimari durante i duelli all’arma bianca combattuti da Ducati e Honda. Troppo presto e troppo poco, per considerare Viñales e Quartararo papabili protagonisti nella corsa al Titolo? Molto probabile, soprattutto in presenza dell’assenza di chi giunge da Cervera. Ma i due GP del Qatar sono stati un segnale di ripresa necessario per due piloti e per una Casa che a fine 2020 parevano preda di demoni che i cordoli non riuscivano a esorcizzare. E che ora, a differenza dell’anno passato, possono accarezzare l’idea di recitare un ruolo da protagonisti che la scorsa stagione pareva non essere proprio scritto per loro.
“Secondo me quella formata da Quartararo e Viñales è una coppia molto forte quest’anno” – ci dice Andrea Dovizioso – “Credo che possa essere una stagione positiva per Yamaha, e con questi piloti penso che ci sia il potenziale per fare molto bene”. Sempre che, come nelle grandi storie, la presenza di due galli in un pollaio non conduca alla distruzione totale dell’aia. “Il rapporto tra i due? Chissà, dipende da molti fattori. Ci sono molti tipi di compagni di squadra, nel mondo dei motori” – prosegue il Dovi, al quale abbiamo chiesto anche se (e quanto) possa fare comodo avere dal lato opposto del garage un pari quantitativo di talento – “Avere dall’altra parte del box un pilota forte, competitivo, fa comodo perché da lui puoi sempre apprendere qualcosa, puoi studiarlo costantemente. Neppure quando si vince si è davvero perfetti, e dunque ci sono sempre punti, aspetti, in cui alcuni piloti possono fare qualcosa meglio di te”.
Tutti all'inseguimento di Jorge Martin nelle prime fasi del GP di Doha
Tutti all'inseguimento di Jorge Martin nelle prime fasi del GP di Doha
Ora le Yamaha sono attese a Portimao, un circuito che sulla carta dovrebbe favorire la loro maneggevolezza ancor più di quanto non sia riuscito a fare Losail. “Portimao è una pista molto particolare, per certi versi persino anomala per i piloti più… navigati della MotoGP. Ci sono parecchi saliscendi, è abbastanza lenta, e dato che oltretutto è anche piuttosto ‘compatta’, sfruttare le importanti potenze delle MotoGP non è impresa facile” – ci racconta ancora Andrea Dovizioso – “Può fare comodo avere una moto agile, che sia stabile poi a livello d’impennata, perché in discesa l’anteriore si alza molto facilmente. In più, Portimao è anche faticosa per via dei tanti cambi di direzione ed esigente dal punto di vista del consumo gomme: riuscire a gestire bene gli pneumatici potrebbe rivelarsi la carta vincente”.
Marc Márquez durante i test a Barcellona
Marc Márquez durante i test a Barcellona
Carta vincente che, a breve, potrebbe tornare nel mazzo della Honda. Il turning point di questa prima parte di 2021, per la Casa Alata, è il 12 aprile. Sarà infatti quello il momento in cui Marc Marc Márquez, che scorrazza da settimane tra Jerez e Portimao proseguendo il lungo (e quasi concluso) processo di riabilitazione, si sottoporrà ad un nuovo controllo medico che deciderà del suo immediato futuro. “Marc nel 2020 è mancato alla MotoGP, nessun dubbio in proposito” – ci assicura il #04 – “Di talenti come lui lo sport sentirà sempre la mancanza: sono piloti che non solo vincono tanto, ma addirittura riescono a trovare soluzioni lì dove servono. Il suo ritorno serve, soprattutto alla Honda”. Che, dispersa anche nel fine settimana di Losail, non potrebbe proprio negare quanto detto dal Dovi.
Pareva essersi poi smarrito tra le dune desertiche anche Enea Bastianini, suo malgrado costretto a iniziare il secondo fine settimana del Qatar in condizioni fisiche non esattamente perfette. La Bestia però non si è persa d’animo: ha reagito, ha rincorso, si è ripresa dopo l’ulteriore inciampo delle qualifiche ed è infine meritatamente riuscita a confermare quanto di buono fatto vedere all’esordio nella classe regina. “Dal punto di vista del metodo di lavoro, il risolvere problemi che compaiono in corso d’opera è ovviamente diverso tra MotoGP e Moto2” – ci dice Enea – “Qui c’è davvero molta elettronica, che richiede più tempo, e ovviamente c’è anche un maggior numero di problematiche da risolvere. Nonostante queste sfumature, è bello lavorare su questa moto”. Anche se è quella stessa moto a rendere le cose più complicate quando, nel bel mezzo della cruciale Q1, la prima delle tue due cavalcature decide di imbizzarrirsi lasciandoti improvvisamente a piedi.
Enea Bastianini durante il GP di Doha
Enea Bastianini durante il GP di Doha
“Sfortunatamente nella Q1 abbiamo avuto un problema tecnico che mi ha costretto a cambiare moto” – ci racconta Bastianini, al quale abbiamo chiesto come si gestiscano simili momenti concitati – “Diciamo che sono riuscito a rimanere sufficientemente tranquillo, ma non abbastanza per accedere al Q2: dovrò lavorare anche su me stesso, perché sono cose che possono succedere. Per la prima volta, comunque, ho dovuto affrontare questa situazione: in Moto2, avendo una sola moto, tornare in pista salendo sull’altra non era possibile…”. Intoppo dell’ultimo minuto a parte, comunque, anche il secondo fine settimana di Losail è stato foriero di buone sensazioni per il #23. “Sono riuscito a essere di nuovo efficace in inserimento di curva nonostante le condizioni fossero diverse rispetto al weekend precedente” – spiega ancora Bastianini – “La differenza rispetto agli altri questa volta riuscivamo a farla anche in altri punti, ma credo che l’essere efficace in ingresso sia una mia caratteristica. Che, in definitiva, credo potrà tornarmi molto utile anche in altri circuiti”.
Chi invece, tra il Qatar e Doha, è riuscito a dare dei segnali di ripresa è stato Danilo Petrucci. Il #09 è rimasto sì invischiato nella seconda metà della classifica in gara, ma il cronometro ha raccontato di una velocità – tanto sul giro secco quanto sul passo – che nel weekend d’esordio stagionale non si era vista. “Rispetto al primo GP siamo riusciti a compiere dei passi in avanti: siamo stati piuttosto veloci in diversi turni di prove, e in generale sono stato molto più vicino ai tempi delle altre KTM” – ci conferma Petrux – “In gara, purtroppo, la presenza del lungo rettilineo ha continuato a penalizzarmi più di quanto avrei voluto. Dovremo lavorare sicuramente sul fronte aerodinamico, perché la carena piccola non mi protegge moltissimo sul dritto ed è lì che perdo parecchio terreno”.
“Nelle sezioni guidate siamo stati veloci, in diverse frazioni di gara siamo riusciti a tenere un ritmo in linea a quello dei primi, e nel complesso mi sono sentito bene in sella alla moto” – prosegue Danilo – “Purtroppo per via del rettilineo non riuscivo né a difendermi né ad attaccare: venivo superato in continuazione, e nella parte guidata non era così semplice reagire. È sicuramente questo l’aspetto sul quale dobbiamo lavorare di più, ma sono convinto che riusciremo a migliorarci”. Anche perché, calendario alla mano, i prossimi due circuiti non presentano chissà quali rettilinei kilometrici. “A Portimao nel 2020 la moto è andata molto forte, e questo è un bene perché vuol dire che abbiamo a disposizione dei dati che potremo studiare e che ci aiuteranno nel capire come si giri veloce su quella pista” – conferma Petrux – “Sono molto curioso di vedere come si comporterà la moto su una pista totalmente diversa, che peraltro sembra essere molto più adatta alle nostre caratteristiche”. Che no, non rendono la KTM imprendibile sul lungo rettifilo del Mugello, tanto per dirne uno.

Moto2

Se in MotoGP il risultato del podio non è poi troppo cambiato, pur variando l’ordine (rectius, il nome) degli addendi, qualcosa si è sfortunatamente trasformato sul podio della Moto2 tra una settimana e l'altra. A mancare sugli ambiti tre gradini di Losail, nel sostanziale remake del GP precedente, è stato Fabio Di Giannantonio: gabbato dal vento, limitato in rettifilo ma comunque soddisfatto dall’esito di questa doppia trasferta in quel del Qatar.
Fabio Di Giannantonio soddisfatto della doppia trasferta in Qatar
Fabio Di Giannantonio soddisfatto della doppia trasferta in Qatar
“Rispetto alla prima gara la vera variabile in più è stata il vento, che all’improvviso è calato moltissimo da metà gara in avanti” – ci spiega Diggia – “Purtroppo abbiamo commesso un errore di valutazione, e abbiamo deciso di utilizzare una moto molto simile a quella del GP del Qatar. In più, il rapporto finale era troppo corto e quindi nel primo settore non riuscivamo ad essere competitivi come avremmo voluto: arrivavo a limitatore troppo in fretta, e questo mi ha costretto non solo a rinunciare a molti attacchi ma anche a perdere diverse posizioni. È un peccato perché avrei voluto iniziare questa stagione in maniera ancora migliore” – ci dice il #21 – “Ma alla fine credo che possiamo guardare il bicchiere mezzo pieno dato che ripartiamo da Losail con un podio e con una buona prestazione che ci ha permesso di conquistare punti e di limitare i danni”.
La mente ora è già proiettata al GP del Portogallo, lì dove Fabio andrà alla ricerca di conferme del passato recentissimo e non. “A Portimao nel 2020 siamo andati veramente forte per tutto il weekend. È un pista che mi piace tanto, credo sia una delle mie preferite, e credo che potremo di nuovo dire la nostra” – ci dice Fabio – “Trattandosi delle prime gare bisogna comunque ricordare che siamo in una fase in cui stiamo ancora scoprendo tante novità. C’è una moto nuova da capire, ci sono tanti aspetti da indagare ancora più a fondo. Resto però molto fiducioso, convinto del fatto che si potranno fare grandi cose: l’importante, come sempre, è mantenere la testa bassa e continuare a lavorare”.
Tony Arbolino in azione durante il GP di Doha
Tony Arbolino in azione durante il GP di Doha
Due cose, quest’ultime, che deve avere fatto con insistenza e convinzione anche Tony Arbolino. Che, tenendo fede alla parola dataci poco più di sette giorni fa, ha dimostrato di poter fare molto meglio della 16^ piazza conquistata all’esordio in quel di Losail. “Ero consapevole di poter fare una gara migliore rispetto al GP del Qatar, e così è stato” – ci spiega soddisfatto il Tiburòn – “Abbiamo chiuso fuori dalla top ten per un solo millesimo, ed è stato davvero incredibile: ho lottato con piloti che la settimana precedente erano saliti sul podio, quindi non posso che essere contento. Il feeling con la moto è stato davvero buono: venerdì e sabato non sono state delle giornate perfette, ma nel warm up abbiamo trovato la strada giusta e siamo riusciti a completare una grande gara”.
Ora il #14, rookie della categoria, ha di fronte a sé il foglio bianco di Portimao. Una pista sulla quale, rispetto a quanto accaduto a Losail, tutti i piloti potranno girare molto meno. “È vero che in Qatar abbiamo fatto tantissimi km tra test e doppio weekend di gara, ma è altrettanto vero che già al termine del secondo giorno di prove ero riuscito a entrare in top ten: eravamo già pronti, diciamo così” – ci dice Arbolino – “Sono molto fiducioso in vista delle prossime gare: ci saranno condizioni diverse e dovremo tutti ripartire da 0, una cosa che non mi spaventa particolarmente perché riesco ad adattarmi con rapidità. Ci divertiremo!”. E noi con te Tony, ne siamo sicuri.
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