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MotoGP Social Club 2020: Emilia Romagna

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Di questa MotoGP è chiaro che non ci siano molte certezze: non le gomme, non un dominatore in pista. Ma che Viñales non lo calcoli nessuno anche quando vince quella sì, quella è una certezza
Di Irene SaderiniPubblicato il
Gli italiani corrono sull’asfalto di casa una settimana dopo, e il mistero della gomma posteriore s’infittisce: quelli che andavano forte vanno piano e se provi a chiedere “perché” non è che i diretti interessati diano delle risposte coerenti tra loro, diciamo che danno risposte non immediatamente intellegibili. Addentrarsi in questo tipo di faccende tecniche nella MotoGP del 2020 dà un po’ quella sensazione di sorpresa e stordimento che hanno i gatti quando assaggiano il gelato: rischi di rimanere scioccato e dopo te lo vuoi solo dimenticare.
Ma la MotoGP piace visceralmente anche per questo, per essere inafferrabile come i grattacieli di Manhattan, bellissimi quando li guardi da lontano, poi metti piede sull’isola e quegli stessi palazzi nascondono il sole tra una puzza di pipì e un hot dog vecchio di qualche giorno.

Risate amare

Parte il Gran Premio e due dei sorvegliati speciali in Romagna, Valentino Rossi e Franco Morbidelli, sono fuori dalla gara dopo poche curve: lì cominci a capire che non sarà questa una di quelle domeniche da incorniciare. Però ci speri, perché siamo solo ai primi giri e Dovizioso è aggrappato alla testa del mondiale pur andando vistosamente pianissimo. Lui che va girando in pista con la scritta “disoccupato” sulla tuta e di se stesso dichiara spontaneamente: ”guardo la classifica e mi viene da ridere”. Olé.

Pecco Über Alles

Quel che è certo è che quella del 2020 è la stagione dei giovani, uno su tutti Pecco Bagnaia. La conferma in Ducati della sella lasciata libera per sua stessa scelta da Dovi, è ormai una formalità. Sabato nelle qualifiche Pecco passa sulla parte verde del cordolo e gli viene - giustamente - cancellato un giro record che rimarrà impresso nella memoria di molti. Non rimarrà scritto da nessuna parte ma noi lo abbiamo visto, lo hanno visto anche da Borgo Panigale. Domenica si mette in testa al GP di Misano e ci rimane fino a quando non gli si chiude l’anteriore. “Stavo andando di passo senza fare niente di strano, non capisco cosa sia successo” dirà Pecco al box, certo se consideriamo girare in 1.32 a Misano un ritmo “normale” allora siamo tutti alineati.
Insomma, Bagnaia cade tragicamente ma domina il weekend dall’inizio alla fine, non si capisce più un accidente.
Una chicca per gli appassionati di statistica: se non gli si fosse fermata la moto a Jerez, sarebbe a 10 punti da Dovizioso. Sipario.
Dall’altra parte del box Jack Miller pare abbia ha un gatto nero che lo accompagna e non lo abbandona mai, perché ora diciamocelo: quando accidenti ti può succedere che un tear-off ti vada a finire negli interstizi più reconditi di una moto in corsa? Al netto delle fantasie da bar, è oggettivamente impossibile, un po’ come la quantità di piloti che sono caduti per chiusura di anteriore questa domenica.
MotoGP Emilia Romagna
MotoGP Emilia Romagna

La classifica

Quattro piloti in quattro punti in classifica mondiale e Nakagami che va più forte di Rossi. Dopo questo fine settimana il Motomondiale quest’anno ti fa pensare che la vittoria sarà di chi non lo perde, più che altro.
Non senza lo spettro di Rossi che rimanda da un bel po’ la firma sul suo futuro, che non trova accordi sul merchandising, sulla Yamaha, sulle quadrature astrali. Meglio non pensarci perché senza Lorenzo, Iannone e disgraziatamente se se ne va pure Vale, noi altri di cosa parliamo il prossimo anno?

L'anno KTM

È stato chiaro già diverse settimane fa che l’oroscopo 2020 del Team KTM sarebbe stato stellare, con picchi sfacciatamente fortunati tipo andare sul podio essendo arrivati quarti, come è capitato a Pol Espargaró nella seconda gara di Misano: "Questo risultato è incredibile se si pensa a come abbiamo chiuso la prima gara qui, con un distacco importante dai primi. Ecco perché un podio a Misano vale molto più di una vittoria in Austria per noi” dice lo spagnolo.
Forse perché la vittoria in Austria non era la sua. Così, un dubbio spontaneo.
Alex Marquez e Andrea Dovizioso
Alex Marquez e Andrea Dovizioso
Di questa MotoGP è chiaro che non ci siano molte certezze: non le gomme, non un dominatore in pista, non la festa di chiusura a Valencia dove Redding fa lo show. Ma che Viñales non lo calcoli nessuno anche quando vince quella sì, quella è una certezza. Maverick non smetterà mai di rilasciare dichiarazioni diametralmente opposte tra il giovedì e la domenica, di bisticciare con qualcuno al box a seconda del periodo mestruale e di fare pole per poi disperdersi come la nebbia in val padana.
Però domenica ha vinto e ha anche rilanciato le sue personali quotazioni per il mondiale.

Giovani gioie

Meno male che dalla Moto2 arriva qualche gioia confezionata come si deve: la gara viene interrotta due volte per pioggia ma alla ripresa, con dieci giri da completare, Enea Bastianini va in fuga e vince davanti a Marco Bezzecchi che rimonta nel finale, ma non abbastanza. Luca Marini chiude quarto nel GP del giardino di casa e rimane sempre in testa al Mondiale. Diggia nel fine settimana intravede una luce in fondo al tunnel, ma rimane con un gruzzolo di 20 punti nella classifica mondiale: pochi, troppo pochi.