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MotoGP Social Club 2020: Le Mans

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La gara a Le Mans che non ti aspetti (ma se piove un po’ sì)
Di Irene SaderiniPubblicato il
Visto l’andamento della stagione, il podio della MotoGP questa volta non potevano indovinarlo Nostradamus, Cagliostro e nessuno della pletora degli indovini più quotati.
Ci ha pensato la pioggia a ricordare chi sono i maghi della guida sul bagnato-viscido-freddo-condizioni per andare a sciare non per andare in moto e dunque va bene la Ducati, con Daniletto che ha vinto la gara in testa dal primo all’ultimo giro. L’altro, Dovizioso, che nonostante tutto è ancora in corsa per il titolo mondiale.
Già: Petrucci, Dovizioso e la Ducati: che sogno italiano. Bello sì, ma è già finito, o forse ascoltando certe dichiarazioni dei diretti interessarti dopo la gara, non è proprio mai cominciato. I due piloti sono stati accompagnati alla porta con largo anticipo, e se ora salgono sul podio fanno spallucce. Petrux tra una manciata di settimane correrà con la Ktm, il Dovi rischia di farcela a diventare campione e non avere neppure una moto. Bo, sembra che quelli di Borgo Panigale riescano sempre a farsi male da soli.
Abbandonato dalla Ducati, Daniletto dopo il podio dice: “ne ho sentite tante sto periodo, per andare bene devo sentirmi parte di un lavoro e di un progetto” insomma, in Ducati hanno un sacco di cavalleria ma non abbastanza abbracci per un pilota bisognoso d’affetto. Lui è il settimo diverso a vincere una gara (su nove) quest’anno, parte davanti e lì resta per tutto il GP, più che il pilota fa il metronomo, dettando il tempo per tutti quanti quelli dietro.
Buon per lui, che da quando aveva vinto al Mugello l’anno scorso Petrucci era salito su un treno regionale notturno che lo portava a andare sempre peggio, ed è bello portarsi via una coppa prima di lasciare definitivamente la Ducati.
E’ bello anche che Dovi, pure arrancando fuori dal podio, rimanga concretamente e algebricamente in lotta per la classifica. Rimane da sperare che Andrea riesca a salire presto su un Frecciarossa.

Polyccio

Ci sta prendendo il vizio del podio e non ci sarebbero particolari controindicazioni a credere nell'equilibrio di Pol Espargaró che nelle ultime cinque gare è salito su quei gradini per tre volte. Un punticino dopo l'altro sembra si stia riprendendo il ruolo di prima guida che sembrava gli stessero portando via da Sanremo Giovani, la premiatissima ditta Binder/Oliveira.
Pol Espargaro inseguito da Alex Marquez
Pol Espargaro inseguito da Alex Marquez
“La maggior parte dei turni sono io il più veloce di tutti - dice Pol - ma me non interessa essere il più veloce delle KTM voglio essere il più veloce di tutta la griglia”.
Allora sbrigati e guida Pol, che tra pochi mesi tocca salire sulla Honda e non si sa mai come va a finire in quel box.

Piove sulle Yamaha

La Yamaha è sconfitta dalla pioggia in terra di Francia: diciamo che la casa del diapason ci tiene a essere coerente, soffre anche qui per non essere da meno rispetto alle altre domeniche.
L’amarezza comincia subito dalla prima curva con Valentino Rossi che scivola via, Franco Morbidelli dopo una decina di giri esce pure lui, Fabio Quartararo chiude solo nono però mantiene la leadership nella classifica della MotoGP con Andrea Dovizioso – in grandissima difficoltà nel finale e no particolarmente pericoloso.
Fabietto Quartararo però ci crede e continua il suo apprendistato motogippistico con le intemperie con lo stesso feeling di un gatto che attraversa l’autostrada, addirittura -potendo scegliere- preferisce girare meno degli altri quando piove. Sarà scaramantico.
Non è il solo a credere nella sfortuna, dello stesso club anche Valentino Rossi:” in tutta la mia carriera non sono davvero riuscito a capire se la sfortuna esiste veramente, ma in questo preciso momento -dopo tre zeri di fila - mi sembra di sì”.
Altri disagi in blu dall’altra parte del box: “In prova era andata bene la partenza senza launch control - dice dopo la gara Maverick Vinales che ha provato a partire senza pippoli elettronici - ma con il rumore in griglia di partenza non ha funzionato. Pazienza, in fondo ho perso solo un punto da Quartararo”.
Vedi che Maverick alla fine è un cuor contento e noi non lo abbiamo mai capito, e del resto chi potrebbe immaginare che una ventina di MotoGP tutte assieme facciano rumore?

C'è vita su Marte

L’acqua annaffia la fiducia in se stesso e fa crescere le quotazioni del giovane Marquez, aiutandolo forse a credere di più nelle proprie possibilità - che sono pur sempre le possibilità del fratello di Marc Marquez, possibilità non disponibili per chiunque, diciamocelo.
C’è vita su Marte, c’è vita in casa di Alex che di strada per dimostrare di non essere un solo un raccomandato ne ha davanti a sé moltissima, ma intanto in questo GP conquista il podio, mette paura alle Ducati e Marc gli cinguetta via Twitter i complimenti con focus sui sacrifici e sul duro lavoro. Ok.

Il mistero Mir

Perché Joan Mir non impara a fare le qualifiche? Perché tutti pensiamo che sia fortissimo, i bookmaker lo danno come vincente anche sul circuito Bugatti con quote tra 5 e 7 e lui si ostina andare forte solo negli ultimi dieci giri, perché?
Per la prossima gara ci si sposta in Spagna, nelle terre desertiche e esoteriche di Aragon dove i cavalieri di Malta hanno bazzicato per qualche secolo. Per qualcuno conviene rispolverare i libri di storia e scegliere bene un santo a cui votarsi. Magari funziona.