MotoGP

MotoGP Social Club 2020: Teruel

© Gold & Goose/Red Bull Content Pool
Mancano poche gare, il Motomondiale è ormai agli sgoccioli e nulla sembra essere chiaro
Di Irene SaderiniPubblicato il
“Mi veniva tutto naturale, come se avessi un livello di concentrazione diverso, più alto - dice Franco Morbidelli - una specie di trip, qualcosa di cui ho sentito parlare ma in cui non ho mai creduto più di tanto. Qualcosa alla Ayrton Senna, il mio idolo”.
Non ha il motore degli altri Morbidelli, e lo conferma il fatto che è la Yamaha con la velocità di punta più bassa in pista, ma quando parte per vincere guidando una Yamaha è imprendibile, lo dicono gli avversari.
È il pilota stesso a sottolineare sempre che parte del grande lavoro viene fatto dalla sua squadra, ovvero da Ramon Forcada, che dirige tutto dal box e che anche sabato sera è rimasto fino alle 22:00 per migliorare la moto nella fase di metà curva e per trovare una soluzione in modo che le gomme di Franco “durassero un pelo di più”. E certo non è indifferente avere uno dei migliori tecnici in circolazione a lavorare sulla tua moto, anche se, breve storia triste, ricordiamo che Forcada è stato licenziato nel Team Yamaha ufficiale da Maverick Viñales che ha tirato la giacchetta di Yamaha per farlo sedere sulla seggiola del Team satellite. Per Morbido la seconda gara di Aragon va in archivio come una di quelle domeniche impeccabili, da incorniciare, quelle che ti lanciano quarto nella classifica generale a -25 punti da Mir.
Tra l’altro nella conferenza stampa dopo il GP pare che un premio Pulitzer abbia domandato a Morbidelli se aiuterà Quartararo (arrivato ottavo al traguardo questa volta) visto che lui è fuori dal mondiale. Il numero #21 ha risposto con una domanda, chiedendo in che senso lui sarebbe fori dalla lotta per il titolo.
Maverick Viñales in tutto ciò domenica sera era felice di aver fatto una Top Ten. Sipario.
Nakagami al comando
Nakagami al comando

L'uomo del Giappone

Poteva essere un GP storico sotto moltissimi punti di vista per la Honda e per tutto il popolo del Giappone - come direbbero gli Elio e le Storie Tese - con una storica partenza davanti a tutti di un pilota giapponese dopo sedici anni. Invece la gara di Nakagami è durata pochi metri e lui, davvero dispiaciuto, ammette: ”Non ero mai stato davanti in passato e non sono stato capace di rimanere concentrato mentalmente, ma queste sono le gare. Certo, non pensavo di finire nella ghiaia”.
A Valencia ci sarà un’altra occasione che sembra alla sua portata, dal momento che ad Aragon è stato velocissimo, consistente e con margine per tutto il fine settimana.
Al netto delle tribolazioni HRC in pista, forse il vero protagonista del 2020 rimane l’omero di Marc Márquez: in tanti si aspettavano di rivederlo a Valencia, ma sembra che le sua ossa facciano fatica a guarire, a saldarsi, e se fino a pochi giorni fa l’atteggiamento dei vertici Honda era di totale diniego della situazione clinica, domenica Alberto Puig ha ammesso un preoccupante “Nella vita tutto è possibile, anche un nuovo intervento, a questo punto”.
Oliveira
Oliveira

Squadra Suzuki

Due piloti forti con qualche lacuna non del tutto trascurabile (tipo le qualifiche di Mir, tipo gli acciacchi di Rins) ma una squadra valida e sopratutto costante, che raccoglie sempre. Raramente si parla di “squadra” quando si tratta di moto, figurarsi di MotoGP, ma la ricetta vincente dei Brivio’s Bro sembra essere proprio questa: avere un Team, con una linea ben precisa, una visione condivisa. Una squadra che non ha un team satellite e che si è concentrata sullo sviluppo di due moto, che ha ascoltato due piloti.
Ne è venuta fuori una moto che gira come una Yamaha e si difende sulle velocità, a volte non sta nella scia dei motoroni Ktm e Ducati, ma per vincere nella MotoGP del 2020 conta portare i punti a casa.
Mir è giovanissimo e si ritrova a essere davanti a tutti. Rins ormai è un protagonista stabile della domenica e non è lontano, ma la stagione ormai è corta e sicuramente si è trovato piu volte a pensare “e se non avessi avuto l’infortunio?”
Alex è più maturo, una scelta più naturale come pilota candidato del box Suzuki a correre per il titolo, ma anche più sfortunato e a -32 dal compagno.
Zarco
Zarco

Dovi e le Ducati

“Non credo sia il momento di parlare di campionato. Non ho la velocità per farlo. La strategia è cercare di sfruttare quello che possiamo e senza velocità non puoi combattere” ha detto Andrea Dovizioso, tredicesimo al traguardo di Aragon con circa 22 secondi di ritardo.
A mettere insieme come un puzzle le dichiarazioni di Andrea con quelle di tutti gli altri piloti Ducati, sembrerebbe che a Borgo Panigale lo sviluppo sia andato in direzioni diverse tra loro, talmente tante che - dicono - si è un po’ persa la strada.
Cinque piloti di MotoGP negli ultimi mesi hanno a turno detto come sia difficile da guidare, e i risultati con grandi up&down sembrerebbero confermare le loro tesi, ma viene da chiedersi: come fai a dire che non è valida una moto che ha vinto dei GP quest’anno?
Ad ogni modo questa domenica l’unico a portare una Ducati ridosso del podio è stato Zarco. e volendo cominciare a tirare le somme della stagione, non sembra che da Borgo Panigale siano riusciti a capire come sfruttare le nuove gomme Michelin.
Un fatto che anche in ottica futura non lascia presagire niente di buono, dal momento che lo sviluppo è bloccato in modo parziale e per l'inverno sarà verosimilmente complicato trovare strategie sconvolgenti.
Espargaró
Espargaró

Hey, posso copiare il tuo compito? Sì, ma cambialo almeno un po'

Pol Espargaró - che fa una bella gara a cinque secondi dal podio - al box dichiara: “Lecuona ha fatto un ottimo lavoro fino a sabato sera e così ho pensato di copiare il suo set-up”.

Moto2

Lowes vince e comoda anche la classifica, Bezzecchi e Marini non portano a casa niente di buono per avvicinarsi al titolo, ma risollevano la domenica Fabio Di Giannantonio ed Enea Bastianini sul secondo e terzo gradino del podio.
Fabbietto sembrerebbe aver trovato alcuni degli Horcrux che servono per far funzionare l’anteriore, nonostante la domenica prima avesse sciupato la vittoria cadendo "Me rode un pochetto per Aragon1, ma sono molto contento”.