L'Alaska è una delle più note destinazioni freeride del pianeta. Allora perché non approfittarne per un'altra bella sessione di riprese? Ma andarci in estate è una storia completamente differente...
Relativamente disabitata, ma con un potenziale infinito per la MTB, l'Alaska è una perfetta meta per le ruote artigliate. Il rider francese Vicent Tupin, Martin Söderström e Moment Pictures sono partiti alla scoperta dei tesori che l'entroterra dell'Alaska è capace di offrire.
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Alla ricerca dell'Alaska selvaggia
Alla scoperta dei tesori che l'entroterra dell'Alaska è in grado di offrire
L'avventura inizia in Anchorage...
Dopo un lungo viaggio da Anchorage attraversando uno spettacolare paesaggio, siamo arrivati nella vecchia città mineraria di Healy, all'interno del Denali National Park. La nostra guida locale Carlos Crowl è stato il primo a scoprire questo posto più di 10 anni fa e da allora ha continuato a lavorare nel suo parco giochi privato.
La luce non è un problema in Alaska durante l'estate perché in realtà non diventa buio sino alle 3 di notte! La vicinanza con il Polo Nord significa avere almeno 20 ore di luce in estate. Quindi, anche se siamo arrivati abbastanza tardi, avevamo ancora a disposizione tanta luce per farci una prima idea della zona.
Quello che la gente comune non sa dell'Alaska è che è tutt'altro che freddo. Abbiamo passato alcuni dei giorni più caldi della nostra estate qui, con temperature oltre i 30° nella maggior parte del tempo (abbiamo girato nel mese di giugno), anche se il meteo è realmente imprevedibile, con cambiamenti improvvisi dal sole alla pioggia. La disidratazione è uno dei più grandi nemici in natura, quindi abbiamo sempre fatto in modo di avere un'abbondante scorta d'acqua con noi.
Linee perfette alla vecchia miniera
Essendo una reliquia del passato minerario, il canyon è costellato di linee infinite, una cosa incredibile! Con diversi strati e colori impressionanti, la location era perfetta per le riprese. I trail erano accessibili e, ancora meglio, chiudevano in modo sicuro. Gli anni di scavi per la ricerca del carbone, insieme all'erosione, hanno creato alcune folli sculture naturali su cui era necessario pochissimo lavoro per trasformarle in quarterpipe naturali, sponde e canaloni.
Natura selvaggia e fauna selvatica
L'Alaska è così scarsamente popolato che è possibile guidare per ore senza incontrare altri essere umani. In realtà è molto più probabile vedere un alce o un'aquila. Però non è tutto rose e fiori in Alaska... qui vive un foltissimo numero di orsi Grizzly, e la popolazione (almeno per gli standard europei) gira pesantemente armata quando esce per godersi la natura. Tutti noi avevamo un insetticida e un'ascia...
Gli scenari sono spettacolari, ma le zanzare son brutali qui, più grandi di qualsiasi altra che abbiate mai visto. Abbiamo dovuto accettare il fatto di farci succhiare metà del nostro sangue o sederci vicinissimo al fuoco da campo mentre facevamo asciugare i nostri calzini e le nostre puzzolenti scarpe dopo lunghe giornate di trail building e riding.
Il bue muschiato qui sotto è stato sfacciatissimo. Ti guardava tutto carino, ma una volta che gli voltavi la schiana iniziava a correrti dietro per incornarti!
Non è sempre la fauna selvatica a costituire un pericolo, come ha scoperto la crew mentre cercava di riprendere Vinny: è stato realmente impegnativo evitare di essere colpiti dai suoi gomiti mentre cercavano di proteggere la videocamera Red Epic dal suo casco! Le espressioni facciali dei ragazzi spiegano abbastanza bene le sensazioni provate!
Infortunio
Dopo una giornata passata a costruire salti e cercare nuove linee, abbiamo iniziato le riprese su un bel sentiero flow che avevamo preparato il giorno prima. Martin e Vinny si stavano scaldando, quando è accaduta la cosa peggiore che potesse capitare. Martin ha perso un pedale sul salto iniziale cadendo rovinosamente e impattando con una bruttisssima angolazione il terreno. Speravamo riuscisse a continuare dopo una breve sosta, nonostante arrivasse da due infortuni al piede e alla gamba.
A causa di un evento imminente a Monaco di Baviera per la massima serie mondiale dedicata al freeride (FMB Diamond), ha deciso di tornare in Svezia per le ricevere le migliori cure possibili per quello che pensava essere una lesione a un legamento.
[Guardate cosa è accaduto a Martin Söderström nel video qui sotto]

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Martin Söderström - Un'avventura in Alaska
L'avventura freeride di Martin Söderström in Alaska è durata poco a causa di un brutto infortunio
Così, dopo tre giorni nel camper, Martin ha prenotato il suo volo per tornare ad Anchorage. Naturalmente la sfortuna era ancora dietro l'angolo, rimanendo bloccato da un enorme incendio, passando la notte nell'entroterra dell'Alaska e perdendo così il suo volo. Lo shock vero e proprio è arrivato più avanti, quando è andato dal medico. La diagnosi è stata terribile, con la frattura di tibia e perone, segnando la fine della stagione di gare per Martin.
Grandi linee, grandi cadute...
Nel frattempo abbiamo continuato le riprese con Vinny, che si è dedicato a tostissime linee freeride. Il terreno ha mantenuto le sue promesse, perfetto per per il riding e per i video. Dopo diversi e lunghi giorni di riprese, grandi cadute (Vinny conosce solo i crash a velocità elevatissima!), spettacolari campeggi (falò, lancio dell'ascia, birra) ed essere quasi completamente divorati dalle zanzare, abbiamo impacchettato le nostre cose.
Di gran lunga lo spot più ripido e tecnico di questa avventura. Mi ricordo che la crew mi chiedeva se volevo realmente scendere da quella linea. Ero un po' nervoso, ma allo stesso tempo ero fiducioso perché sapevo che il terreno era morbido, così potevo rallentare quando volevo e controllare la mia velocità.
L'unico bike park in Alaska
Abbiamo fatto ritorno ad Anchorage per visitare l'ultimo spot previsto dal nostro viaggio, l'unico bike park dell'Alaska, chiamato Alyeska.
Ci eravamo organizzati per costruire un bel salto per Vinny, avendo Alyeska una delle viste più spettacolari sulla penisola di Turnagain come sfondo. Appare come un fiordo, ma il "Turnagain Arm" gode di una delle più grandi maree al mondo. Avendo questo sullo sfondo del nostro salto, non potevamo non approfittarne!
