Nuvole intorno a Kronplatz
© Backcountry Finale
MTB

Il viaggio di Backcountry nei bike park d'Italia

A volte il sogno americano non è così impossibile da raggiungere. Ai ragazzi di Backcountry sono bastate le MTB giuste e un furgone per un mega road trip nei bike park d'Italia
Di Federico Malpezzi
7 minuti di letturaPubblicato il
Quale possessore di MTB nella sua vita non si è mai svegliato almeno una volta con l’idea di sparire per un po’ di giorni a caccia di nuovi trail? È il sogno americano. Quello di vivere in simbiosi con la propria mountain bike esplorando in auto o furgoni i luoghi più remoti della terra abbracciando i ritmi della natura, trasportati dal flow. Non è una condizione così lontana, appartenente alla tradizione americana. I ragazzi di Backcountry ci hanno dimostrato che il road trip può essere intrapreso anche qui, nel Vecchio Continente, in Italia. Un furgone, quattro dei bike park più conosciuti d’Italia e delle biammortizzate tirate a lucido per l’occasione.

Alla ricerca del Backcountry italiano

Questo viaggio è stato intrapreso dai ragazzi di Backcountry, una società che in una delle località più adorate dai biker internazionali, Finale Ligure, svolge l’attività di guida e transfer con shuttle. Intraprendere un viaggio di questo tipo significa programmazione e capacità di adattamento e i ragazzi di Backcountry hanno dimostrato che un viaggio di questo tipo si può fare in un paese come il nostro, muniti di furgone, mappa per orientarsi e tanta voglia di esplorazione. Prima sono state scelte le località in cui poter aprire il gas, poi le Cannondale più adatte con cui affrontare le difficoltà di giornata ma soprattutto le guide locali per districarsi al meglio tra le “ragnatele sentieristiche”.
Un po' di relax all'Abetone
Un po' di relax all'Abetone

In sette giorni quattro località

Scegliere un comprensorio tra quelli disponibili in Italia crediamo che non sia stata un’operazione così immediata. Il nostro territorio è costellato di trail di ogni genere, panorami singolari e terreni mai banali. Per i ragazzi di Backcountry la priorità era una soltanto: trovare quel trail che permettesse loro di spingersi oltre il confine di ciò che all’occhio del biker comune è conosciuto per esplorare la dark side del mountain biking italiano.
Il divertimento non può mancare
Il divertimento non può mancare
Non è un caso per ogni località si sono affidati a una guida locale, sui trail dove solo i rider autoctoni e i pro riescono a sprigionare i numeri veri, lontano dalle masse e dalle braking bumps dei trail più frequentati. Qualcosa insomma che fosse all’altezza della realtà conosciuta dagli stessi organizzatori nella località in cui basano la loro attività. Un compito arduo che alla fine ha visto la designazione di tre comprensori di assoluto valore: Abetone, Canazei, Plan de Corones e Finale Ligure. Il tutto in sette giorni.
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Abetone, le staccate sull’Appennino

Una località conosciuta principalmente per le competizioni downhill, ma anche enduro in Toscana. Il punto più a sud di un viaggio che ha permesso ai ragazzi di Backcountry di assaggiare le piste appenniniche prima di trasferirsi sull’arco alpino. Un primo giorno dai connotati estremamente fast, perché a fare da guida si è presentato uno degli enduristi più veloci d’Italia, Mirco Vendemmia, che ha portato a spasso gli esploratori liguri per poco più di trenta chilometri, toccando un’altitudine massima di 1.940 metri. Tratti di portage in quota, uno dei terreni più rocky e sketchy che si potevano trovare all'inizio del road trip.
Scenari da Rampage all'Abetone
Scenari da Rampage all'Abetone
Backcountry e Mirco vendemmia hanno dimostrato che, anche in località a quote più basse, la pratica della mountain bike può essere davvero rough. Non sono mancati i trail polverosi e curati alla perfezione. Scendere dalla bici, smontare ogni componente, giocare a Jenga per sistemare attraverso incastri perfetti tutto e tutti all’interno del furgone e ripartire, direzione Canazei. Una routine che da qui hanno dovuto assimilare.
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Val di Fassa e Canazei: l’enduro qui è di casa

La seconda tappa del road trip più sbarazzino che si possa immaginare è stata fissata in una delle venue più in crescita del momento nel mondo enduro. La Val di Fassa si conosce per le salite più prepotenti della HERO Dolomites, ma anche per il risalto che ne sta dando in questi anni l’EWS con le sue spietate prove speciali per ebike e quelle per l’enduro nudo e crudo.
Qui si sale sin da subito. La funivia del Col Rodella porta i ragazzi di Backcountry in uno dei paradisi della mountain bike, a contatto visivo con Sassopiatto, Sassolungo, Marmolada e Pordoi, per toccare come altitudine massima di giornata i 2.422 metri e 45 chilometri. I pini di alta montagna danno vita ad ambienti magici e abbracciando il terreno con le loro forti radici, offrono terreni da guardare con attenzione. Molto flow, ma con ripetuti piccoli rilievi che tengono costantemente attive le sospensioni dei biker. Le guide di Fassa Bike hanno condotto i ragazzi di Backcountry dove nessuno era mai passato, sui trail loamy a girare grosso.
In MTB tra i giganti dolomitici
In MTB tra i giganti dolomitici
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“Back to natural trail”: Plan de Corones

La terza delle location è incastonata tra le Tre Cime e il vicino confine con l’Austria, Plan de Corones ha proposto forse i più naturali dei trail che i ragazzi di Backcountry potevano trovare. Lasciati furgoni e mezzi di accompagnamento a valle, i ragazzi hanno posizionato la maschera sul casco, allacciato le ginocchiere e indossato i guanti per salire accompagnati dalle guide di MTB San Vigilio, attraverso gli impianti, verso il massiccio a forma di panettone. Qui i rider finalesi si sono interfacciati con un terreno molto compatto e naturali.
L’obiettivo dichiarato era di scoprire ogni dettaglio dell’infinita Herrnsteig, 7,4 chilometri di pura discesa con 1.300 metri di dislivello negativo correndo lungo il versante nord della montagna. Un tracciato impegnativo che offre molteplici alternative con curve paraboliche, linee più dure per vivere appieno una delle discese leggendarie del freeride italiano. E i ragazzi di Backcountry non aspettavano altro che confrontarsi con un terreno così.
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Il ritorno in patria, il gran Finale… Ligure

Una quarta tappa utile a chiudere il cerchio di uno degli più epici road trip che si possano immaginare in Italia. Serviva il mare e una festa in grande stile per ringraziare tutte le guide che nei sei giorni precedenti hanno traghettato gli scalmanati “Backcountry-ers” sui loro trail.
Festa in spiaggia post riding
Festa in spiaggia post riding
Se il detto recita “go big or go home”, in questo caso diremmo: go home to go big. Finale Ligure è stata la località da cui sono state dispiegate le vele per lanciarsi all’avventura come solo la scuola americana ci ha insegnato, ma non poteva che rappresentare il punto "finale" in cui ritrovare le proprie radici e girare ancora più grosso. Dai 2.000 metri medi toccati nei giorni precedenti, le Cannondale con cui i ragazzi hanno girato, hanno potuto assaporare nuovamente il salmastro, la polvere e i pollini della macchia mediterranea per un’ultima ride dal sapore di casa, dove tutti i rider del pianeta sognano di girare.
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Connessione, scoperta e chilling

I ragazzi di Backcountry hanno dimostrato che per girare grosso non serve scappare nei più blasonati comprensori esteri, bastano un fuoristrada, un furgone e una valigia.
Per il bike park lo shuttle è fondamentale
Per il bike park lo shuttle è fondamentale
Il road trip rappresenta il modo migliore per vivere la mountain bike nel modo più tradizionale, contando sugli amici e le cose più semplici che questo paese possa offrirci: le viste mozzafiato delle vette dolomitiche e dell’Appennino, la gustosa cucina mediterranea e due gomme con cui affrontare tutti i terreni immaginabili. Goliardia, chilling e il più entusiasmante sport che su due ruote si può svolgere. Ogni località ha offerto qualcosa ai rider liguri, le terme per rilassarsi, il contatto con le genti degli ambienti rurali, l’osservazione di luoghi incantati e quell’impellente voglia di abbattere i muri delle proprie paure anche sui trail che non si conoscono.
Un’avventura adatta a tutti, se calibrata nella giusta maniera, da svolgere nelle stagioni più calde, o nelle zone più miti, con i più pazzi dei vostri amici che stringono la mano ai più organizzati e attenti. E voi siete pronti a lanciarvi in un road trip?