Il Trail building può essere un atto d'amore© Fred Murray/Red Bull Content Pool
MTB
Il sentiero chiede aiuto: ecco cosa possiamo fare con i consigli di IMBA
Per girare in MTB servono trail puliti: mettetevi all'opera! Ecco i suggerimenti da IMBA per la manutenzione dei sentieri (eBike incluse)
Di Red Bull Team
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Un detto senza tempo recita: “no dig, no ride”, ossia se non ti metti all’opera non giri. I sentieri e la loro cura sono alla base della MTB, senza di essi non esisterebbe la scena in generale. Chi è cresciuto con i miti della Rampage saprà benissimo che senza una linea ben architettata, non potrà mai venire fuori una run perfetta. Eppure in quest’ultimo periodo in cui l’outdoor ha accolto abituali e nuovi praticanti, il trail building e la voglia di operare nei boschi è esplosa.
Come qualsiasi cosa però non ci si può improvvisare da un giorno all’altro trail builder, bisogna avere prima di tutto delle solide basi etiche e poi sapere cosa si può fare di propria sponte e cosa no. A tal proposito ci siamo fatti spiegare da Luca Bortolotti, rider dall’esperienza trentennale e consigliere di IMBA Italia (di cui è presidente Edoardo Melchiori), come ci si può muovere in situazioni comuni che si possono delineare sui sentieri. Ma anche come l’associazione insegna a operare.

Il fenomeno è letteralmente esploso

Mai come nell’ultimo anno c’è stata una così alta affluenza nei boschi. Dopo lo stop forzato i veterani fremevano dalla voglia di tornare tra i colori e i profumi delle aree boschive. Insieme a loro si è riversato un gran numero di nuove leve che hanno sentito il richiamo della natura. Nei mesi di lockdown il bosco si è esteso, comprendo anche i tratti più battuti, e i biker hanno quindi trovato un habitat incolto. Possiamo intervenire? Sì, entro certi limiti. Ma prima dobbiamo formarci come biker-sapiens, coscienti del fatto che nel bosco siamo ospiti.
Pulizia prima della creazione di un nuovo sentiero
IMBA Italia trail building in Trentino
Il primo segreto è rispettare l’ambiente in cui si gira, il biker è un ospite del bosco. Cartacce, fazzoletti, mascherine e in generale rifiuti di ogni tipo non devono essere abbandonati. Se ci serviamo di uno zaino possiamo ricavare in esso uno spazio dedicato agli scarti e perché no raccogliere anche quelli di coloro i quali, meno attenti, li hanno invece lasciati sul trail. È uno dei principi cardine della pratica di tutti giorni e che va di pari passo con la filosofia di IMBA.

Arbusti e rovi, taglio o lascio?

Nei momenti di minor affluenza sui sentieri la vegetazione ricomincia a crescere ed espandersi, creando disagi al momento del ritorno dei biker. Si può dare una spuntatina, ma sempre con il dovuto rispetto.
«Finché si tratta - sostiene Luca Bortolotti - di piccoli arbusti, rovi e piante in generale che hanno un diametro del fusto non superiore alla grandezza di un polso (convenzionalmente di 8 centimetri circa, nda), si può agire in autonomia. In caso contrario, cioè se superano tali dimensioni, non bisognerebbe toccarli ma anzi segnalarli alle autorità per richiederne la rimozione».
L’autorità competente in materia è il Corpo dei Carabinieri di cui fa parte la sezione Forestale, ma vi sono casi in cui è uno specifico ente parco che ne possiede le responsabilità. Quindi un’altra buona abitudine è quella di controllare sempre con attenzione i cartelli presenti nell’area in cui giriamo, per capire a chi bisogna rivolgersi in casi come questo. Se il trail è interrotto da un arbusto di medie e grandi dimensioni la cosa migliore da fare è segnalarlo, oppure evitando di farsi male spostarlo. Ci sono per esempio anche i casi in cui il tronco è in una posizione poco visibile e quindi pericolosa, a quel punto, se possibile, è meglio spostarlo.
Immaginate la comodità di poter segnalare un ostacolo come un albero caduto direttamente attraverso una App. Magari un giorno, ma i gruppi sui social o Whatsapp potrebbero essere utili a tale scopo.

Il vento nemico di tutti

Nel vademecum del biker dovrebbe esserci anche la buona abitudine di evitare i boschi quando il vento spira forte. Temporali e raffiche ad alte velocità possono causare la caduta dei nostri amici più alti. I rischi per il biker sono altrettanto grossi. Ma se dopo un temporale troviamo alberi sul ciglio con rami che coprono la sede?
«Se questi rami - continua Luca - entrano nel sentiero, possono essere tagliati. Attenzione però a non lasciare pericolosi punzoni. E in particolare quando si pulisce considerate che l’ingombro di un biker è più elevato di un pedone, quindi alzate gli occhi». La nostra altezza sui pedali può variare non di poco, basta aprire un varco anche in verticale.
Sulle prime dritte ci siamo, ci serve però un attrezzo con cui operare: «Il seghetto pieghevole - riprende Bortolotti - è la cosa più comoda e leggera che si può tenere nello zaino, può essere utilizzato anche come falcetto per i rovi. La primavera è il momento prolifico per i rovi ed è quindi utile agire a ogni uscita. Samurai o Silky, con lama da 18 centimetri sono le scelte migliori», e anche sicure considerando che la lama sparisce all’interno del fodero.
Un sentiero segnato CAI tirato a lucido dai ragazzi di IMBA Italia
IMBA Italia, trail building Porretta Terme

Per mettere mano ai trail c’è IMBA

L’associazione internazionale nata ormai 30 anni fa negli Stati Uniti, si propone di promuovere lo sviluppo di sentieri sostenibili ed infrastrutture per rendere la pratica della MTB accessibile a tutti. Per fare ciò IMBA Italia vanta numerosi corsi di formazione aperti a tutti coloro che vogliono migliorare la propria attitudine nei boschi e capire di più sul trail building prima di metterlo in atto.
I 4 pilastri di IMBA
I 4 pilastri di IMBA
«Durante i corsi - continua il consigliere IMBA - vengono impartiti insegnamenti sulle tecniche di costruzione e manutenzione, con una serie di linee guida e una filosofia comportamentale per attuare azioni sostenibili. Si diventa persone più coscienti e informati, si impara ad avere un colpo d’occhio sullo stato di conservazione e deterioramento di una zona, e applicare le tecniche per migliorare diminuire il dilavamento delle acque piovane».
Per formarsi come trail builder non bisogna evitare il dialogo, uno dei pilastri su cui si fonda anche la missione di IMBA. Il biker è ospite nei boschi ma anche sui terreni spesso di privati in cui passa una traccia. Un trail dritto nasce con ogni probabilità da lavori non autorizzati, e oltre a essere noiosi, sono anche tra le maggiori cause di erosione del terreno.
«La maggior parte delle volte - sostiene Luca - manca il dialogo e chi si improvvisa trail builder non autorizzato effettua lavori in fretta e furia per non essere beccati. Un drittone, o fall line (linea di caduta, nda) è più facile da creare, ma è anche tra le cause maggiori di erosione. L’acqua scorrendo più facilmente su questo tipo di sede crea dei solchi che impongono poi al biker di cercare una linea esterna». Meglio evitare di improvvisarsi, i rischi sono molteplici, lo scorrimento dell’acqua sul fondo del sentiero può comportare la creazione di un canale centrale che obbliga i biker a sfruttare le sponde rialzate. Ma il peso del biker può far cedere ulteriormente i rialzi comportando un allargamento del canale, un disastro, ma ancora, senza autorizzazioni i rischi possono essere anche di natura penale.
La soluzione è quindi un sentiero con una pendenza tollerabile e ricco di curvette, molto più sostenibile e divertente, ci spiega Luca Bortolotti. Si migliorano le proprie skill, si riesce a controllare meglio la propria velocità e ci aiutano a veicolare l’acqua fuori dal sentiero. I ragazzi di Tuscany Bike sono maestri in questo, non esiste una curva del Promontorio di Piombino senza un sistema efficiente di scolo dell’acqua. Chapeau!
A tutti i biker piace poi sporcarsi nel fango, girare sulle condizioni meno stabili e non farsi sfuggire neanche un giorno per praticare. Quandanche il sentiero si possa presentare appesantito però, il biker dovrebbe comprendere che sarebbe meglio non girarci. L’affondamento delle ruote sul suolo più morbido comporta anche in questo caso la creazione di piccoli canaletti, che una volta asciugato il terreno richiedono un nuovo intervento.

I salti, tema delicato

È bellissimo saltare, pompare la bici, planare su un rock garden e provare l’ebbrezza di rimanere in aria sempre più a lungo. La costruzione però di specifiche strutture nei boschi non dovrebbe esistere, oltre a essere illegale è anche pericolosa.
«Di base - riprende Luca - la costruzione di salti dovrebbe essere connessa soprattutto ai bike park quindi zone esclusive per la bici, nei boschi le rampe artificiali non dovrebbero essere presenti. Strutture di questo tipo dovrebbero essere segnalate in fase di approccio, e anche all’ingresso dei sentieri, magari con una legenda. Se con il dialogo si riesce ad arrivare a un compromesso, con i proprietari si può anche pensare all’allestimento delle suddette feature, ma in tal caso il proprietario del suolo diventa anche il responsabile. Raramente ciò accade».
IMBA Europe sta inoltre ultimando un aggiornamento sulla classificazione del grado di difficoltà dei trail per agevolare la fruizione dei biker sui sentieri. Ognuno deve essere prima di tutto conscio del proprio livello e poi di quello che sta per affrontare.
È indispensabile conoscere anche le buone norme riguardanti le precedenze. La convivenza sui sentieri è un altro punto che forma la base della fruizione dei boschi. La bici deve sempre dare precedenza ai pedoni e ai cavalli. Chi procede in discesa inoltre deve lasciare il passo a chi invece è impegnato in una risalita (salvo casi in cui la cartellonistica indica un senso unico).
Non si può nascondere però che l’avvento delle eBike ha portato i praticanti a leggere i sentieri in maniera del tutto diversa. Ciò che è divertente in discesa può essere una frizzante risalita con bici elettrica, è chiaro quindi che anche per la costruzione bisognerà a breve adeguarsi. Le soluzioni sono molteplici: un flusso regolamentato da cartelli con sensi di marcia obbligati, varchi di accesso su base oraria (come accade per alcuni trail della rete sentieristica della Val Venosta).
Da praticante ed esperto Luca commenta: «Per una eBike la salita deve essere divertente, tanto quanto trovare il flow in discesa. Immagino una scalata con le stesse caratteristiche di una discesa: ostacoli, doppie linee, chicken line».
Se volete conoscere più a fondo IMBA e formarvi come trail builder insieme a loro, è possibile farlo anche in un momento così difficile. La prima edizione di corso online ha fatto registrare numeri confortanti di adesioni, a tal punto che si sta già pensando a una replica. Completato il primo “modulo”, si dovrà passare alla pratica sui sentieri insieme a trail builder di fama internazionale. Per questo bisognerà aspettare che vengano tempi migliori, nel frattempo mettete da parte un po’ di risparmi per l’acquisto di un McLeod, il miglior amico del trail builder formato e cosciente delle sue azioni. Perché il bosco non va solo sfruttato, ma anche adorato.