Premessa
Dalla fine degli anni Novanta a oggi globalizzazione e digitalizzazione sono state il motore di una trasformazione repentina nel mondo del lavoro che ha provocato fratture e squilibri nel tessuto economico e sociale di molti paesi, ma che ha portato con sé anche opportunità di progresso economico e morale. Secondo i principi dell'Economia 0.0 oggi per lasciare il segno è necessario cogliere questa opportunità, mettendo al centro della propria azione non solo il profitto, ma anche e soprattutto il bene comune: quello della collettività e del Pianeta. Per questo abbiamo deciso di raccontare le storie di quelli che io amo definire i 'Nuovi Eroi', cercandoli in questo caso fra quelli che popolano il mondo delle start-up con un forte impatto sociale. Li abbiamo chiamati "New Heroes".
Imprenditori che cercano ogni giorno di trovare una scorciatoia per il futuro, lavorando con energia, creatività, competenza e passione in un contesto fitto di ostacoli. Nonostante il trend positivo - in Italia le startup innovative sono aumentate del 112% in tre anni e il loro tasso di sopravvivenza è stato del 95% - le nostre giovani imprese continuano ad avere grandi difficoltà nel momento decisivo: quello del cosiddetto "go to market". Secondo una classifica stilata da Mind the bridge in Italia soltanto 135 imprese hanno raggiunto il grado di “scaleup” (la fase successiva a quella di start-up): un numero che colloca il nostro Paese all'undicesimo posto in classifica in Europa, dietro Regno Unito, Germania, Francia e Spagna. Con New Heroes vogliamo dare visibilità ed energia agli startupper italiani che sono a un passo dal farcela, mettendo loro le ali verso un futuro (ci auguriamo) di successo.
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New Heroes: Blubrake
Cos'è Blubrake
Il 17 febbraio 2018 la bicicletta compirà 200 anni. Il primo prototipo è stato realizzato in Germania dal barone Karl Drais, fu brevettato il 17 febbraio del 1818 e nel primo test su strada raggiunse la velocità di 14 chilometri orari: niente male se si pensa che la “Laufmachine” aveva un manubrio e due ruote collegate da un asse di legno, ma non i pedali. Oggi una bicicletta da corsa può superare gli 80 chilometri orari. Dal 1972, anno in cui è stata perfezionata la mountain bike, il progresso tecnologico ha fatto passi da gigante. In quasi 200 anni di storia però nessuno era mai riuscito a trovare il modo di ridurre drasticamente il rischio di caduta durante una frenata. Nessuno, tranne Blubrake, una startup di Milano cresciuta nella fabbrica di imprese e-Novia.
Focus nel lavoro, visione nel futuro
Il cofondatore e leader tecnico di Blubrake è un ingegnere di 31 anni. Si chiama Fabio Todeschini, ha un dottorato in System and Control al Politecnico di Milano e ha sviluppato un sistema di assistenza alla frenata che si chiama “Sesto Senso”. Il compito di questo “assistente” è informare il ciclista che sta frenando in modo sbagliato, permettendogli così di modulare la pressione sulla leva del freno e di evitare sia il bloccaggio della ruota, sia il ribaltamento della bici. L'idea di sviluppare “Sesto Senso” è nata da un professore che ha seguito Fabio durante il dottorato. Basta dare un'occhiata ai dati per capire quanto sia stata azzeccata: secondo alcune stime citate proprio da Blubrake un ciclista su due ha avuto almeno un incidente e nel 60% dei casi l'incidente è avvenuto proprio in fase di frenata.
Fabio e il suo team – composto oggi da 10 ingegneri – hanno trasformato questa idea in un progetto concreto, poi in un prototipo, infine in un prodotto che sta per affacciarsi sul mercato e che fin dai suoi esordi ha potuto contare sull'appoggio di Pinarello, uno dei più noti produttori italiani di biciclette da corsa. Per passare dall'idea al prodotto finito e approvato dalla Federazione ciclistica italiana ci sono voluti tre anni di lavoro intenso e di dedizione totale: «Il gruppo è tutto – mi ha detto Fabio – se hai un team compatto, focalizzato su un unico obiettivo e con una preparazione tecnico-scientifica impeccabile, hai con te il miglior antidoto al fallimento».
Tecnologia e bisogno di energia
Come fate a calcolare il rischio di caduta in tempo reale? Nel rispondere a questa domanda Fabio non si è concentrato soltanto sull'aspetto tecnico, ma ha aperto una finestra su un periodo della sua vita in cui tutte le energie (sue e del suo team) sono confluite su un unico obiettivo: costruire un prodotto impeccabile e unico al mondo. Tra i momenti più critici di questo percorso Fabio ricorda in particolare la presentazione del prototipo al primo cliente. In quel momento una start-up si gioca tutto: mancare una consegna può costare credibilità, soldi, futuro. E il fatto che nell'immaginario comune l'idea di start-up sia collegata a quella di flessibilità non gioca certo a suo favore: «Se fossimo un'azienda normale per apportare una modifica a un prototipo potremmo impiegare dai due ai tre mesi senza destare scalpore. Ma siamo una startup e i clienti si aspettano da noi soprattutto rapidità d'esecuzione e affidabilità, oltre che innovazione».
Le aspettative – stando agli addetti ai lavori – non sono state tradite. Le biciclette targate Blubrake sanno se stanno viaggiando in piano, in salita e in discesa e conoscono le abitudini del loro pilota: quanti chilometri percorre, la sua velocità media, la frequenza degli allenamenti. Durante la pedalata il sensore installato nel telaio registra in tempo reale diversi parametri, come l' inclinazione della strada, l'angolo di piega, la velocità angolare. Un altro sensore, sviluppato direttamente dal team di Blubrake e applicato sulla ruota anteriore, registra la velocità 200 volte al secondo: prima dell'arrivo di “Sesto Senso” i sensori riuscivano a registrare i dati sulla velocità soltanto una volta al secondo. Queste informazioni vengono elaborate da un algoritmo: in base ai parametri raccolti, quando il ciclista sta sbagliando la frenata la leva del freno comincia a vibrare. È il segnale salvavita che permette al pilota di rimodulare istantaneamente la frenata riducendo il rischio di caduta. E non è tutto qui: se il ciclista cade, nonostante l'avvertimento, Sesto Senso invia in automatico un sms con le coordinate del punto in cui è avvenuto l'incidente ai contatti pre-impostati, abbattendo in questo modo i tempi di intervento.
L'innovazione al servizio della collettività
Il mondo della tecnologia applicata all’elettronica procede a una velocità esponenziale. Per ora “Sesto Senso” è stato installato soltanto sulle biciclette da corsa, ma Blubrake ha già raccolto due milioni di euro di investimenti per estendere il suo assistente alla frenata anche alle biciclette tradizionali. Il mercato di certo non manca: l'Italia è uno dei maggiori produttori al mondo di biciclette e secondo una delle ultime indagini ISTAT nel nostro Paese ci sono 2 milioni di ciclisti praticanti. Una cifra che aumenta in modo esponenziale se si contano anche i ciclisti urbani.
Basta scorrere questi dati per cogliere al volo la straordinarietà del progetto Blubrake: mettendo al centro della propria iniziativa imprenditoriale l'incolumità di milioni di ciclisti Fabio e il suo team stanno cercando di risolvere un problema che esiste da quando esiste la bicicletta e sul quale in pochi – almeno finora – avevano avuto l'intuizione di investire tempo e risorse. Anche questa è una delle caratteristiche che contraddistingue i “Nuovi Eroi”: la capacità di scorgere opportunità di progresso e innovazione nelle pieghe della normalità e farsi portatori di una soluzione che porti vantaggi enormi per la collettività. Bill Gates sintetizzava la mission di Microsoft con grande semplicità: «Un computer per ogni scrivania». Sostenendoli con nuove ali auguriamo a Fabio e ai suoi ragazzi di Blubrake di montare presto un Sesto Senso su ogni bici del mondo.




