Quest’anno la Wipo (World Intellectual Property Organization) ha deciso di dedicare la giornata mondiale della proprietà intellettuale alle donne. È stata una scelta tutt’altro che banale: dal 1995 al 2015 la percentuale di domande di brevetto internazionale presentate dalle donne (o da team in cui era presente almeno una donna) è passata dal 17% al 29%. Nonostante questo aumento, tuttavia, ci sono ancora forti disparità da paese a paese: secondo la classifica stilata dalla Wipo, il maggior equilibrio di genere si trova in Cina e Corea del Sud. I dati peggiori arrivano dalla Germania, dall’Italia, dal Giappone e dal Sudafrica (ultimo in classifica). Da noi, come in tutto il mondo, c’è bisogno di esempi virtuosi che possano ispirare bambine e ragazze a impegnarsi nelle cosiddette materie STEM: scienze, tecnologia, ingegneria e matematica. Ed è anche per questo che abbiamo scelto di raccontare la storia di Giuliana Maugeri, 30 anni, laureata in ingegneria biomedica al Politecnico di Milano e fondatrice di Walkee.
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New Heroes - Walkee
Cos’è Walkee
Spiegazione semplice: Walkee è una mattonella che trasforma i passi delle persone in energia. Spiegazione più complessa: Walkee è una pavimentazione costruita con materiali piezoelettrici che, sottoposti a una pressione meccanica come quella esercitata dai passi, sviluppano delle cariche elettriche che possono essere trasformate in corrente. Corrente che viene poi “stoccata” in degli accumulatori di carica e utilizzata per varie finalità: fornire energia durante un blackout, alimentare (o coalimentare) l’illuminazione nelle stazioni. Per darvi un’idea delle potenzialità del progetto basta citare i dati elaborati nell’ambito di uno studio di fattibilità realizzato da Giuliana con la collaborazione di un suo collega, l’ingegnere meccanico Pietro Percudani: installando Walkee in alcune zone strategiche della stazione di Milano Cadorna si potrebbe produrre in sole 12 ore l’energia sufficiente ad alimentare 160 lampade al neon per un giorno intero.
Focus nel lavoro, visione nel futuro
Walkee è nata tra le corsie di un ospedale: «L’idea mi è venuta facendo volontariato in un reparto di pediatria», racconta Giuliana. «Pensavo che sarebbe stato utile sfruttare il via vai dei medici, degli infermieri e degli Oss per produrre l’energia necessaria per far fronte a un blackout». L’occasione che ha trasformato la scintilla originaria in un’idea più definita è arrivata con l’HackYourMove, il primo concorso italiano sulla mobilità dell’ultimo miglio, promosso dall’associazione Young for Public Transport e dal Gruppo FNM (Ferrovie Nord Milano), in collaborazione con PoliHub, l’incubatore gestito dalla Fondazione Politecnico di Milano. “Ho pensato che avrei potuto adattare il progetto a un contesto diverso, come il mondo dei trasporti e ho fatto bene: Walkee ha vinto il primo premio».
Tecnologia e bisogno di energia
Oltre a produrre energia pulita, Walkee è realizzata con materiali a basso impatto ambientale: una lastra di materiale piezoelettrico, racchiusa tra due strati di plastica riciclata. «Una delle difficoltà più grandi – racconta Giuliana – è stata proprio quella di scegliere materiali funzionali all’obiettivo di Walkee e, al tempo stesso, sostenibili da un punto di vista economico». Il primo prototipo di piastrella è stato assemblato in Argentina e arriverà fra pochi giorni in Italia.
Innovazione al servizio della collettività
Usando Walkee su larga scala si potrebbero ottenere diversi benefici, ambientali ed economici: le aziende potrebbero investire i capitali derivanti dal minor consumo di corrente per migliorare i servizi esistenti o crearne di nuovi, mentre la collettività potrebbe contare su servizi pubblici più efficienti. «Sfatiamo il mito che gli ingegneri siano dei robot - dice sorridendo Giuliana - una delle mie più grandi propensioni è aiutare il prossimo e sono molto contenta perché con Walkee credo di esserci riuscita».