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Ecco come Paragon rivoluzionerà i MOBA

Gears of cosa? Abbiamo provato il gioco di Epic Games che punta a stravolgere il genere del momento
Di Mike Stubbsy
8 minuti di letturaPublished on
Epic Games è uno degli studi di sviluppo più importanti della storia del gaming, e non solo per i classici che portano la sua firma, tra Unreal Tournament e Gears of War: basti pensare che il loro motore di gioco, l'Unreal Engine, è uno dei più potenti ed utilizzati in circolazione. Insomma, c'è il loro zampino anche nei classici degli altri team.
Paragon: Steel contro Gideon

Paragon: Steel contro Gideon

© Epic Games

“Abbiamo iniziato a percorrere una strada senza sapere dove ci avrebbe portato,” dice Steve Superville, creative director di Paragon. “Sapevamo di voler realizzare un gioco multiplayer, quindi abbiamo dato una sbirciata alle esperienze multiplayer più gettonate tra i membri dello studio.” Chiunque direbbe “Sparatutto”, pensando a Epic Games, e invece... “Spaziamo chiaramente tra tanti generi, ma le discussioni più accese e frequenti erano sempre quelle sui MOBA. Il fatto è che ogni resoconto su questo o quel match giocato con i propri amici era unico ed emozionante."
Allo stesso tempo però, sarebbe stato assurdo tenere in disparte la componente shooter, marchio di fabbrica del team, ecco perché Superville ha deciso di mescolare stile di gioco e regole di un MOBA, e il gameplay tipico degli sparatutto in terza persona. Il risultato è Paragon, che offre una visuale alle spalle del proprio personaggio, e presenta la stessa essenza hardcore e profondità del genere d'appartenenza di LoL.
Il cuore dell'esperienza vede due team composti da 5 eroi unici, ognuno dei quali ha 4 abilità, che si danno battaglia in una mappa composta di tre corsie, con lo scopo di distruggere le torri nemiche e, soprattutto, la loro base. Con la differenza, però, che si gioca come se fosse un classico TPS, muovendosi con i tasti “WASD” e mirando con il mouse, piuttosto che cliccare da un punto all'altro della mappa. E al posto della visuale isometrica di chiara ispirazione strategica, Paragon punta tutto sulla verticalità.
“I MOBA puntano tutto sulla visione d'insieme. Devo conoscere la posizione dei miei compagni di squadra in tempo reale, così come le loro mosse e le loro azioni,” spiega Superville. “In un MOBA con visuale isometrica potete spostare liberamente la telecamera, in modo da poter pianificare al meglio il match. Per replicare la cosa, abbiamo dato alle mappe una struttura concava, come se fossero delle conche: in questo modo il giocatore, dirigendosi al centro di una lane, avrà una visuale perfetta di ciò che sta accadendo.
Steel può bloccare i colpi nemici con il suo scudo

Steel può bloccare i colpi nemici con il suo scudo

© Epic Games

Gameplay in terza persona e verticalità non sono però le uniche novità apportate al genere. Alla luce della nostra prova con Paragon, sono non pochi gli elementi inediti (o visti raramente) introdotti. Il più interessate è forse il sistema a base di carte, che ricorda quello visto in Titanfall, e sostituisce i classici oggetti che i giocatori acquistano per migliorare i propri personaggi. Invece di infliggere colpi letali (last hitting), classica meccanica presente nei MOBA, ai minion, per ottenere gold, i giocatori ottengono card point, da spendere per equipaggiare nuove armi e modificare quelle già esistenti. Prima che il match abbia inizio, bisognerà selezionare un mazzo di carte da utilizzare, il quale determinerà quali oggetti e modifiche saranno disponibili in partita.
“Abbiamo creato un card system invece di avere centinaia di oggetti da acquistare, per alcuni motivi,” afferma Superville. “Uno è che sappiamo per esperienza personale, visto che abbiamo tutti provato almeno un MOBA, che il numero di oggetti a disposizione è travolgente, sono davvero troppi. Con il nostro sistema potrete scegliere un personaggio e giocare con il suo deck iniziale, per vedere come si comporta sul campo di battaglia. Una volta presa confidenza, potrete iniziare a creare i vostri deck personalizzati. Il che significa che ci saranno più di due o tre build per ogni personaggio, invece dei classici MOBA dove dovrete selezionare uno tra tantissimi oggetti per il vostro eroe.”
Le carte inserite nel deck selezionato dovranno sposare lo stile di gioco del ruolo che vorrete giocare. Grux ad esempio, un possente eroe che ricorda pericolosamente un rinoceronte e che usa due mazze per colpire i nemici, può ricoprire vari ruoli nella squadra, come il tank, oppure diventare un'unità tutta votata all'attacco e al causare danni. Se decidete di creare un deck incentrato sul tank, sarà difficile passare dalla difesa all'offesa nel bel mezzo della partita, dato che potrete usare quasi esclusivamente carte pensate per aumentare la salute o la difesa.
Lo stesso vale per gli altri eroi: ad esempio, Twin Blast, specializzato nel danno a distanza grazie a due letali pistole. Può essere customizzato in modo che attacchi rapidamente, oppure che si concentri sui danni critici con un singolo colpo. Potrete rendere Gideon, un mago che può scatenare una pioggia di meteoriti sui nemici e può teletrasportarsi a brevi distanze, un personaggio in grado di colpire dalla lunga distanza che si mantiene a debita distanza, oppure renderlo più resistente e farlo avanzare, in modo da sfruttare al massimo la sua devastante abilità finale, un terribile buco nero.
Se da una parte sembra limitare la varietà, Superville pensa sia l'opposto, in quanto il fattore strategico entra in campo già prima della battaglia, similmente a quanto accade nel sistema di pick e ban dei MOBA prima di un match.
“Dovrete compiere delle scelte ponderate prima di iniziare, in quanto influenzeranno l'intero meta e lo cambieranno per via proprio di questi giochi mentali,” dice. “Ad esempio tutti usano un certo deck per Steel, ma dato che potrebbe utilizzarlo l'avversario, il giocatore dovrà optare per una strategia che riesca a contrastarlo. Al contempo però, c'è il serio rischio che la stessa idea sia venuta in mente al nemico, e allora bisognerà trovare un'alternativa, e in fretta.”
La cosa si è rivelata funesta proprio in un nostro match, dove il nostro Steel è sceso in campo con l'intenzione di far quanti più danni possibili, mentre il ruolo a lui più congeniale è quello del tank. In tal senso, non siamo riusciti a trarre il meglio dalle sue potenzialità, finendo col perdere praticamente ogni scontro di gruppo. Si tratta pur sempre di un problema relativo, in quanto è successo in uno dei primi match giocati e c'entra la mancanza di esperienza, ma è un qualcosa che andrà tenuto d'occhio in futuro.
La lane centrale della mappa di Paragon

La lane centrale della mappa di Paragon

© Epic Games

Sorprendentemente, Paragon non arriverà solo su PC, ma anche su PS4 (mentre gran parte dei MOBA, tranne Smite, richiede l'utilizzo di un mouse). Superville ha confermato a Red Bull Games che il gioco sarà identico su entrambe le piattaforme, cambierà solo lo schema dei controlli. Alla luce della nostra prova, è chiaro che entrambe le versioni si giocano alla grande, e il controller non sembra assolutamente penalizzare l'esperienza. Superville ha inoltre detto che tutto il progresso fatto su una delle due versioni, potrà essere trasferito anche sull'altra, inclusi gli acquisti compiuti nel gioco, che sarà un free-to-play.
Poche differenze anche dal punto di vista visivo, dove è chiaramente la PS4 ad essere in svantaggio rispetto al PC per ovvi motivi tecnici. Non significa però che sia pessima, anzi, complice anche lo stile artistico generale, con colori brillanti e personaggi dotati di uno stile unico. Molte delle abilità godono di animazioni impressionanti, come il Cosmic Rift di Gideo o lo Shield Slam di Steel, e la mappa stessa è colma di dettagli, merito dell'Unreal Engine. I MOBA sono tra i giochi più colorati in circolazione, ma con Paragon siamo davvero su un altro livello.
A proposito di MOBA, è impossibile non parlare anche del possibile ingresso di Paragon nel mondo eSport, dove obiettivi ben definiti e una singola mappa sono indispensabili per rendere digeribile un match competitivo ad un pubblico il più ampio possibile. Ma Epic non sembra avere piani particolari.
“Non ci piace quando un gioco viene da subito proposto come la prossima rivelazione dell'eSport. Sarà la community a decretarlo. Se lo apprezzeranno e si diranno pronti a partecipare e ad organizzare tornei, faremo il massimo per supportarli, ma quel che ci interessa ora è creare un grande gioco competitivo, e c'è ancora tanto lavoro da fare.”
Per il momento, insomma, gli eSport non sono il pensiero fisso del team, ma è chiaro già da ora che il gioco ha tutte le carte in regola per diventare una hit. L'azione è veloce, il lavoro di squadra e la necessità di giocare tatticamente tipici dei MOBA sono presenti all'appello, e soprattutto è splendido e coinvolgente da vedere, anche esteticamente, tra rocce che piovono dal cielo, frecce che volano da un punto all'altro del campo di battaglia e tonnellate di esplosioni.
Purtroppo ci vorrà ancora un bel po' prima di poter mettere le mani sul gioco: in primavera gli utenti potranno acquistare la versione con accesso anticipato, mentre in estate ci sarà l'open beta. Di sicuro, però, Paragon sembra uno dei MOBA in sviluppo più intriganti, e non vediamo l'ora di giocarci.
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