PES è tornato il re del calcio?
© Konami
Games

Cosa ci piace di PES 2018

Dopo aver passato un bel po' di ore sul nuovo gioco di Konami: quest'anno spacca davvero
Di Adam Cook
5 minuti di letturaPublished on
Un altro anno, un altro mese di calcio digitale a livelli stellari. Ma prima di tutto togliamoci il classico sassolino dalla scarpa: Pro Evolution Soccer 2018 non avrà tutte le licenze di FIFA, e non basterà tutta la passione del mondo dei suoi fan per cambiare le cose. Con il passare del tempo sembra che Konami abbia deciso di concentrare le sue forze sulle squadre a sua disposizione, riproducendole in maniera estremamente fedele, e sul calcio stesso (giocato e non). Per rendere l'azione sul campo più godibile, divertente e completa che mai, offrendo il miglior capitolo della serie. E chissà che il nuovo PES non riesca a dire la sua anche su FIFA 18. In attesa della riposta di EA ecco 4 buoni motivi per giocare PES 2018, che è disponibile da oggi, martedì 12 settembre, su PS4, Xbox One, PC, PS3 e Xbox 360.

Ogni giocatore è unico

Le differenze tra i singoli calciatori, e nello specifico il loro diverso modo di giocare, sono sempre più importanti nell'evoluzione dei videogiochi di calcio in uscita a cadenza annuale. Qualsiasi appassionato conosce a menadito le basi dello sport, ma ognuno ha le sue preferenze su come giocarlo: c'è chi preferisce correre lungo la fascia, piazzare un cross preciso sulla testa dello spilungone di turno e fare gol, mentre altri non riescono a non darsi al “tiki-taka” selvaggio, sdoganato dai fenomeni del Barcellona e caratterizzato da passaggi fitti e veloci. PES è pronto a soddisfarti in ogni modo, grazie proprio all'unicità dei singoli calciatori. Sergio Aguero, per esempio, gioca come la sua controparte reale, veloce e potente, oltre che fortissima. Per non parlare di quel fulmine di Pierre-Emerick Aubameyang o del dribbling inumano di Isco e dei salvataggi sulla linea di Manuel Neuer: i top player giocano a modo loro e nessuno sembrerà uguale a un altro.
Una delle squadre generate casualmente

Una delle squadre generate casualmente

© Konami

La Selezione Casuale è spettacolare

Fa un po' strano parlare dell'importanza di una vecchia modalità in un nuovo capitolo, ma la Selezione Casuale ci ha divertito come non mai, seppur sia una modalità tutto fuorché “standard”. Si sceglie prima una squadra da cui prendere nome, divise e formazione, e in seguito altre quattro da cui prelevare in maniera completamente casuale i giocatori. Non solo singole squadre: potrai scegliere il Barcellona, l'intera nazionale spagnola, tutti i giocatori di nazionalità argentina, o la totalità della Liga. Una volta “pescati” i giocatori bisogna scambiarne alcuni con l'avversario, ed è qui che entra in gioco il divertimento (al di là della partita in sé): le “schiappe” non mancheranno, ma nemmeno i campioni, e prima del match un video mostrerà l'entrata trionfale dei tre migliori giocatori delle rispettive squadre.
Immagina uno scenario simile in cui ti ritrovi schierati Ronaldo, Bale e Messi: il tridente definitivo. Peccato tu possa proteggerne solo uno per round/scambio. La parola ordine è agire d'astuzia: prima si sceglie un giocatore dal proprio avversario, poi uno da proteggere (per essere sicuro di non perderlo) e infine uno di cui ci si vuole sbarazzare. Potrebbe accadere questo: tu che strappi Modric allo sfidante e proteggi Bale, e lui che resta a bocca asciutta perché seleziona quest'ultimo (protetto e intoccabile), in quanto nessuno sano di mente lascerebbe Ronaldo o Messi scoperti. Una trovata semplice eppure in grado di regalare emozioni incredibili ogni volta, e potenzialmente all'infinito. Almeno fino all'arrivo di PES 2019.

È pieno di momenti “wow”

I migliori calciatori sono pagati profumatamente per via del loro talento smisurato. Il che significa che i migliori dribblatori hanno un controllo pressoché totale della palla, mentre a gente come Toni Kroos basta sfiorarla per raggiungere qualsiasi compagno di squadra e metterlo nella miglior condizione per poter segnare. Nelle azioni contestuali Neymar eseguirà una rabona invece di un semplice passaggio, e ti lascerà di sasso. Un pallone vagante finito sui piedi di Gareth Bale finirà quanto prima nell'angolo più difficile da raggiungere, e poi direttamente in rete. PES 2018 è pieno di questi momenti in grado di farti alzare dalla sedia. E come se non bastasse punizioni e rigori sono stati migliorati per offrire maggior controllo. Tutto sembra fatto appositamente per rendere memorabili le partite e per trasmettere l'appagante sensazione di aver dato vita a quei momenti attraverso il proprio stile di gioco.
Più moderno che mai, anche graficamente

Più moderno che mai, anche graficamente

© Konami

Fila tutto liscio

Chiunque giochi i titoli calcistici sa benissimo che ci vuole sempre del tempo per entrare in sintonia con ogni nuova edizione. Ci giochiamo per centinaia di ore, ogni anno, e tante sfumature emergono solo dopo molto tempo. Con PES 2018 sentiamo di essere entrati in sintonia praticamente da subito: con i passaggi, i tiri (fantastici come sempre), con gli arbitri, stavolta meno indulgenti. I portieri e tanti altri elementi, a partire dai menu, hanno avuto un miglioramento, rendendo questo PES il migliore degli ultimi anni (sicuramente dell'era PS4/Xbox One). I giochi di calcio quando sono fatti bene ci fanno sentire come dei veri e propri eroi: PES 2018 pone il giocatore al centro e lo trasforma in una superstar, riportandolo ai tempi in cui era un bambino e sognava di diventare un cannoniere di qualche celebre squadrone europeo.
Non è tutto rose e fiori sia chiaro - a partire dalla questione licenze - ma Konami ha dimostrato di aver tenuto in considerazione i commenti e le critiche dei fan, gli stessi che continuano, anno dopo anno, a supportare PES e a contribuire alla sua rinascita. Modalità del passato riportate in auge, qualche squadra in più (oltre a maggiore attenzione nei particolari dei team di cui Konami possiede la licenza) e un gioco graficamente più accattivante sono una cosa, ma come se non bastasse PES 2018 è anche spettacolare, pad alla mano. Solo il tempo ci dirà se sarà il miglior simulatore sportivo dell'anno.