Esistono svariati modi per attraversare l'America 'On the Road'. Ad esempio, avete mai sentito parlare della famigerata "Cannonball Run"?In pratica, una non-stop drive da New York a Santa Monica Pier, in California. Niente male.
Oppure c'è la Race Cross America, che il biker austriaco Gerhard Gulewicz si appresta a percorrere per la nona volta. Un percorso decisamente affascinante e faticoso, che Gerhard ci racconta in questa intervista.
Gerhard, raccontaci cos'è la Race Across America...
È uno degli eventi più estenuanti del pianeta. 3000 miglia (4828 km) da Oceanside (California del Sud) a New York City. Ci sono 400 atleti suddivisi in team da 8, team da 4, e biker in solitaria, come me per esempio.
Come sei arrivato a scoprire questo evento?
Dopo aver vinto il campionato mondiale di 24 ore in mountain bike, sono andato a caccia di qualcosa di più lungo. Ho corso la mia prima RAAM nel 2006, e da allora sono riuscito a portarla a termine ogni anno.
Cosa la rende diversa da ogni altra gara al mondo?
Come le altre Grandi Corse, bisogna superare sezioni pianeggianti, colline e catene montuose. Ma una delle differenze col Tour de France, ad esempio, è che la gara non è divisa in tappe.
Niente tappe? Quindi parti e... continui ad andare?
Sì, praticamente sì. Pedalerò per 40 ore prima di fermarmi a riposare. Poi dormirò un'ora e ricomincerò a pedalare per altre 24 ore, dormirò per una e pedalerò altre 24... dormendo circa sette ore in totale.
Sette ore...?
Ho una macchina di supporto che deve starmi dietro durante tutto il percorso, con dentro tre persone: un navigatore, un dottore e un supporter. Loro si occupano di farmi bere e mangiare durante la gara. Seguo un'alimentazione speciale, a base di elettrliti e carboidrati; consumo circa 800 calorie e fino a un litro d'acqua all'ora nelle sezioni più calde.
Qual è il tuo obiettivo giornaliero?
Coprire circa 600km in media. Chiaramente nelle prime 24 ore si è più freschi e si riesce a macinare più strada che nelle ultime 24. La gara ogni anno diventa più veloce.
E il tuo obiettivo finale?
Beh, sogno la vittoria. Ho modificato moltissime abitudini nel mio allenamento per essere al meglio. Ho perso circa 10 kg rispetto il mio peso forma dell'anno scorso: ora peso solo 63 kg e ho anche apportato numerose modifiche tecniche al mezzo. Sono arrivato due volte secondo e due volte terzo, ora vincere sarebbe bellissimo.
L'incognita più grande?
In 3000 miglia può succedere qualsiasi cosa. A cominciare dalle condizioni climatiche - si passa dalle montagne gelide ai circa 50° gradi delle sezioni desertiche, anche se a questo siamo preparati.
Poi c'è il fattore vento contrario, o alle spalle, può fare molta differenza. E potrebbe anche succedere di dover pedalare più in fretta di un temporale, o un tornado...
La gara, partita il 10 giugno, si sta confermando uno degli eventi più spettacolari - e controversi - al mondo. Per noi italiani le speranze sono riposte in Nico Valsesia, biker novarese giunto alla quarta partecipazione.
Nico, che ha già collezionato un secondo, un quinto e un sesto posto, si sta difendendo molto bene.
Sembra incredibile, ma mi ricordo perfettamente ognuno dei 4800 km della RAAM; ti posso dire se dopo una curva c'è un benzinaio, dove inizia una salita, dove il panorama cambia... è una corsa che ho tutta stampata nella mente - Nico Valsesia
Per seguire Nico, date un'occhiata qui.
