Kevin Benavides del Red Bull KTM Factory Team in azione durante la Stage 6 della Dakar 2022.
© Marcelo Maragni/Red Bull Content Pool
Rally Raid

Ecco tutto quello che c'è da sapere sulla Dakar 2023

Il 31 dicembre oltre 800 piloti si ritroveranno in Arabia Saudita per la gara più dura del mondo del Motorsport. Scopri tutto quello che c'è da sapere sull'edizione 2023 della Dakar!
Di Stefano Nicoli
14 minuti di letturaAggiornato il
Una sfida nella sfida. Il Rally Dakar 2023, per tutti i coraggiosi che vi prenderanno parte, rappresenterà questo. A partire dal 31 dicembre 2022 e fino al 15 gennaio 2023, oltre 800 tra piloti e navigatori saranno messi di fronte a un estenuante percorso - il più lungo mai visto dal 2014 in poi - che li condurrà da un lato all'altro dell'Arabia Saudita, Paese che si prepara a ospitare interamente il Rally Raid più famoso del mondo per il quarto anno consecutivo.
A differenza di quanto accaduto nelle edizioni passate, infatti, la carovana della Dakar non si aggirerà nella sola parte occidentale dello Stato della penisola arabica: uomini e mezzi inizieranno la loro Odissea dalla parte occidentale del Paese, sulle sponde del Mar Rosso, per poi concluderla a Dammam, città che sorge sulla costa orientale del Paese affacciandosi sulle acque del Golfo Persico. In mezzo a questi due estremi, distribuiti tra 15 giorni e 14 Stage, ad attendere i protagonisti della Dakar 2023 ci saranno oltre 8.500 km di dune sabbiose, deserti desolati e aspre pietraie.
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Che cos'è la Dakar?

La Dakar - che continua a chiamarsi come la capitale del Senegal nonostante la gara non si disputi più in Africa a partire dall'edizione 2009 - è il più famoso rally raid del mondo. È una competizione off-road, disputata su distanze incredibili e con una durata che oscilla tra i 12 e i 15 giorni, aperta a veicoli a motore (e su ruote) di vario tipo. Auto, moto, quad, SSV, camion: la Dakar è una gara aperta a tutti i mezzi che siano in grado di sopravvivere alle sfide a cui il percorso li sottopone, e non è stato raro nel corso degli anni vedere vetture assolutamente stravaganti schierarsi con coraggio ai blocchi di partenza.
È una gara che spinge oltre i limiti sia i veicoli - chiamati a offrire prestazioni mostruose su terreni impervi e con temperature proibitive - sia gli uomini, alle prese con un clima inospitale e con tutte le difficoltà legate al dover riparare in fretta (e in autonomia) le eventuali noie tecniche e le innumerevoli forature patite dai loro mezzi nel corso delle varie Stage.
Vuoi vedere con i tuoi occhi di cosa si tratti? Non perderti allora gli highlights dell'edizione 2023 della corsa, trasmessi al termine di ogni giornata su Red Bull TV.
Guarda i momenti migliori del Rally Dakar 2022:

21 min

Dakar Daily - Post-show

Catch up with the off-road highlights after more than 4,000km of racing over treacherous Saudi Arabian sands.

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Quali abilità devi avere per correre?

Il sapere effettuare delle riparazioni e la mera abilità di guida potrebbero non essere sufficienti se si vuole risultare competitivi in una gara come la Dakar. Tra le dune del deserto, mentre si viaggia a velocità impensabili in zone e territori privi di punti di riferimento visibili e riconoscibili, è fondamentale possedere l'intuito necessario per individuare il giusto percorso da seguire, venendo chiamati spesso a districarsi in un dedalo di tracce su superfici scoscese e insidiose.
Allo stesso modo, fondamentale è anche l'abilità nella navigazione. Alla Dakar non ci sono tracciati come in Formula 1, e non c'è neppure spazio per ricognizioni o shakedown, come accade invece nel WRC. Qui ci si schiera al via, pronti per affrontare centinaia di km cronometrati, consapevoli del fatto che solamente il nostro fido GPS e le indicazioni contenute nel roadbook - consegnatoci pochi minuti prima dello start di ciascuna Stage - ci permetteranno di raggiungere l'agognata linea del traguardo. Quest'ultima, peraltro, potrà essere tagliata solamente dopo avere raggiunto tutti i waypoint indicati dall'appena citato roadbook, pena una penalità in termini di tempo che potrebbe tagliarci fuori da un'eventuale lotta per la vittoria.
Da questa, certamente esclusi saranno tutti i coraggiosissimi amatori e appassionati che, per coronare il sogno di una vita intera o per continuare ad alimentare una passione innata, ogni anno si schierano al via della gara al fianco di blasonatissimi campioni delle due e delle quattro ruote. La Dakar è una gara tanto estrema quanto... popolare: vi basti pensare che al via dell'edizione 2022 si sono presentati oltre 800 persone, provenienti da ben 68 Paesi.
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Qual è la storia della Dakar?

Tutto nasce dalla mente del visionario avventuriero francese Thierry Sabine, che dopo essersi smarrito nel 1977 tra le dune del deserto del Ténéré nel corso di un rally raid ebbe l'intuizione di crearne uno a sua volta. L'idea di Sabine si tramutò in realtà solamente due anni più tardi, nel 1979, quando la prima edizione della gara scattò da Parigi, in Francia, e terminò a Dakar, in Senegal: era nata la Parigi - Dakar, l'evento che di lì a poco sarebbe diventato simbolo dell'inizio della stagione motoristica precedendo di poco il via del Rally di Monte-Carlo.
Ragioni storiche - e soprattutto economiche - imposero svariate modifiche all'itinerario della gara nel corso degli anni a venire, ma fino al 2007 la Dakar rimase strettamente legata a quel Continente Nero che l'aveva vista nascere diversi decenni prima. Nel 2008, però, la presenza di tensioni politiche (e addirittura di minacce terroristiche) in alcuni dei Paesi che avrebbero dovuto ospitare quell'edizione poi non disputata fornirono l'assist per un netto mutamento di rotta: la Dakar abbandonò l'Africa, approdando in Sud America fino al 2019 e scrivendo parte della propria storia sui terreni di Argentina, Cile, Peru e Bolivia, attraverso le Ande e il deserto di Atacama.
L'edizione 2020, infine e finora, ha segnato l'inizio di un terzo importante capitolo nella storia della Dakar: quello raccontato tra le dune sabbiose dei deserti dell'Arabia Saudita. Che è vero, non è poi così vicina a quella Dakar di cui la gara porta orgogliosamente il nome. Ma che, forse più di quanto non siano riuscite a fare le pur affascinanti edizioni sudamericane, è riuscita a riportare la corsa nell'alveo di un percorso più affine a quello che ha caratterizzato le edizioni delle origini, mantenendo peraltro pressoché inalterato lo spirito avventuriero che da sempre la distingue.
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Quanto dura la Dakar?

Nel caso dell'edizione 2023, oltre due settimane. Il prologo della corsa si terrà infatti sabato 31 dicembre 2022, mentre l'arrivo è ufficialmente previsto nella giornata di domenica 15 gennaio 2023. Sono 14 le Stage in programma per la Dakar 2023, con l'ormai tradizionale Rest Day fissato per lunedì 9 gennaio 2023. Saranno poi 8.549 i km da percorrere complessivamente, con il cronometro conterà "solo" in 4.706 di essi. Così come accade in altre competizioni rallystiche, infatti, non è l'intero percorso a contare ai fini della classifica: uomini e mezzi dovranno affrontare svariate sezioni di trasferimento - nelle quali il tempo sarà irrilevante - prima di entrare nella Stage e dare così il via alla prova cronometrata vera e propria.
Trattandosi di una gara destinata a durare oltre due settimane, vien da sé che piloti e membri del team abbiano bisogno di un luogo in cui potersi riposare. È qui che entra in scena il bivacco, la "città" itinerante che segue la Dakar per tutto il suo percorso offrendo ristoro sia agli atleti che ai loro mezzi, pronti per essere sottoposti alle cure dei meccanici una volta terminate le fatiche giornaliere. Certo, "riposo" è un termine che potrebbe sembrare piuttosto forte quando si è alle prese con arrivi al tramonto seguiti da partenze all'alba, ma tant'è: anche questo fa parte dell'inconfondibile spirito della Dakar.
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Cosa c'è da aspettarsi dal percorso della Dakar 2023?

Sabbia. Tanta, tantissima sabbia. Come anticipato poco più sopra, i protagonisti dell'edizione 2023 del rally raid più duro del mondo scatteranno dalle rive del Mar Rosso, faranno rotta verso sud lungo la Valle di Dawasir, punteranno verso est attraversando le montagne, trascorreranno tre lunghissimi giorni nel mare di dune dell'Empty Quarter - quello che gli arabi chiamano Rub' al-Khālī, il deserto di sabbia più grande del mondo - e concluderanno la propria corsa a Dammam, sulle rive del Golfo Persico. Era dall'edizione 2014 che non si vedeva un percorso così lungo, con gli organizzatori che promettono sfide estenuanti anche per i partecipanti più esperti.
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Chi sono le stelle della Dakar?

Guardando al passato non possono non essere fatti i nomi di piloti del calibro del francese Didier Auriol, del finlandese Ari Vätanen e degli italiani Edi Orioli e Fabrizio Meoni, mentre tenendo ben fissi gli occhi sul presente spiccano - e non poco - i nomi del qatariota Nasser Al-Attiyah, dello spagnolo Carlos Sainz (padre del Carlos Sainz pilota Ferrari), dell'australiano Toby Price e dell'austriaco Matthias Walkner.
C'è poi un nome che, senza offesa alcuna per i blasonatissimi fenomeni delle due e delle quattro ruote appena citati, quando si parla di Dakar spicca per importanza su tutti gli altri: è quello di Stephane Peterhansel, un vero e proprio eroe dei due mondi. Il francese, noto anche come "Mr. Dakar", è riuscito a vincere per ben 14 volte, 6 delle quali in moto (con il primo successo datato 1991) e 8 delle quali in auto, con l'ultima affermazione che risale al 2021.
Nasser Al-Attiyah, di Toyota Gazoo Racing, festeggia la vittoria alla Dakar 2022 al termine della Stage 12.

Nasser Al-Attiyah, quattro volte vincitore della Dakar

© Flavien Duhamel/Red Bull Content Pool

È assai probabile che Peterhansel non rimpianga troppo i tempi trascorsi in sella a una moto: disputare la Dakar alla guida di un mezzo con sole due ruote non è impresa facile. I piloti utilizzano attualmente moto spinte da motori quattro tempi da 450 cc, attrezzate ovviamente con enormi ammortizzatori, gomme riempite di mousse per evitare di subire una foratura ogni 35 m ed enormi serbatoi di benzina pensati per permettere la traversata del deserto. La navigazione, per i motociclisti, è ancora più difficile: i piloti, non potendo chiaramente contare su di un co-pilota, devono sbrogliarsela da soli mentre viaggiano a tutta velocità da un waypoint all'altro nel tentativo di far segnare il miglior tempo della Stage. Thierry Sabine disputò quel Rally Raid nel 1977 esattamente in questo modo, e non sono pochi coloro che pensano che sia questo il modo più puro e vero di affrontare la Dakar.
Sam Sunderland del Gas Gas Factory Racing festeggia al traguardo della Stage 12 dell'edizione 2022.

Il vincitore del 2022, Sam Sunderland, festeggia con Matthias Walkner, 3°

© Flavien Duhamel/Red Bull Content Pool

Una grande novità regolamentare sta per fare poi il proprio ingresso alla Dakar. Gli organizzatori hanno infatti deciso che un bonus in termini di tempo al km sarà dato a chi, avendo chiuso nelle posizioni di testa una Stage, dovrà fare da battistrada nel corso di quella successiva. Accadeva infatti spesso che il vincitore di una Stage, costretto da regolamento ad aprire la Stage del giorno seguente, perdesse moltissimo tempo alla ricerca del giusto percorso (trovato più facilmente dai suoi avversari anche sulla base dei suoi errori): quest'anno, invece, il pilota che avrà per esempio fatto da battistrada nei primi 200 km della Stage riceverà un bonus di 1"5 al km - equivalente dunque a 300" -, con il 2° che lo riceverà pari a 1" al km e con il 3° che avrà infine a disposizione un bonus di 0"5 al km.
Nulla di tutto ciò sarà invece riservato ai mastodonti del deserto: i camion. Veloci, imponenti e inarrestabili, i camion che prendono parte alla Dakar entrano con prepotenza nei piani alti della classifica dedicati ai mezzi più incredibili che il mondo delle corse abbia mai visto. Dopo avere già vinto la Dakar a bordo di un quad - e consapevole di poter sfruttare il "vuoto di potere" generato dal forfait dell'invincibile armata KAMAZ - Ignacio Casale e il suo Tatra sono tra i grandi favoriti per la vittoria finale.
D'altro canto, la presenza del cileno tra i camion fa sì che possano esserci invece diversi piloti in lotta per la vittoria tra i quad, categoria che ogni anno regala emozioni e duelli assieme a quella dei Lightweight Prototype, i velocissimi e scattanti SSV. Tra questi ultimi, occhi puntati su Francisco 'Chaleco' López, Cristina Gutiérrez e sui giovani talenti americani Seth Quintero e Mitch Guthrie Jr..
Cristina Gutierrez (ESP) of Red Bull Off-Road Junior Team races during Stage 11 of Rally Dakar 2022 around Bisha, Saudi Arabia on January 13, 2022.

In 2022, Cristina Gutiérrez was the first woman to win a stage since 2005

© Marcelo Maragni/Red Bul Content Pool

Quintero, in particolare, ha un conto apertissimo con la Dakar. Assieme al suo navigatore Dennis Zenz, il promettente talento statunitense è riuscito a centrare ben 11 vittorie di Stage nell'edizione 2021. Si sarebbe trattato di un vero e proprio successo assoluto per i due, se non fosse stato per quel guasto meccanico che - già nel corso del Day 2 - li aveva messi brutalmente fuori gioco dalla lotta per la vittoria di categoria.
A tutte le categorie di cui sopra, infine, si dovrà aggiungere quella che è stata introdotta a partire dalla Dakar 2020. La prima edizione andata in scena tra le dune dell'Arabia Saudita ha infatti dato il benvenuto alla Dakar Classic, dedicata - come il nome lascia facilmente intendere - a quei veicoli che hanno fatto la storia del rally raid più celebre del mondo. Volskwagen Beetle, Fiat Panda, Porsche 959: alcuni tra i mezzi più iconici della corsa prenderanno parte anche all'edizione 2023, seppure non lottando ovviamente per la vittoria assoluta e non affrontando lo stesso percorso che gli organizzatori hanno riservato ai moderni mostri del deserto. Non commettete comunque l'errore di credere che la loro sia una passeggiata di piacere: gli 89 veicoli iscritti alla Dakar Classic percorreranno infatti ben 6.542 km complessivi, 3.350 dei quali cronometrati.
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Auto: chi sono i favoriti della Dakar 2023?

Stéphane Peterhansel ed Edouard Boulanger al volante dell'Audi RS Q e-tron del Team Audi Sport durante la Stage 11 della Dakar 2022.

Stéphane Peterhansel e la sua Audi RS Q e-tron

© DPPI/Red Bull Content Pool

La lotta al vertice, stando almeno ai pronostici, parrebbe destinata a essere ancora più serrata di quella che ha caratterizzato l'edizione 2022. Parlando di favoriti, non si può non citare Nasser Al-Attiyah: il qatariota, vincitore lo scorso anno alla guida di un rinnovato Toyota Hilux, con i suoi quattro successi in carriera ha dimostrato di essere velocissimo tra le dune che lo hanno praticamente visto crescere. Al-Attiyah non sembra affatto intenzionato a cedere il trono, ma dovrà vedersela con mostri sacri del calibro di Sebastien Loeb: l'alsaziano, il "Cannibale" del WRC, ha chiuso 2° nel 2022 al volante del suo buggy Hunter mostrando però una crescita sempre maggiore che non può e non deve lasciare tranquilli i suoi avversari.
Tra questi ultimi figurano sicuramente i tre alfieri dell'armata Audi, schierati al via a bordo delle rinnovate Audi RS Q e-tron E2, i prototipi elettrici dotati di range extender. Carlos Sainz, lo svedese Mattias Ekström - vecchia conoscenza del WRX - e il leggendario Stephane Peterhansel vorranno infatti tornare a essere nuovamente della partita dopo le difficoltà tecniche incontrate lo scorso anno con un'innovativa vettura all'esordio. La lotta per la vittoria assoluta, a ben vedere, è più aperta che mai.
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E tra le moto, invece, chi è il favorito?

Per tentare di dare una risposta a questa domanda si può ricorrere, esattamente come accaduto per le auto, alla classifica dell'edizione 2022. Tra coloro che saranno in lotta per il successo assoluto figurerà sicuramente Sam Sunderland: il pilota di Sua Maestà lo scorso anno ha centrato il terzo sigillo personale, regalando la prima, storica vittoria al marchio GasGas e riuscendo ad avere la meglio sui suoi agguerriti ex compagni di squadra di KTM.
Sotto le tende del Factory Team del marchio di Mattighofen ci sono infatti altri quattro successi alla Dakar: l'australiano Toby Price ne vanta due, mentre l'austriaco Matthias Walkner e l'argentino Kevin Benavides hanno nel palmarés una vittoria ciascuno. Impossibile poi non citare Joan "Bang Bang" Barreda e Pablo Quintanilla, così come è doveroso ricordare Adrien Van Beveren e il giovanissimo Daniel Sanders, autore nel 2022 di una gara davvero da incorniciare. Con tutti questi talentosi piloti al via dispiace quasi che sia solamente uno di loro a essere incoronato vincitore, non trovate?
Toby Price è a caccia della sua terza vittoria alla Dakar.

Toby Price è a caccia della sua terza vittoria alla Dakar

© Flavien Duhamel/Red Bull Content Pool

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La Dakar si muove verso la sostenibilità

Così come una moltitudine di categorie del mondo dei motori, anche la Dakar sta muovendo i propri passi verso una sempre maggiore sostenibilità. L'edizione 2022 della corsa ha infatti visto l'approdo di un prototipo elettrico dotato di range extender - la poco più sopra citata Audi RS Q e-tron - mentre quest'anno è stato permesso l'utilizzo generalizzato di biocarburanti tanto per le auto quanto per i camion.
I programmi della Dakar, per il prossimo futuro, sono piuttosto ambiziosi: a partire dal biennio 2024-2025 gli organizzatori prevedono infatti un boom della categoria T1U (quella a cui per ora appartiene la sola Audi), mentre per il 2026 si prevede che la maggioranza dei piloti di punta prenderà parte alla gara alla guida di veicoli a basse emissioni. Se si tratti di utopia, di semplice ottimismo o di attenta e programmata pianificazione, beh... solamente il tempo saprà dircelo.
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Quando inizierà la Dakar 2023?

Il prologo ufficiale dell'edizione 2023 della Dakar darà il via alle danze nella giornata di sabato 31 dicembre 2022, mentre tutto si concluderà domenica 15 gennaio 2023.
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Dove vedere la Dakar 2023?

Preparati a gustarti il Dakar Daily, il video giornaliero che fornirà highlights, interviste dai bivacchi e il racconto di tutto l'accaduto delle varie giornate di gara. Dove potrai trovarlo? Chiaramente su Red Bull TV!
Assicurati di avere a portata di mano l'app gratuita Red Bull TV per non perderti nulla dell'edizione 2023 della Dakar!

Parte di questa storia

Dakar Rally 2023

Tra le dune sabbiose dei deserti dell'Arabia Saudita, il Rally Dakar 2023 è pronto a scrivere altre pagine epiche nella storia del rally raid.

Carlos Sainz

Dopo aver lasciato il WRC, Carlos Sainz ha iniziato una nuova sfida, affrontare i rally cross-country.

SpainSpain

Nasser Al Attiyah

Nasser ha vinto tre volte la Dakar, nel 2011, nel 2015 e nel 2019

QatarQatar

Stéphane Peterhansel

Da campione francese junior nello skateboard a primatista della Dakar, la straordinaria disciplina di Stéphane Peterhansel lo ha messo costantemente una spanna sopra i suoi avversari

FranciaFrancia

Toby Price

Con il terzo posto all'esordio assoluto nella Dakar, si è meritato una sella nel KTM Red Bull Racing Team.

AustraliaAustralia

Matthias Walkner

E' stato l'ultimo campione del mondo Cross-Country

AustriaAustria

Sam Sunderland

Il vincitore del Merzouaga Rally e il pilota britannico Sam Sunderland lo si può trovare anche sui sentieri sterrati del Regno Unito o tra le dune di sabbia dei rally raid di tutto il mondo.

United KingdomUnited Kingdom

Mitch Guthrie Jr.

Following in the footsteps of his famous father, American driver Mitch Guthrie Jr. already has some impressive race wins on his résumé.

United StatesUnited States

Sébastien Loeb

Dopo aver vinto quasi ogni tappa WRC negli ultimi dieci anni, Sébastien Loeb ha inciso per sempre il suo nome sui libri della storia dello sport.

FranciaFrancia

Ignacio Casale

One of the very best quad riders in the world, Casale has won the legendary Dakar Rally on three occasions. He's now racing trucks in the desert.

ChileChile

Cristina Gutiérrez

A naturally gifted driver, Spain's Cristina Gutiérrez made history in 2021 when she became only the second woman ever to win a Dakar Rally stage.

SpainSpain

Francisco López

A master of the sand dunes, Chile's Francisco López loves nothing more than testing his skills at the famous Dakar Rally.

ChileChile