Primo piano di Lewis Hamilton
© Getty Images/Red Bull Content Pool
F1

Quelli che la pole è un gioco da ragazzi

Hamilton diventa il pilota che ha realizzato la pole su più circuiti: ecco la Top 10 in Formula 1
Di Giovanni Cortinovis
7 minuti di letturaPublished on
Per battere un avversario fortissimo bisogna essere in grado di alzare l’asticella, spostare un po’ più in alto i propri limiti. È quanto è accaduto a Lewis Hamilton, per la prima volta opposto - da quando difende i colori della Mercedes - a una Ferrari all’altezza della situazione. Prima di quest’anno il britannico aveva disputato 10 Gran Premi del Giappone, conquistando la pole nei primi due. Dopo il trasferimento a Suzuka nel 2009 non era però più riuscito a precedere i rivali in qualifica: in 8 edizioni aveva rimediato 3 secondi posti, 3 terzi, un ottavo e un nono.
Lewis ha cancellato la maledizione quest’anno con un giro in 1’27’’319, più di 2 secondi sotto il precedente record della pista che dal 2006 apparteneva a Felipe Massa. Hamilton ha rifilato la bellezza di 332 millesimi a Valtteri Bottas e 472 millesimi a Sebastian Vettel. In tal modo si è assicurato la pole numero 71 in carriera, ossia 3 in più di Michael Schumacher e 6 in più di Ayrton Senna. E ha anche aumentato di una tacca un altro record che già gli apparteneva. Parliamo del numero di circuiti differenti in cui ha realizzato almeno una pole. Curiosi di conoscere i migliori di questa classifica? Questa è la Top 10 di tutti i tempi.

1) Lewis Hamilton: pole in 26 circuiti diversi

Lewis Hamilton Mercedes GP Germania 2013 Nurburgring

Hamilton in pole al Nurburgirng

© Daimler Global Media

Nella sua carriera il britannico ha gareggiato su 29 piste differenti e dopo aver sfatato il tabù Suzuka gliene restano solo 3 in cui non è mai partito in pole: Istanbul, Nuova Delhi e Magny-Cours, che però sono tutte e tre fuori dal Mondiale da qualche anno. Ciò significa che in tutti e 20 i circuiti del Mondiale 2017 ha raccolto almeno una pole, avendo cancellato a giugno anche lo zero di Baku. E l’anno prossimo, con il ritorno in calendario della Francia, può aumentare ulteriormente il suo bottino, qualunque sia la pista scelta.

2) Alain Prost: pole in 22 circuiti diversi

Alain Prost

Alain Prost

© [unknown]

Il Professore era un abitudinario che andava forte sulle piste predilette e faticava a fare la differenza sui circuiti meno amati, come Brands Hatch e l’Hungaroring. Non a caso fino ai primi anni Novanta erano appena 13 i circuiti differenti nei quali era partito almeno una volta davanti a tutti. Ma quando, nel 1993, si è ritrovato alla guida della formidabile Williams FW15C non ha più dovuto temere nulla: quell’anno si è preso 13 pole, 9 delle quali su piste che non gli avevano mai sorriso prima in prova, inclusa l’Ungheria.

3) Sebastian Vettel: pole in 21 circuiti diversi

Sebastiane Vettel al GP Canada 2016

Sebastian Vettel nell'abitacolo Ferrari

© Scuderia Ferrari

Il tedesco ha accumulato buona parte del suo bottino dal 2008 al 2012: pole in 20 circuiti differenti, ma poi si è bloccato, non riuscendo a trovare il feeling con le new entry Baku, Città del Messico e Spielberg. Sochi l’ha aggiunta alla sua lista quest’anno ma restano ancora 8 caselle vuote. La più incomprensibile riguarda Barcellona, nella quale ha già gareggiato 10 volte, lo stesso numero di Suzuka e Singapore che però gli hanno fruttato 4 pole ciascuna. Dovesse eliminare un po’ di zero potrebbe raggiungere Hamilton.

4) Ayrton Senna: pole in 20 circuiti diversi

Ayrton Senna, altro re della pole

Ayrton Senna, altro re della pole

© Miguel Costa Jr.

Prima della comparsa di Ayrton in Formula 1 non c’era stato un solo pilota capace di realizzare almeno una pole su 20 tracciati differenti. Il brasiliano tagliò questo traguardo nel penultimo GP della sua breve vita sul circuito giapponese di Aida che per 2 anni è stato teatro del Gran Premio del Pacifico. Era, come è noto, il 1994 e Senna fece segnare un tempo che ancora oggi è imbattuto. Senna era invece allergico all’Austria e al Sudafrica: in entrambi i Paesi ha raccolto zero pole ed è rimasto a secco anche di vittorie.

5) Nigel Mansell: pole in 20 circuiti diversi

Nigel Mansell, pole su 20 piste diverse

Nigel Mansell, pole su 20 piste diverse

© Divulgação

Pur totalizzando “appena” 32 pole position in Formula 1 il leone inglese è stato abile nel disperderle su una ventina di piste: a differenza dei piloti che lo precedono non è mai andato oltre le 3 pole su un solo circuito. Come Senna anch’egli non aveva un buon rapporto con l’Osterreichring: in 8 edizioni solo due volte è partito in prima fila e sempre dalla seconda casella. In totale sono 12 le piste in cui ha fallito l’appuntamento con la pole, e tranne in 4 nelle altre ha avuto a disposizione almeno 3 possibilità.

6) Michael Schumacher: pole in 19 circuiti diversi

Michael Schumacher

Michael Schumacher

© Ferrari

Il cannibale tedesco ha moltiplicato a dismisura la filosofia di cui parlavamo prima riguardo a Prost: 68 le sue pole su appena 19 piste diverse, il che equivale a dire che per ciascuna ha ottenuto una media di 3,57 pole. Merito delle 8 pole di Suzuka, delle 7 all’Hungaroring e a Barcellona, delle 6 di Montreal, solo per citare le piste preferite in qualifica. A differenza di Alain però Schumi è arrivato rapidamente a quota 18, toccata nel 2002. E da lì è avanzato solo una volta con la pole del 2004 a Sakhir. Poi più nulla.

7) Nelson Piquet: pole in 17 circuiti diversi

Nelson Piquet

Nelson Piquet

© [unknown]

Pur avendo corso in Formula 1 in 3 decenni il brasiliano ha concentrato tutte le sue pole negli anni Ottanta, o meglio dal 1980 al 1987. Oltre tutto ha concesso il bis solo su 3 piste e il tris su un altro paio. Così con sole 23 pole (sole, si fa per dire) ha conquistato 17 piste differenti. Un risultato pazzesco, anche se in carriera ha gareggiato su 33 circuiti differenti. Di amore-odio la sua relazione a Hockenheim: in 13 GP non è partito una sola volta in prima fila ma è riuscito a vincere 3 volte.

8) Nico Rosberg: pole in 17 circuiti diversi

Nico Rosberg

Nico Rosberg

© GEPA pictures

Pur essendo a pari merito con Piquet l’abbiamo messo dietro perché ha disputato 2 GP in più. Nico si è tolto la prima soddisfazione nel 2012, incurante dell’ingombrante compagno di squadra che si ritrovava (Schumacher, of course). Tutte le sue 30 pole sono arrivate con la Mercedes, quasi tutte dopo il ritorno dei motori turbo. Nel suo palmares mancano però le migliori prestazioni in prova all’Autodromo di Monza, a Melbourne e in Malesia, nonostante abbia gareggiato su ciascuno dei 3 ben 11 volte.

9) Jim Clark: pole in 16 circuiti diversi

Jim Clark sulla sua Lotus

Jim Clark sulla sua Lotus

© Lotus

Spesso tendiamo a dimenticare che lo scozzese ha disputato la miseria di 72 GP validi per il Mondiale: in Formula 1 è rimasto dal 1960 al 1967 (più un’unica gara nel 1968) e all’epoca le gare stagionali oscillavano da 8 a 11. Ciò nonostante ha vinto 25 GP e realizzato 33 pole, record rimasto imbattuto per 22 anni. In totale Clark ha gareggiato su 20 piste e su 16 di queste ha stabilito almeno una pole: le assenti sono Le Mans, Porto, Riverside e Zeltweg ma per ciascuna di esse ha avuto una sola possibilità.

10) Niki Lauda e Fernando Alonso: pole in 14 circuiti diversi

Fernando Alonso

Fernando Alonso

© Ferrari

L’austriaco ha totalizzato 24 pole mentre lo spagnolo è fermo a 32 da quattro anni. Eppure entrambi sono partiti in pole su 14 piste. Niki ha fatto tutto con la Ferrari, dal 1974 al 1977, mentre con la McLaren negli anni Ottanta si è bruciato tante opportunità su piste ancora vergini per lui. Sono 18 le piste in cui non è riuscito a partire in pole, a partire da Buenos Aires su cui ha corso 7 volte. Fernando invece è salito a 11 piste con la Renault, ne ha aggiunta una con la McLaren e 2 con la Ferrari. Ma in altre 16 non ha mai conquistato la pole: pazzesco considerando i 15 GP corsi a Melbourne e i 14 a Suzuka e Spa.