Con la vittoria al debutto in Red Bull Racing al GP di Spagna, Max Verstappen diventa il più giovane vincitore nella storia della F1
© David Ramos/Getty Images
F1

I record più incredibili della Formula 1

I più veloci, i più giovani, i più titolati: diamo un'occhiata ai record più incredibili della storia della Formula 1
Di Red Bull Team
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Alla sua ventiquattresima gara, la prima con il team Red Bull Racing, Max Verstappen ha fatto la storia diventando il più giovane race leader, e primo classificato nella storia della F1 a soli 18 anni e 227 giorni di età.
Da allora, Verstappen è diventato un veterano della Formula 1, con 100 gare all’attivo alla tenera età di 22 anni, e continua imperterrito a stabilire nuovi record.
Quale momento migliore quindi per dare uno sguardo ad alcuni dei record dei più rapidi, più giovani e più veloci? Tenete gli occhi ben spalancati, o rischiate di perderli!

1. Il pit stop più rapido – Aston Martin Red Bull Racing 2019, Gran Premio del Brasile

Il record: 1.82 secondi
1.82 secondi. È tutto il tempo che è servito al team Aston Martin Red Bull Racing per sostituire tutte e 4 le ruote della RB15 di Max Verstappen ad Interlagos, frantumando il record detenuto dallo stesso team. Il primato precedente era di 1.88 secondi, ma il team Aston Martin Red Bull Racing ha alzato ulteriormente l’asticella in Brasile, stabilendo uno standard contro il quale immaginiamo gli altri team dovranno combattere per anni a venire.
Effettuare pit-stop dell’altro mondo è diventata una specialità per Aston Martin Red Bull Racing. Con ben 5 altri record di pit-stop solo nel 2019, il team ha letteralmente preso il volo per eseguire un pit-stop a gravità zero, cambiando le 4 ruote di una vettura Red Bull Racing a migliaia di metri dalla superficie terrestre. Ammirate l’impresa nel video qui sotto:

1 min

Il pit-stop a gravità zero

I meccanici del Red Bull Racing Formula One Team hanno realizzato un pit-stop nel Centro di addestramento cosmonauti Jurij Gagarin, in Russia: ecco com'è andata.

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2. Il giro più veloce – Lewis Hamilton, 2020, Gran Premio d'Italia

Il record: 264,362 chilometri orari
Le vetture che hanno disputato la stagione 2020 di Formula 1 sono state tra le più veloci che la storia di questo sport abbia mai conosciuto. Moltissimi record sono stati riscritti da vetture dotate di motori straordinariamente potenti e di un'aerodinamica incredibilmente efficace, ed è stata proprio una di queste monoposto a mettere a segno questo primato.
Nella Q3 delle qualifiche del Gran Premio d'Italia 2020, tenutosi come da tradizione sul velocissimo asfalto dell'Autodromo Nazionale Monza, Lewis Hamilton e la sua Mercedes W11 hanno infatti completato un giro del famoso tracciato brianzolo in 1'18"887. Questo crono ha permesso al #44 non solo di conquistare la pole position, ma anche di far segnare la stordente velocità media di 264,362 km/h: la più alta che una vettura di Formula 1 abbia mai raggiunto. Il record, purtroppo per Hamilton, non si è tramutato in una vittoria, con il GP d'Italia del giorno successivo che ha invece visto trionfare uno straordinario Pierre Gasly.
Lewis Hamilton davanti a Pierre Gasly nel GP d'Italia 2020

Lewis Hamilton davanti a Pierre Gasly nel GP d'Italia 2020

© Luca Bruno - Pool/Getty Images

3. Il più rapido a farsi multare – Sebastian Vettel, 2006, Gran Premio di Turchia

Il record: 6 secondi dopo il suo esordio in carriera
Sebastian Vettel ha infranto praticamente qualsiasi record della Formula 1, da essere il più giovane campione del mondo al maggior numero di vittorie consecutive ottenute, ma c’è un altro record di cui forse non va così fiero.
Durante la sua prima gara in F1 al Gran Premio di Turchia del 2006, Vettel venne multato per eccesso di velocità sulla pit-lane in uscita dai box, esattamente sei secondi dopo l’inizio della sua carriera di Formula 1.

4. Il primo classificato più giovane – Max Verstappen, 2016, Gran Premio di Spagna

Il record: 18 anni e 227 giorni
Max Verstappen ha iniziato a stabilire record dal primo momento in cui è arrivato in Formula 1 con Toro Rosso. A 17 anni e 166 giorni di età, l’olandese è diventato il pilota più giovane al suo debutto in Australia, per poi aggiudicarsi il record per pilota più giovane ad accumulare punti nella gara seguente in Malesia.
Dopo altre 24 gare, al suo debutto in Spagna con Red Bull Racing, Verstappen è diventato il primo vincitore olandese in F1, il più giovane pilota leader di gara, il pilota più giovane ad aggiudicarsi il podio e, naturalmente, il pilota più giovane a vincere una gara, togliendo così il primato a Sebastian Vettel, che ha condiviso il podio con l’olandese quello stesso giorno.

5. Il tempo più breve tra due piloti in qualificazione – Gran Premio Europeo 1997

Il record: 0.000 secondi tra il primo e secondo pilota
Il gran finale della stagione 1997 di Formula 1 si presentava già come un evento piuttosto interessante con Michael Schumacher e Jacques Villeneuve arrivati a Jerez ad un solo punto di distanza l’uno dall’altro. In più, la straordinaria sessione di qualificazioni prima della gara ha reso il tutto ancora più emozionante.
Villeneuve stabilì un tempo di qualifica di 1 minuto e 21.072 secondi aggiudicandosi provvisoriamente la pole. Poi, alcuni minuti dopo, Schumacher stabilì lo stesso identico tempo. Ancor più incredibile, il compagno di scuderia di Villeneuve Heinz-Harald Frentzen tagliò il traguardo segnando lo stesso tempo dei due sfidanti per il titolo. Tre macchine, tre tempi identici misurati al millesimo di secondo.

6. La gara più veloce - Gran Premio d'Italia 2003

Il record: velocità media di 247,585 chilometri all’ora
Nessuno si sorprenderà nello scoprire che la gara di Formula 1 più veloce di sempre sia stata corsa a Monza. Il Gran Premio d’Italia del 2003 è stato vinto da Michael Schumacher, con una velocità media di 247,585 chilometri orari in un tempo totale di 1 ora 14 minuti e 19.838 secondi, rendendola anche la gara di F1 (priva di bandiere rosse) più breve mai disputata.
Michael Schumacher al Gran Premio di Monza del 2003

Michael Schumacher vince la gara di F1 più veloce mai disputata

© Ferrari

7. La velocità massima più elevata – Juan Pablo Montoya, 2005, Gran Premio d’Italia

Il record: 372,6 chilometri orari
Un anno dopo aver effettuato quello che per anni è stato il giro più veloce nella storia della F1, Juan Pablo Montoya è tornato a Monza per stabilire un nuovo record mondiale durante il Gran Premio d'Italia, raggiungendo la velocità massima di 372,6 chilometri orari, la più alta mai registrata in Formula 1.

8. Il margine di vittoria più sottile – 1971, Gran Premio di Italia

Il record: una distanza di 0.09 secondi tra i primi tre classificati
Nella storia della Formula 1 non sono mancate le vittorie impensabili, ma nulla è paragonabile all’arrivo del Gran Premio d’Italia del 1971, nel corso del quale una fila quasi indistinguibile di cinque macchine ha tagliato il traguardo con distacchi infinitesimali.
Peter Gethin ebbe la meglio su Ronnie Peterson per soli 0.01 secondi, mentre François Cevert arrivò ad appena 0.09 secondi dalla vittoria. Mike Hailwood finì in quarta posizione a 0.18 secondi di distanza e Howard Ganley, che concluse la gara indietro di soli 0.61 secondi, rese quell’arrivo tra i primi cinque piloti il più serrato della storia.
L'arrivo al traguardo del Gran Premio d'Italia del 1971

L'arrivo al traguardo del Gran Premio d'Italia del 1971

© Popperfoto

9. La carriera più breve – Marco Apicella, 1993, Gran Premio d’Italia

Il record: 800 metri
Sono molti i piloti di Formula Uno ad aver gareggiato solamente in un gran premio, ma nessuno è stato al volante così poco come Marco Apicella durante la sua unica apparizione al Gran Premio d'Italia del 1993.
Il pilota italiano fece una buona impressione su Eddie Jordan, tanto da convincerlo a dargli l’opportunità di guidare per l'omonimo team solo in occasione della gara di casa, ma dopo essere stato coinvolto in una collisione con più veicoli alla prima curva del suo primo giro fu costretto ad abbandonare la propria carriera nel Circus dopo pochi secondi.

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Max Verstappen

Karting, F3 e F1, Max Verstappen ha la capacità di andare a prendersi qualsiasi cosa vedano i suoi occhi.

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