Tania Cagnotto durante i Giochi Olimpici
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Action in Pink: i nuovi sogni di Tania Cagnotto

La più grande campionessa italiana di tuffi: le medaglie ai Giochi di Rio e la scelta di ritirarsi
Di Denise Dellagiacoma
5 minuti di letturaPublished on
Non esiste l’atleta perfetto. Anche se sono molto testarda e disciplinata, di difetti ne ho moltissimi. Però credo che, come atleta, sia riuscita a dare tutto. Parlo di risultati e del mio approccio allo sport. Credo di aver fatto tutto il possibile”.
Tania Cagnotto, fresca di due medaglie olimpiche e del matrimonio con il suo Stefano, anche se ancora non si definisce “ex atleta” ha deciso di lasciare la carriera per “tuffarsi”, questa volta, nella routine di moglie e forse, in futuro, di mamma. Una carriera ricca di sacrifici, di soddisfazioni, di vittorie e successi. Tania è la storia dei tuffi. Un gran carattere e temperamento, anche se non ha mai nascosto le proprie debolezze. Tutti ricordiamo le lacrime di Londra 2012, riscattate a Rio 2016, per chiudere in bellezza il suo ricco palmarès con la medaglia di bronzo dal trampolino di 3 metri e quella d'argento nel trampolino sincro in coppia con Francesca Dallapé.
Tania Cagnotto: la soddisfazione dopo un tuffo

La soddisfazione di Tania dopo un tuffo

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Tania, quali sono le tue emozioni in questo momento? Ti senti ancora atleta o ti consideri una ex atleta? Hai parlato di una sorta di “liberazione”: è così?
Sì, devo dire che ancora non mi definisco una ex atleta, solo per non prendere decisioni affrettate. Però mi sento molto serena e felice. È come se avessi fatto il mio lavoro, ciò che andava fatto, insomma, e ora mi sento con la coscienza a posto. So anche di aver dato davvero tutto, che non ho più nulla da dare in questo sport. Per questo non credo di poter continuare. Mi è sempre piaciuta l'idea di chiudere in bellezza.
A proposito di bellezza, da sposa lo eri più di sempre. Com'è andato il tuo matrimonio?
Un giorno fantastico. Tutto è andato come speravo, dal meteo alla passione e l’amore di amici e parenti, al divertimento, alla musica, al cibo. Tutto, insomma. E io ero al settimo cielo.
Tania Cagnotto: matrimonio con Stefano Parolin

Il matrimonio di Tania e Stefano

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Torniamo a Rio. Come hai vissuto la preparazione all’Olimpiade? Te la sentivi che sarebbe finalmente arrivata quella “maledetta” medaglia?
Onestamente, il solo pensare alla medaglia mi terrorizzava. Avevo ancora il ricordo e la delusione di Londra nella mente e nel cuore. Anche se non lo volevo ammettere, sapevo che potevo andare a medaglia, ma nello stesso tempo sapevo anche che bastava pochissimo per non arrivarci. Del resto le gare sono così. Lo sport è così. La gara del sincro l'ho sofferta tantissimo. Ero troppo tesa, sentivo la doppia responsabilità, anche nei confronti di Francesca Dallapé. Ma ce l’abbiamo fatta, e dopo questa medaglia mi sono veramente alleggerita, liberata. Da lì in poi mi sono goduta l’Olimpiade. Ero certa che sarebbe andata bene anche l'individuale, me lo sentivo soprattutto perché saltavo finalmente senza pressioni. Non ero sicura della medaglia, ma che avrei saltato bene sì.
Tania Cagnotto durante i Giochi Olimpici

Tania in azione durante i Giochi Olimpici

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Sei nella storia, o meglio, sei LA storia dei tuffi. Nata per esserlo o solo grazie ai sacrifici?
Sicuramente un po’ il DNA ha fatto la sua parte, ma il sacrificio e il duro allenamento contano di più.
Che cosa sognavi da piccola? E che cosa sogni adesso?
Di partecipare alle Olimpiadi di Sydney come atleta più giovane. Ora sogno una famiglia e una vita serena e tranquilla.
E se non avessi fatto tuffi?
Mi sarebbe piaciuto fare la ballerina o studiare fisioterapia.
Che sport faresti fare ai tuoi figli?
A un maschietto pallanuoto oppure nuoto. A una femmina invece danza.
Chi è l'atleta che più stimi?
Ormai ex atleti: Antonio Rossi e Jury Chechi, e Alessandra Sensini.
Che cosa pensi del doping nello sport?
Che è una scorciatoia troppo facile e che poi ti rovina la vita.
Qual è stata la tua routine in tutti questi anni di agonismo?
In tutti questi anni mi allenavo e basta. Mattina e pomeriggio. Quindi è stato il mio lavoro, la mia vita. E poi ero sempre con la valigia in mano in giro per il mondo. Allenamenti e gare, allenamenti e gare, allenamenti e gare.
Come sarà d’ora in poi?
Per adesso non lo so. Non ci penso. Intanto sono impegnata per tre mesi a Roma per un programma televisivo.
Tania Cagnotto durante una gara

Tania durante una gara

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Se tornassi indietro di dieci anni cosa cambieresti nella tua vita?
Credo assolutamente nulla. Mi spiace solo di non essere riuscita a frequentare l’università.
Tra tre o quattro anni, invece, come e dove ti vedi?
Spero mamma, magari con un bel progetto di lavoro nell'ambito dello sport.
Qual è il ricordo più bello della tua carriera? E il più brutto?
Il più bello Kazan 2015, quando ho vinto il Mondiale, e Rio 2016. Il più brutto, ovviamente, Londra 2012: le due medaglie di legno per meno di venti centesimi.
Tania Cagnotto

Tania Cagnotto

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Qual è il tuo motto?
Siamo artefici del nostro destino.
Sei l'atleta perfetta. Un vero esempio da seguire. O vuoi svelarci anche il tuo tallone d'Achille?
Non esiste l’atleta perfetto. Anche se sono molto testarda e disciplinata, di difetti ne ho moltissimi. Però credo che, come atleta, sia riuscita a dare tutto. Come risultati e come approccio credo di aver fatto tutto il possibile.
Quanti tuffi pensi di aver fatto nella tua vita?
Questo non lo so. Ti dico solo: troppi!