Ski Jumping
Salto con gli sci: storia, regole e curiosità dello sport invernale
230 anni fa i contadini norvegesi inventarono il salto con gli sci, oggi professionisti come Ryōyū Kobayashi volano fino a 291 m di distanza: ecco storia, regole e curiosità di questo sport invernale.
La domanda è d'obbligo: a chi sarà mai venuta in mente l'idea di saltare da una collina innevata con gli sci, volare in aria come un uccello e, nel migliore dei casi, atterrare di nuovo con gli sci 100 m più a valle?
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Salto con gli sci: la nascita e i primi anni di storia
Quella che sembra una prova di coraggio mal concepita venne ideata dai contadini di montagna della provincia norvegese di Telemark nel XVIII secolo. Durante i lunghi e nevosi mesi invernali, attraversavano i pendii circostanti con gli sci e utilizzavano le piccole colline per fare dei salti che rendevano le loro giornate un po' meno monotone. L'entusiasmo per questa attività crebbe sempre di più e, alla fine, portò alla nascita di uno sport completamente indipendente: il salto con gli sci.
Il primo a registrare per iscritto questo nuovo fenomeno fu un ufficiale di marina olandese, Cornelius de Jong. Nel 1796 descrisse come i soldati di una compagnia sciistica norvegese utilizzassero i tetti delle case e dei fienili come trampolini per il salto con gli sci e scoprì che la forza di atterraggio poteva essere notevolmente ridotta se veniva trasferita su un pendio invece che su un terreno piatto.
Una piccola ma non trascurabile scoperta sulla strada del moderno salto con gli sci, una disciplina in cui - 230 anni dopo quel racconto - atleti come il saltatore giapponese Ryōyū Kobayashi possano volare per 291 metri! Ma di questo parleremo più avanti...
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Le tappe principali nella storia del salto con gli sci
Il salto con gli sci moderno non sarebbe quello che è oggi se, nel corso del XIX secolo, non si fossero verificati quattro avvenimenti chiave:
- 1809: il tenente Olaf Rye effettua il primo salto con gli sci ufficialmente misurato su una collina di neve autocostruita. Raggiunge una distanza di 9,5 metri.
- 1860: il norvegese Sondre Norheim batte il record di distanza che resisteva da 33 anni e salta 30,5 metri. All'epoca i saltatori usavano ancora i bastoncini da sci per mantenere l'equilibrio durante la rincorsa. Norheim è però un vero e proprio pioniere: è stato il primo atleta a utilizzare gli attacchi da sci.
- 1879: la prima collina ufficiale per il salto con gli sci viene costruita a Kristiania, l'attuale Oslo, dove da allora si tiene ogni anno la Huseby Hill Race.
- 1883: Torju Torjussen sviluppa l'atterraggio con il telemark, che ancora oggi è considerato il modo migliore per atterrare con successo su un pendio.
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Il salto con gli sci diventa uno sport olimpico nel 1924
Con la fondazione dei primi club e scuole di sci in Germania, Austria e Svizzera alla fine del XVIII secolo, il salto con gli sci raggiunse anche l'Europa centrale. Sondre Norheim, colui che aveva battuto il record nel 1860, era emigrato da tempo negli Stati Uniti con l'obiettivo di far appassionare le masse al suo sport grazie ai salti con gli sci nel circo. Norheim è probabilmente anche il motivo per cui molti sviluppi tecnici del salto con gli sci sono nati negli Stati Uniti.
Il salto con gli sci è infine diventato una disciplina olimpica nel 1924, in occasione dei primi Giochi Olimpici Invernali di Chamonix, in Francia. Nello stesso anno ha avuto inizio anche la lunga tradizione dei Campionati Mondiali di Sci Nordico, che si sono tenuti ogni anno fino all'inizio della Seconda Guerra Mondiale.
L'apparizione del leggendario saltatore britannico Michael "Eddie the Eagle" Edwards alle Olimpiadi Invernali del 1988 a Calgary, in Canada, dove si è classificato ultimo diventando però un eroe sportivo mondiale, ha portato il salto con gli sci sotto i riflettori del mondo come mai prima nella sua storia. Una storia incredibile che è stata persino trasformata in un film nel 2016.
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Il salto di qualità grazie alla scienza e alla tecnologia
A metà del XIX secolo, il crescente interesse per il salto con gli sci attirò sempre più l'attenzione degli scienziati, che cercarono di rivoluzionare il salto e il volo... riuscendo nell'impresa. Simulando le condizioni del flusso d'aria nella fase di volo si scoprì che un saltatore con le braccia all'indietro durante il salto godesse di enormi vantaggi aerodinamici rispetto allo stile di salto tenuto fino a quel momento, che vedeva gli atleti tendere le braccia in avanti durante lo stacco per poi muoverle in cerchio nell'aria. Al nuovo stile venne dato il nome di "stile Däscher" dal nome del saltatore svizzero Andreas Däscher, pioniere di questa tecnica nelle competizioni.
Il primo a utilizzare le nuove conoscenze per superare il magico traguardo dei 100 metri fu però Sepp Bradl nel 1936. L'austriaco superò tutti i suoi concorrenti a Planica, in Slovenia, dove era stata da poco costruita la prima rampa per il salto con gli sci, e divenne la prima persona a volare oltre questo traguardo prima impensabile.
I primi trampolini ricoperti di plastica furono costruiti all'inizio degli anni '50 per consentire l'allenamento del salto con gli sci durante i mesi estivi. Il padre spirituale del nuovo rivestimento - che consisteva in fogli di plastica prodotti industrialmente, poi tagliati in corde e impacchettati in tappeti simili all'AstroTurf - fu l'ex allenatore della Germania Est Hans Renner.
Fu un'altra vera e propria pietra miliare nello sviluppo di questo sport. I salti ricoperti di stuoie di cocco erano già stati sperimentati al Busch Circus nel 1905 e in seguito vennero fatti esperimenti anche con aghi di pino, gusci di mandorle e ogni tipo di sostituto della neve, ma tutti senza successo. Poi arrivò il trampolino da sci ricoperto di plastica: quello che è in uso ancora oggi.
Dall'estate del 1994, il Gran Premio FIS di salto con gli sci si svolge ogni anno su rampe di plastica sparse in tutto il mondo. L'utilizzo di questo materiale ha rappresentato un gradito cambiamento per tutti gli atleti e gli appassionati di salto con gli sci durante la lunga off-season invernale. Le piste sintetiche sono infatti importanti per insegnare la disciplina ai giovani saltatori e per allenare durante tutto l'anno gli atleti professionisti.
Rampe coperte di materiale sintetico permettono di allenarsi tutto l'anno
© Predrag Vuckovic/Red Bull Content Pool
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Più in alto, più veloce, più lontano e, per la prima volta, in diretta TV
Negli anni '50 il salto con gli sci conobbe un vero e proprio boom, in parte grazie all'introduzione del Torneo dei Quattro Colli. L'emittente statale tedesca ARD trasmise per la prima volta la gara di salto con gli sci di Capodanno in diretta da Garmisch-Partenkirchen il 1° gennaio 1956. Anche gli sviluppi tecnici giocarono un ruolo cruciale nella progressione del salto con gli sci, come l'uso dei computer per misurare le distanze a partire dagli anni Sessanta.
La nuova copertura mediatica e i progressi tecnici fecero sì che al Torneo dei Quattro Colli del 1980 partecipassero saltatori di 19 Paesi - un record - e nella stagione 1990-91 sono state introdotte le qualificazioni per limitare il numero di partecipanti alla competizione vera e propria.
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Professionalizzazione e diversificazione del salto con gli sci
L'inarrestabile crescita e l'entusiasmo per il salto con gli sci portarono a una differenziazione dello sport vero e proprio all'inizio degli anni Settanta. La prima novità introdotta riguardò il tempo di volo. La differenza principale: mentre il salto con gli sci prevedeva ai suoi inizi un salto dalla rampa a circa 90 km/h, la rampa volante, leggermente più grande, permette ai saltatori di raggiungere velocità di 105 km/h e oltre, il che significa salti a distanze maggiori e uno spettacolo ancora più grande.
Rampe come quella di Bad Mitterndorf permettono di effettuare salti enormi
© Fabian Hain/Red Bull Content Pool
Ecco quali sono state, in sintesi, le tappe fondamentali che hanno portato il salto con gli sci in una nuova dimensione:
- 1972: i primi Campionati mondiali di salto con gli sci si svolgono sulla prima e unica rampa di salto con gli sci costruita fino a quel momento, a Planica, in Slovenia.
- 1980: introduzione di una Coppa del Mondo FIS di salto con gli sci annuale. Il primo vincitore di una gara di Coppa del Mondo è l'austriaco Toni Innauer e il primo vincitore assoluto è il suo connazionale Hubert Neuper.
- 1982: la gara a squadre viene inserita nel programma dei Campionati Mondiali di Sci Nordico. Nel 1988, la gara a squadre diventa anche un evento olimpico.
- 1983: viene stabilita la distinzione ufficiale tra colline normali, colline grandi e colline volanti per lo sci, che viene utilizzata ancora oggi.
- 1993: viene istituita la Coppa Continentale come seconda divisione del salto con gli sci.
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Un prodotto casuale diventa lo stile standard
Nel salto con gli sci, ogni innovazione tecnica ha cambiato anche lo stile di salto degli atleti. Dapprima sono stati abbandonati i bastoncini da sci e successivamente le braccia non sono più state tirate in avanti durante il volo, ma distese all'indietro accanto al corpo. Una delle innovazioni più recenti è stata la nascita della posizione di volo a "V".
Durante uno dei suoi salti di allenamento, lo svedese Jan Boklöv scoprì per caso che era possibile ottenere una migliore portanza, e quindi maggiori distanze, se gli sci venivano angolati a "V" in aria. Sebbene all'inizio Boklöv ricevesse notevoli detrazioni dai giudici per il suo stile di volo insolito, lo stile a "V" si affermò rapidamente come nuovo standard dopo che Boklöv vinse la Coppa del Mondo assoluta nel 1988-89.
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Record su distanze sempre più lunghe
Quello che l'austriaco Sepp Bradl fece nel 1936, con il suo volo di 100 metri a Planica, rappresenta forse l'ultima grande sfida per i migliori saltatori con gli sci del mondo: andare a caccia di nuovi record di distanza.
Nel marzo del 1994, sempre a Planica, l'austriaco Andreas Goldberger fu il primo a volare oltre i 200 metri, anche se non riuscì a rimanere in piedi dopo l'atterraggio. Ciò significa che il volo di 203 m del finlandese Toni Nieminen, atterrato lo stesso giorno, è stato ufficialmente registrato come il primo volo oltre i 200 m.
Il salto di 239 m effettuato dal norvegese Bjoern Einar Romoeren nel 2005 è stato uno dei più lunghi, fino a quando, nel 2010, la conversione del Vikersundbakken di Vikersund, in Norvegia, nella rampa di salto con gli sci più grande del mondo ha dato il via a una serie di nuovi record. Il 18 marzo 2017, l'austriaco Stefan Kraft ha stabilito un nuovo record mondiale di 253,5 m sul "Monsterbakken".
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Ryōyū Kobayashi vola a 291 m per battere il record mondiale di salto con gli sci
Da allora, solo il giapponese Ryōyū Kobayashi è riuscito a battere la distanza di Kraft del 2017, volando per ben 291 m nell'aprile del 2024 ad Akureyri, in Islanda. Il salto di Kobayashi è stato effettuato al di fuori di una competizione, non su una collina ufficiale per il volo con gli sci, ma su una rampa di 300 metri costruita appositamente sul fianco di una montagna per la sua impresa. Questo non rende in alcun modo l'incredibile salto record di Kobayashi meno impressionante.
L'evoluzione che il salto con gli sci ha avuto dal primo salto ufficiale di 9,5 m di Olaf Rye nel 1809 è tanto vertiginosa quanto lo sono i numeri delle imprese di atleti come Ryōyū Kobayashi o Andreas Wellinger, non trovate?
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