Gaming
Nella storia dei picchiaduro esistono dei titoli che vengono considerati veri e propri "classici" non solo per il comparto tecnico o per il contributo che hanno dato all'affermazione del genere, ma per la bellezza e la fluidità delle meccaniche di gioco proposte, che in maniera quasi nascosta hanno permesso anche a chi si approcciava al genere per la prima volta di divertirsi e godersi la frenesia degli scontri uno contro uno. Tutti conosciamo, ovviamente, Super Street Fighter II Turbo, il classico dei classici, ma in ambito competitivo esistono altri titoli che sono ricordati con passione dai professionisti di tutto il mondo: parlo di Tekken Tag Tournament e Soul Calibur II, considerati i "nonni" del picchiaduro competitivo.
Negli anni successivi Tekken divenne un vero e proprio colosso dell'intrattenimento esport, in particolare dal quinto capitolo in poi (Tekken 4 fu un flop a livello di bilanciamento, con personaggi come Jin e Nina decisamente "over the top"). Soul Calibur d'altro canto, complici alcuni capitoli davvero sfortunati, è stato sempre considerato il "figlio di un dio minore" a livello torneistico e competitivo. Tuttavia, il nuovo capitolo della serie cappa e spada di Namco sembra davvero promettente, sia in ambito casual sia in ambito esport, proprio perché affonda le radici in Soul Calibur II, considerato da molti il miglior capitolo della serie.
I fondamentali del gioco
Meccaniche come l'8 Way Run rendono il movimento estremamente fluido e soddisfacente, permettendo anche a chi non ha mai approcciato un Soul Calibur di entrare subito in sintonia con il sistema di gioco, semplicemente provando a premere i tasti direzionali. Le combo sono poche, brevi e veloci, spesso di soli due o tre "hit", rendendo gli scambi sempre piacevoli e mai noiosi. Non sarete mai costretti a parare lunghe stringhe di colpi o a subire combo "infinite", ma gli avversari più esperti vi annienteranno con sapienti schivate e potenti colpi singoli portati a segno al momento giusto, con un ritmo che per certi versi ricorda uno sport come la boxe e funziona in maniera perfetta in ambito esport.
Reversal Edge e Critical Edge
Tuttavia, le nuove meccaniche lasciano un po' perplessi: la "Reversal Edge" (o Lama Invertita) ha lo scopo di rendere il gioco più accessibile ai neofiti, fornendo a ogni personaggio un attacco caricabile che batte in automatico le prese, e assorbe un numero incredibile di colpi. Questo attacco farà scattare un vero e proprio mini-gioco di carta forbice e sasso tra i due contendenti, che oltre a spezzare il ritmo dell'azione rischia di dare troppo peso a un elemento del metagame che, di fatto, è casuale (anche se si possono fare discorsi infiniti sul sottile confine tra casuale e "gioco psicologico"). Tale attacco è punibile da uno spezzaguardia o schivabile, ma il primo attacco risulta troppo lento per poter essere effettuato su reazione, e purtroppo alcuni personaggi dispongono di tecniche che permettono di "fintare" il Reversal Edge e punire l'eventuale schivata. Se ne sentirà molto il peso, soprattutto a livelli medio-bassi. La meccanica della "Critical Edge" va vista nella stessa ottica. Si tratta di un attacco estremamente dannoso e coreografico attivabile con la pressione di un singolo tasto (a patto di avere abbastanza "meter"). Non cambierà sicuramente le sorti di un set tra un principiante e un professionista, ma negli scontri tra giocatori di pari livello è inevitabile sentirsi spesso e volentieri "derubati" da questa meccanica.
Una missione importante
Il mio è però un punto di vista strettamente soggettivo, e sono convinto che questi aspetti, che io sottolineo come "difetti", possano in realtà trasformarsi in pregi per molti giocatori che preferiscono un approccio più "psicologico" e meno "meccanico". La componente online è davvero solida, e sarete persino in grado di utilizzare un personaggio creato da voi (ma con il moveset di un personaggio già esistente) nelle sfide classificate. La tendenza alla "semplificazione" è una caratteristica di ogni picchiaduro di questa generazione, ed è condizione indispensabile per un ampliamento del bacino di utenza di questo genere, considerato ancora "di nicchia". Soul Calibur ha una missione importante: cercare di creare un prodotto che contenga i migliori aspetti dei picchiaduro del passato pur strizzando l'occhio al futuro e agli esport, con un gameplay comprensibile da chiunque. Ci riuscirà? Per il momento pare proprio di sì.