Max Verstappen
© Vladimir Rys
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La Sprint Race spiegata bene

La Formula 1 proverà qualcosa di nuovo questo weekend. Se vuoi saperne di più, continua a leggere
Di Red Bull Team
Pubblicato il
Era il 13 maggio 1950 quando, con il Gran Premio d’Inghilterra tenutosi proprio sull’asfalto di Silverstone, prese il via l’era del Campionato del Mondo di Formula 1. Di acqua sotto ai ponti, da quel giorno, ne è passata davvero parecchia in uno sport che non ha mai saputo dare l’impressione di essere… spaventato dal provare delle novità.
Tra queste ultime, la più recente in ordine di tempo è rappresentata dal nuovo format della Sprint Race, pronto per essere messo alla prova proprio nel corso del fine settimana di Silverstone. Non saranno più i giri veloci fatti segnare durante le qualifiche del sabato a stabilire la griglia di partenza del Gran Premio: a questo scopo, infatti, provvederà l’ordine d’arrivo di una breve gara disputata una manciata di ore prima del GP vero e proprio. E come verranno invece decise le posizioni di partenza di questa Sprint Race? Semplice, tramite una tradizionale sessione di qualifiche da mandare però in scena nella giornata di venerdì. Vi sentite lievemente confusi? Non temete, questo articolo saprà fugare tutti i vostri dubbi.
Max Verstappen
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Il format del weekend

Il fine settimana, ora, ha un aspetto tutto nuovo. È stato infatti necessario rimodulare gli orari del weekend tanto per accogliere la Sprint Race quanto per consentire al maggior numero possibile di appassionati di collegarsi alla TV senza particolari problemi legati agli orari di lavoro. Le FP1 del venerdì si terranno dalle 15:30 alle 16:30, con la tradizionale pausa di due ore e trenta a separarle dall’altra sessione della giornata. La vera differenza, rispetto al recentissimo passato, è che questa “altra sessione” non sarà più rappresentata dalle FP2 bensì dalle qualifiche: alle 19:00 scatterà infatti la tradizionale ora di prove ufficiali, che tramite la collaudata divisione in tre distinte manche permetterà di stilare la griglia di partenza della Sprint Race che si terrà nella giornata di sabato.
Al sabato, tuttavia, non ci sarà spazio solamente per la grande novità del weekend. In quello che solitamente era lo spazio destinato alla terza e ultima sessione di prove libere, il semaforo si spegnerà sulle FP2: dalle 13:00 alle 14:00 di sabato 17 luglio team e piloti potranno dunque tornare a provare set up e assetti senza curarsi troppo del cronometro, in attesa di misurarsi con le sfide proposte dalla gara sprint. I semafori di quest’ultima si spegneranno alle 17:30, e a quel punto i protagonisti del Circus avranno a disposizione 17 giri – destinati a tradursi in circa 30 minuti di gara e in 100 km percorsi – per sfidarsi in pista e stabilire così l’ordine di partenza del GP d’Inghilterra 2021. Che, per completare il quadro degli orari del weekend, scatterà infine domenica alle 16:00.
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F1 Sprint Explained
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Qual è il senso delle FP2?

Durante il weekend del GP d’Inghilterra, a ben guardare, molti momenti tipici e tradizionali di ciascun fine settimana di Formula 1 andranno regolarmente in scena. Solo, lo faranno in orari a cui siamo poco abituati. Pensate alla procedura del Parco Chiuso ad esempio, che inizia nell’istante esatto in cui la prima vettura abbandona il proprio box per affrontare la Q1: se questo preciso momento prima lo si trovava nel pomeriggio del sabato, ora lo stesso istante lo si ha con un giorno d’anticipo, durante le qualifiche del venerdì. Sarà infatti a partire da quella sessione che verranno proibite le modifiche agli aspetti sostanziali della monoposto: non potranno essere modificati i parametri dell’assetto, non potranno essere testate nuove soluzioni aerodinamiche, ecc.
Anche in questo caso ci saranno le tipiche eccezioni che confermeranno la regola, ma parliamo davvero di minuzie. Potranno essere sostituite componenti come l’impianto frenante, ad esempio, e in caso di danni riportati dalla carrozzeria si potranno sempre installare nuovamente dei pezzi… meno aggiornati rispetto a quelli con cui si è scesi in pista per la Sprint Race. Tuttavia, casi eccezionali esclusi, il grosso del lavoro di messa a punto dovrà essere svolto entro la giornata – rectius, la mattinata – del venerdì. E a che pro, dunque, fare scendere nuovamente in pista le vetture per una seconda sessione di prove libere che praticamente nulla potrà influire sull’andamento del fine settimana di gara?
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F1 Sprint Explained: Parc Ferme
La risposta a questa domanda è relativamente semplice. Tutto sta nel capire che le FP2 avranno uno scopo differente rispetto a quello avuto nel recente e recentissimo passato. È vero, gli ingegneri non avranno più la possibilità di variare alcuni parametri delle monoposto per valutarne così il comportamento, ma la seconda sessione di prove libere tornerà sicuramente utile a tutti per affinare ulteriormente la propria preparazione in vista tanto della Sprint Race del sabato pomeriggio quanto del Gran Premio vero e proprio. Potrà essere valutato con maggiore attenzione il degrado delle gomme (anche in base ai carichi di benzina utilizzati), potranno essere svolte prove di partenza, potrà semplicemente aumentare il feeling dei piloti con una pista che li metterà di fronte a una sfida per loro inedita. Di tempo per limare i dettagli e preparare al meglio il proprio giro veloce, questa volta, ce ne sarà molto meno del solito.
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Gomme

Se è vero che la grande novità del fine settimana d’Oltremanica della Formula 1 è rappresentata dalla Sprint Race, è altrettanto vero che non deve passare sotto silenzio quanto le gomme Pirelli siano dovute cambiare per assecondare il nuovo regolamento sportivo del Circus. Nel complesso, rispetto a un fine settimana tradizionale team e piloti avranno a disposizione un set di pneumatici in meno. In più, il Delta prestazionale tra le varie mescole ha subito delle modifiche che dovranno essere scoperte e comprese da tutte le scuderie. Sarà destinato a cambiare anche il range di funzionamento dei vari compound e – come se non bastasse – sull’asfalto di Silverstone è pronta a debuttare una nuova costruzione della carcassa degli pneumatici posteriori. Eravate convinti che anche stavolta le gomme fossero dei banali oggetti tondi e neri, vero?
Come anticipato poco fa, durante questo weekend i set di gomme slick a disposizione di ciascun pilota saranno 12 e non 13. Sulla carta, questa non dovrebbe essere una grande perdita: partendo infatti dal presupposto che la Sprint Race prenderà il posto delle FP3 – e che nella Sprint Race non siano previste soste obbligatorie –, si è stimato che nell’arco dell’intero fine settimana dovrebbe esserci almeno un run in meno rispetto al normale.
Così come accade in tutti gli altri weekend di gara, inoltre, la scelta dei compound a disposizione di team e piloti è stata fatta direttamente da Pirelli. Se finora il fornitore di gomme milanese si era impegnato a portare in pista due set di Hard, tre di Medium e otto di Soft, in Inghilterra l’azienda italiana si è presentata con due treni di Hard, quattro di Medium e sei di Soft. Normalmente una simile modifica avrebbe comportato dei cambiamenti anche nel metodo di lavoro delle varie scuderie, ma anche sulla gestione delle gomme nel corso del weekend ci sono delle novità.
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F1 Sprint Explained: Tyres
Al termine delle FP1, ad esempio, solamente un set – e non più due – di pneumatici dovrà essere restituito. In più, nel corso delle qualifiche del venerdì potranno essere usate solamente gomme Soft, con i vari tentativi di passare la tagliola della Q2 sfruttando mescole Medium e Hard che finiranno dunque per direttissima nel dimenticatoio. Poco male, comunque: a differenza dei tradizionali fine settimana di gara, infatti, i piloti e i team potranno decidere liberamente con quale compound partire tanto nella Sprint Race del sabato quanto nel GP della domenica. Al termine delle qualifiche del venerdì le scuderie dovranno poi consegnare un altro treno di pneumatici – verosimilmente quelli con più km alle spalle –, tenendo sempre bene a mente che nella Sprint Race non sono previsti cambi gomme obbligatori.
Infine, i team dovranno ricordarsi che restano normalmente in vigore le regole che impongono a ciascuna squadra sia di presentarsi al via del Gran Premio avendo a disposizione almeno un set di Hard e un set di Medium, sia di dovere utilizzare due mescole differenti nel corso della gara. Tutto chiaro, no?
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La strategia

Sul punto si discute parecchio, dato che questo nuovo format metterà tutti di fronte a delle grosse incognite. Fondamentali per la qualifica saranno ora le FP1, normalmente dedicate alle prime messe a punto e a degli accenni di long run, ma la certezza di questa affermazione porta con sé una serie di domande: varrà la pena utilizzare dei set di Soft già in questa prima sessione di prove libere? E poi, parlando invece delle qualifiche del venerdì: tutti si impegneranno per un solo tentativo in modo da risparmiare treni di gomme oppure c’è chi deciderà di utilizzarne di più? E ancora, affrontando le problematiche della Sprint Race: con quale mescola partire? Sarà meglio scattare con gomme morbide per cercare di scavare un solco con gli avversari nelle prime fasi oppure sarà più utile puntare ad avere un miglior passo gara nella fasi finali della corsa grazie a delle mescole più dure? Puntare a fare bene a ogni costo nella Sprint Race per partire da una buona posizione domenica è un qualcosa che si è disposti a fare, di fronte al rischio di commettere un errore e di compromettere così l’intero fine settimana? Come vedete, sono molte le domande a cui team e piloti dovranno dare una risposta nel corso del weekend.
Sergio Pérez
Sergio Pérez
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Sarà divertente?

A questa domanda risponderemo una volta terminato il fine settimana. Finora, le opinioni in merito sono le più disparate. Di certo c’è che la Formula 1 ha modificato il format delle qualifiche in svariate occasioni nell’arco della sua decennale storia, oscillando tra prove ufficiali “spalmate” su più giorni al format shoot-out introdotto nel 2016. Non c’è nulla di davvero nuovo nel volere provare qualcosa di differente, soprattutto nel momento in cui il DNA dello sport e della competizione venga mantenuto inalterato.
Per certi versi, fare debuttare questo nuovo format a Silverstone potrebbe risultare quasi controproducente. È vero, una distanza di gara di 100 km può effettivamente essere affrontata utilizzando un solo set di pneumatici, ma a causa del degrado gomme molto elevato quasi sicuramente tutti i piloti dovranno preoccuparsi di gestire le proprie prestazioni: il rischio concreto, dunque, è che ci si possa trovare di fronte non a una sfida a suon di giri veloci quanto piuttosto a una sorta di mini-endurance, durante la quale sarà importante non prendersi enormi rischi e non perdere troppe posizioni in vista del GP di domenica.
Dall’altro lato, tuttavia, la Sprint Race rappresenta sicuramente una grande novità. Una grande novità che, fin quando non sarà perfettamente interpretata da tutti, potrà in qualche modo tentare di sovvertire equilibri che sembrano ormai cristallizzati. In più, team e piloti avranno effettivamente meno tempo a disposizione per preparare al meglio il loro weekend, e dunque questo potrebbe condurre a degli errori – di valutazione e non – ai quali non siamo più abituati. Troppo presto quindi per definire la Sprint Race divertente? Forse. Ma non troppo presto per definirla quantomeno interessante.