La lotta al vertice tra Ferrari e Red Bull infiamma gli animi
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F1

Terruzzi racconta: mugugni e sorrisi

La sfida tra Red Bull e Ferrari è sempre aperta. Accompagnata dal significato complesso della passione.
Di Giorgio Terruzzi
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Non accadeva da un pezzo di vedere una Ferrari così competitiva. In lotta contro un avversaria strepitosa, vale a dire la Red Bull. Due team, quattro piloti in costante antagonismo, gara dopo gara, con un bilancio che premia Verstappen e penalizza Leclerc. La differenza, sin qui, l’ha fatta soprattutto l’affidabilità. Ma ogni domenica ci approcciamo alla gara con molte incertezze sull’esito finale. Il che trasforma l’intero campionato in una attrazione assoluta. Lo dico pur conteggiando i punti (49) che separano Max da Charles. I quali, comunque, hanno a che fare, avranno a che fare con l’altro sino a fine stagione, metro dopo metro. Bello, no?
Non del tutto, a quanto pare. Perché, se posso permettermi, le aspettative della tifoseria rossa, dopo anni di patimenti e dopo un inizio di stagione esaltante, caricano l’esito dei Gran Premi di aspettative enormi e comprensibili, ovviamente. Che adesso si sono trasformate in una specie di mugugno di stampo ligure. Chi vive tra La Spezia e Ventimiglia sa benissimo di cosa parlo: una caratteristica culturale tipica sulla quale proprio i liguri ironizzano, trattandola come curioso e accanito segno distintivo.
Non sembra bastare l’idea di vedere la Scuderia in lizza, di essere parte, finalmente, di una sfida al vertice, condotta peraltro da un campione come Leclerc. Attorno al quale aleggia in permanenza una sorta di cupezza, una specie di pessimismo preparatorio al disastro. Il che trasforma una libidine agonistica potenziale in una sofferenza. Senza considerare magari il valore di chi vince, amplificato dalla qualità di chi viene sconfitto.
Io credo che serva tenere in primo piano una gratitudine per la coppia Verstappen-Leclerc cosi come per Red Bull e Ferrari, capaci di regalarci gare tiratissime in continuazione. Al vertice queste due squadre sono arrivate per percorsi diversi e proprio questo elemento determina al momento una differenza in termini di risultati. Sì, ma non è stato così in passato e il fatto che a Maranello abbiano scovato una strada efficace comporta o dovrebbe comportare una consapevolezza rassicurante. Magari immaginando la condizione nella quale si trovano da molto tempo i tifosi di McLaren o di Alpine, per dire. O riflettendo sulle difficoltà che si trova davanti un gruppo strepitoso, composto dai progettisti Mercedes.
Questo campionato è un godimento, con dentro inevitabili sofferenze. La notizia mi pare buona a prescindere, per chi tifa Verstappen ma anche per chi tifa Leclerc. Attendevamo da anni un incontro al vertice tra questi due ragazzi di enorme talento. Beh, lo abbiamo avuto. C’è una sola poltrona per due candidati, vedremo come finirà. Ma intanto due tifoserie hanno a che fare con gioie possibili e tensioni all’altezza dell’intensità che questa sfida offre ogni fine settimana. La Ferrari ha perso punti sicuri? Sì, è vero. Ma è in ballo, è in lizza, pronta e disposta ad un recupero arduo. Non basta? Forse. Ma credo non ci sia partita se pensiamo a chi è fuori da questa lotta in pianta stabile oppure agli anni scorsi, quando pensare di vincere era impossibile. Passione è una parola interessantissima perché c’è differenza tra passione per il Milan o l’Inter o la Juve e la passione di Cristo. Godimento e gioia; patimento e fine. La tensione, vitalissima comunque, sta qui. Ed è un privilegio, credo, poterla assaporare. Comunque vada a finire.