No, qui non si danno voti alle squadre
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F1

Terruzzi racconta: niente voti alle squadre

Provo a spiegare perché dare voti alle squadre, per me non ha senso. Una questione di rispetto per chi lavora ad altissimo livello.
Di Giorgio Terruzzi
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Ferrari voto 0… Sono in molti a dirlo e a scriverlo dopo la delusione di Baku. Capisco ma non condivido. E non parlo semplicemente della Ferrari così come non parlo soltanto di voti bassi. Il motivo è che pensare, progettare, costruire e portare in pista una monoposto di F1 è una operazione di estrema, indicibile complessità. Roba che occupa centinaia di persone – ciascuna brillantissima nel proprio ruolo - per anni. Prendendo rischi, risolvendo una quantità enorme di problemi. Sono tecnici, logistici, meccanici, motoristi, che lavorano come disperati applicando giorno dopo giorno perizia e passione. Dedicati e non sempre fortunati. Dunque, di fronte a tutto questo credo serva un rispetto particolare, abbinato ad una astensione.
Quando mi è capitato di entrare in un reparto corse ho compreso - in minima parte - di trovarmi di fronte ad un universo assolutamente all’avanguardia, animato da uomini e donne speciali, competentissimi, completamente dedicati. Che sbagliano, talvolta, prendendosi in prima persona ogni responsabilità all’interno del proprio contesto. I piloti sono esposti, sono campioni. Sono, per una serie di ragioni, i più riconoscibili e i più connessi con la nostra percezione - comunque ignorante, lo ripeto per l’ennesima volta, riferendomi a me stesso. Soprattutto sono pagati abbastanza per sopportare anche qualche sfottò, oltre che saltellamenti e tensioni da Grand Prix. Su chi guida, insomma, credo sia lecito giocare in una contrapposizione che esiste da sempre e che vede i protagonisti dello sport confrontarsi con le emozioni, le simpatie e in definitiva il giudizio degli appassionati.
Basta così, direi. Gli uomini Ferrari sbagliano? Sì, ma sono gli stessi che hanno vinto qualche mese fa, riportando al vertice una scuderia reduce da anni di fatiche. Non è questione di forma o di fortuna. È lavoro e poi lavoro e poi lavoro. Ho letto insulti e poi elogi riferiti alle stesse figure, in una alternanza mensile. Beh? Stupidi e poi geni e poi stupidi? Ma dai... Che ne facciamo delle centinaia di persone che lavorano alla McLaren o all’Alpine? Li licenziamo tutti? E i tecnici Mercedes che hanno pur messo in pista macchine vincenti per anni per poi sbagliare qualche direzione? No, troppo facile e nello stesso tempo troppo arduo giudicare. Chi non lo capisce, credo, non entra davvero nel merito del tema. Stiamo parlando di eccellenze assolute su più campi. Di professionisti, di operatori, gente che si danna l’anima, che studia e sperimenta cercando il limite. E che va tutelata soprattutto da noi spettatori. Anche anzi, soprattutto, quando va male. Perché quando va male i primi che rischiano - magari con famiglie a carico - sono loro. Mi spiego? Spero di sì. Quindi Ferrari o Red Bull o Mercedes o Williams senza voto. Sempre, almeno qui. Un saluto.