Renzo Zorzi, unico pilota trentino in F1
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F1

Terruzzi racconta: i nomi dimenticati (cap. II)

Da Moser a Zorzi, seconda parte del dizionario della memoria con tanti personaggi, sempre nel cuore degli appassionati.
Di Giorgio Terruzzi
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Seconda parte del dizionario dedicato ai nomi dimenticati della F1 e della storia del motorismo, per ingannare le ultime ore d'attesa prima del ritorno in pista, a Spa. La prima potete recuperarla qui.
M come Moser Silvio. Piccolo, simpatico, appassionatissimo. Svizzero di Zurigo (24 aprile 1941), ticinese di adozione, pilota all’inizio degli anni 60. Primo ticinese a conquistare punti in F.1 dove corse tra il 1967 e ’17 (un quinto e un sesto posto). Organizzatore del salone di vetture sportive Esposauto, a Lugano, un vero sportivo, disposto ad aiutare il suo amico Clay Regazzoni all’inizio della carriera. E’ morto in seguito ad un assurdo incidente accaduto alla 1.000 Km di Monza 1974.
N come Nanni Galli. Anche qui abbiamo un campione dimenticato. Giovanni Giuseppe Gilberto Galli, nato a Bologna il 2 ottobre 1940, figlio di un imprenditore di Prato, velocissimo con le vetture a ruote coperte, pilota ufficiale dell’Alfa Corse, ovvero Autodelta, protagonista dell’avventura breve ma memorabile della Tecno in F.1. Pilota Ferrari per una corsa, nel 1972, in sostituzione di Regazzoni. Una persona sempre elegante, arguta, riservata. Grande amico di Ignazio Giunti.
O come von Opel Rikky. Ragazzi, questo non ve lo ricordate di sicuro. Rikky von Opel, nato a New York, 14 ottobre 1947, passaporto del Liechtenstein, una famiglia mica male alle spalle (Opel, non so se mi spiego), in pista con lo pseudonimo Antonio Branco per cominciare la carriera di nascosto dal babbo. Formula 1: due stagioni, 1973 e ’74, Ensign soprattutto. Due noni posti. Lo ricordo, me pensa te, a Monza, in prova, con la sua macchina verde dai profili dorati, nel ’73. Poi, scomparso. Tra poco dovrebbe compiere 70 anni. E comunque anche il Liechtenstein, per merito suo, vanta un piedino nei GP.
P come Parnelli. Chi ricorda questo team americano che partecipò al Mondiale di F.1 tra il 1974 e il’76? Beh, eccolo qui: fondato da Parnelli Jones e Vel Miletich, molto attivo nelle gare USA, disputò 16 GP con un signor pilota: Mario Andretti.
Q come Quester Dieter. Viennese, data di nascita 30 maggio 1939.Motonautica, poi motociclismo, pii auto, dal 1965, un re delle gare Turismo, 4 titoli europei conquistati. In F.1 una sola gara: GP Austria 1974 con una Surtees. Nono al traguardo. Un duro. Una bella faccia. L’unica “Q” del motorismo (per quanto ne sappia).
Dieter Quester

Dieter Quester

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R come Redman Brian. E’ stato un grandissimo protagonista delle gare di durata, nato a Coine, Inghilterra, il 9 marzo 1937, a lungo compagno di Ickx sulle Ferrari. Vincitore, tra l’altro, della Targa Florio 1970 con una Porsche 908 (stupenda!). Ragazzi, uno che ha vinto la Targa in quegli anni là, va diretto in paradiso. Lui, nel frattempo continua a divertirsi con le auto storiche. In F.1 non benissimo: 12 corse tra il 1968 e il ’74. Miglior risultato: terzo in Spagna ’68 con una Cooper BRM.
S come Spirit. Il team ha corso in F.1 dal 1983 all’85, con il grande Gordon Coppuck progettista, dopo una bella avventura in F.2. Fu il team che preparò il ritorno nei Gran Premi della Honda. Pilota: Stefan Johansson, che aveva partecipato brillantemente all’Europeo F.2 del 1982. Poi vennero ingaggiati Mauro Baldi e Huub Rothengatter. Bilancio: 25 GP, nessun punto conquistato. Anche perché la Honda abbandonò la Spirit per la Williams alla fine del 1983. Peccato.
T come Thackwell Mike. Neozelandese, nato ad Auckland il 30 marzo 1961. Una bellissima faccia, una bellissima persona. Per 29 anni è stato il più giovane debuttante in F.1 visto che prese il via del GP Canada 1980 con una Tyrrell all’età di 19 anni e 182 giorni, record battuto da Jaime Alguersuari nel 2009. Campione europeo F.2 nel 1984. Un talento. Per molti, un talento dissipato. Ha fatto il pilota di elicotteri, insegna e fa surf nel sud dell’Inghilterra.
U come Unser Bobby. Tre vittorie nella 500 Miglia di Indianapolis in tre decenni diversi (1968, 1975 e 1981). Capostipite con il fratello Al di una famiglia di piloti enorme e gloriosa. Recordman di velocità sul Lago Salato resistente per 18 anni (360,024 km:h), 13 vittorie al Pikes Peak. Insomma, un fenomeno. Classe 1934. Classe. Con due gare in F.1 nel 1968 con una BRM. Dare un occhiata alla biografia per avere misura del soggetto.
V come Villoresi Gigi. Amico e compagno di Alberto Ascari. Pilota ufficiale Maserati e Ferrari. Vinse ovunque, compresa la Mille Miglia 1950. Sei stagioni nella F.1 degli esordi, una storia personale lunga e struggente. Era nato a Milano il 16 maggio 1909 da una grande, fosforica, sfortunatissima famiglia milanese, è morto a Modena il 24 agosto 1997. Anche in questo caso consiglio di leggere e approfondire. Ne vale la pena.
W come Wilson Justin. E’ morto il 24 agosto 2015 in seguito ad un incidente accaduto a Pocono, durante una gara Indy. Era nato a Sheffield, Inghilterra il 31 luglio 1978. Un ragazzo tanto dolce quanto sfortunato. In F.1 una stagione, nel 2003 con Minardi e Jaguar, macchina con la quale ottenne il suo unico punto iridato.
Z come Zorzi Renzo. Un festival della “Z”. Da Ziano di Fiemme, 12 dicembre 1946, scomparso il 15 maggio 2015 a Magenta. Vinse la gara di F.3 a Montecarlo nel 1975, debuttò subito in F.1 con una Williams, quindi, con l’aiuto di Franco Ambrosio, passò alla Shadow nel 1977. Sette GP in totale, un punto conquistato in Brasile. Protagonista involontario dell’incidente che costò la vita a Tom Pryce in Sudafrica. Era fermo sul rettilineo quando un commissario decise di attraversare la pista per raggiungerlo. Falciato da Pryce che morì nell’impatto, colpito dall’estintore portato dallo stesso commissario.