Pagherà la scelta di Max Verstappen e della Red Bull?
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F1

Terruzzi racconta: la scelta di Max

Red Bull e Honda hanno deciso di tentare la scalata al titolo 2021. I vantaggi? Evidenti. Con qualche rischio
Di Giorgio Terruzzi
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Ormai è una evidenza. La Red Bull sta tentando la scalata al titolo 2021 con buone, forse ottime probabilità di successo. Gli ingredienti sono altrettanto noti: un pilota di prima fascia, velocissimo, ormai maturo e concreto; un partner giapponese che desidera fortissimamente chiudere la sua avventura in F1 con un successo; una vettura già performante, migliorata ulteriormente durante lo scorso inverno e costantemente sviluppata nel corso della prima metà di questo Mondiale. Per molti versi il vero nodo sta qui. Nella decisione di sfruttare una stagione teoricamente “di passaggio” per rivoluzionare un panorama dato per statico. Vale a dire, spostare la Mercedes, per la prima volta dopo una intera epoca, alla destra o alla sinistra del podio alto. Una impresa data per impossibile sino a qualche mese fa e ora più che credibile se consideriamo le prestazioni di Max e, soprattutto, gli inediti affanni di Hamilton. Non solo: la coppia Verstappen - Perez aspira ad un bilancio addirittura migliore rispetto a quello della coppia Hamilton - Bottas, il che significa puntare con decisione anche al titolo Costruttori.
Dietro e dentro questa decisione si nasconde un solo rischio, peraltro ipotetico. Accumulare qualche ritardo sulla gestazione della macchina completamente nuova destinata al campionato 2022. Non conosciamo le faccende segrete del team ma sono contingentate le risorse, di ogni genere, sono compressi i tempi così come i budget. Non a caso, più di una squadra (Mercedes e Ferrari, per dire) ha deciso deliberatamente di dedicarsi quasi completamente alla vettura che verrà, riducendo ai minimi termini gli sviluppi sulle macchine in gara nel 2021. Il risultato di questa sorta di partita a scacchi lo vedremo tra un annetto. Intanto possiamo riflettere sulla qualità di una direzione che potrebbe - teoricamente - penalizzare il futuro remoto premiando il futuro prossimo. Soprattutto se Verstappen dovesse riuscire a vincere il titolo quest’anno. Un evento comunque senza prezzo sia in valore assoluto sia storico poiché nel bilancio figurerebbe la fine di un regno, il regno di Lewis e della sua stella a tre punte.
C’è una doppia ragione, crediamo, alla base di questa mossa. La prima si basa sulla qualità, emersa la scorsa stagione, di una vettura ottima. La seconda sulla consapevolezza di avere in casa un pool di progettisti di primissimo ordine, con il genio e l’esperienza di Adrian Newey sul ponte di comando.
Vedremo se si tratterà di un “golpe” a tempo determinato o di un nuovo inizio vincente per Red Bull. Intanto abbiamo una supremazia persino imbarazzante per la concorrenza. Una euforia crescente che accoglie l’alternanza al vertice, un progetto di straordinaria efficacia in pista e sul fronte della comunicazione. Il tutto al netto di ciò che accadrà nel 2022. Vincere un titolo mondiale rappresenta una occasione così rilevante da rendere ogni resto trascurabile. A costo di masticare, tra un po’ e forse, qualche debole rimpianto.