Tony Arbolino in azione al Sachsenring
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MotoGP

72 ore con Tony Arbolino: a tu per tu con la stella italiana della Moto2™

Il giovane talento italiano è in lotta per il titolo in Moto2™ dopo sole due stagioni disputate nella categoria: scopri di più su di lui e sulla sua carriera.
Di Red Bull Team
11 minuti di letturaPublished on
2021, giovedì del Gran Premio di Aragon della MotoGP™. Stavo camminando lungo la pit lane nel tardo pomeriggio, e gli unici suoni che provenivano dalla corsia box erano i clangori metallici provocati dagli attrezzi che i meccanici dei vari team stavano utilizzando per le ultime preparazioni del caso.
All'improvviso, ho sentito qualcuno cantare a squarciagola il ritornello della canzone "Girl on Fire" della artista americana Alicia Keys. Mi sono guardato intorno per capire chi fosse l'improvvisata ugola d'oro e ho visto lui, Tony Arbolino, che intonava - più o meno... - le strofe della canzone mentre un meccanico sfortunatamente sprovvisto di tappi per le orecchie lavorava intorno a lui sulla sua Moto2™.
Tony Arbolino

Tony Arbolino

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È scoppiato a ridere non appena i nostri sguardi si sono incrociati: "Ehi, come va?!"
“Ti stai divertendo, non è vero Tony?”, ho risposto.
“Come sempre!”, ha detto di rimando.
Il suo meccanico si è aperto in un ampio sorriso, guardandomi come a voler dire che sì, ciò a cui avevo appena assistito era assolutamente normale per Tony.
Arbolino si presenta al mondo come spensierato, eccentrico, amante del divertimento e, a volere essere del tutto onesti, anche un po' caotico. Pochi altri - se non addirittura nessuno - di coloro che orbitano attorno al mondo della MotoGP™ sono come lui. Come può una persona come lui avere quello che sembra essere un vero e proprio switch capace di renderlo, per 40' in 20 domeniche all'anno, un concentratissimo atleta in grado di lottare con merito per la vittoria del Campionato del Mondo?
Il carattere solare di Arbolino emerge in qualsiasi situazione

Il carattere solare di Arbolino emerge in qualsiasi situazione

© Matt Dunn

Arbolino in posa per una delle immancabili fotografie con i fan

Arbolino in posa per una delle immancabili fotografie con i fan

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Avanti veloce fino al 2023. 24 giugno, giovedì del fine settimana del Gran Premio d'Olanda ad Assen: un appuntamento al quale Arbolino si presenta da leader della classifica piloti della Moto2™, davanti allo spagnolo Pedro Acosta. Nel corso di questa stagione - e fino a quel momento -, solamente in un'occasione Arbolino non era riuscito a vincere o a salire sul podio: ho pensato quindi che fosse il momento migliore per sedersi insieme a lui e capire come avrebbe affrontato il fine settimana durante le successive 72 ore.
"Adoro essere me stesso, ma ammetto che in questo momento sto cercando di essere più serio del solito: voglio assicurarmi di evidenziare tutti i passaggi che ho dovuto fare prima di arrivare dove sono ora", mi dice.
Inevitabile, date le premesse, partire dunque dall'inizio. Molti piloti cominciano la propria carriera motociclistica quando i genitori fanno comparire loro davanti un mezzo meccanico con due ruote e un motore a scoppio. La storia di Arbolino, in questo senso, non è così diversa da quella di tanti altri: quando era a malapena in grado di camminare, suo padre era alla ricerca di una minimoto non per Tony ma per... se stesso. L'occasione per trascinare anche il piccolo Arbolino nel mondo del motociclismo si materializzò grazie alla più classica delle offerte irrinunciabili: prendi due, paghi uno. A quel punto, anche Tony divenne possessore di un piccolo e rumoroso aggeggio motorizzato.
"Andammo a girare insieme ed ero più veloce di lui! Immaginate quanto fosse sorpreso, anche perché è vero che guidavo biciclette da quando avevo un anno ma è altrettanto vero che non ero mai salito su una moto prima di quel momento. La mia famiglia non ha mai capito per quale motivo avessi tanto presto un senso dell'equilibrio così spiccato".
Guille Carrillo, meccanico di Tony, alle prese con il pit board

Guille Carrillo, meccanico di Tony, alle prese con il pit board

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Quotation
Quando sono in moto riesco a percepire tutti i piccoli dettagli che mi circondano: è un qualcosa di innato, che sento dentro di me da sempre
A questo punto molti di voi potrebbero essere indotti a pensare che il destino motociclistico di Arbolino fosse scritto nelle stelle. In Italia, direte, la strada che conduce al successo nel mondo delle corse è ben chiara davanti a tutti quei piloti che hanno a disposizioni mezzi e possibilità tali da potere effettivamente inseguire questa carriera. Un'affermazione potenzialmente vera, certo, ma che è valida soprattutto per coloro che sono nati attorno a Rimini, una città che nel corso degli anni ha visto nascere la maggior parte dei piloti italiani approdati in MotoGP™. La Tavullia di Valentino Rossi, in fondo, è distante appena una manciata di km.
Arbolino, tuttavia, non appartiene a questa cerchia piuttosto ristretta di velocissimi piloti: Tony è nato e cresciuto in una piccola città nei dintorni di Milano, a quasi 400 km di distanza da quella terra che vede nascere figli della velocità. Nonostante questo, tutti i dubbi della famiglia Arbolino si dissiparono dopo una manciata di giri: era chiaro a tutti che la carriera di Tony dovesse essere nel mondo delle corse. Le cose, tuttavia, non furono così semplici: il padre di Arbolino, che lavorava come meccanico a Garbagnate Milanese, si rese infatti ben presto conto che lavorare giorno e notte per coprire le spese di trasferta a bordo di un caravan sarebbe stato solamente il primo dei moltissimi sforzi da sostenere nella lunga scalata verso il successo.
"Andavo a scuola dal lunedì al venerdì, dopodiché il venerdì pomeriggio viaggiavamo fino alla zona di Rimini per girare sia il sabato che la domenica. Domenica sera eravamo di nuovo in macchina per tornare a Milano, e il lunedì mattina ero di nuovo a scuola. Non andavo benissimo perché, come avrete intuito tutti, non avevo poi molto tempo per fare i compiti", dice Arbolino.
"Il periodo che va dai 6 ai 10 anni non è stato facile. Ripetevo questa vita ogni settimana, era dura. Quando sono cresciuto, tuttavia, mi sono accorto che quell'esperienza mi era servita per darmi ulteriore motivazione e abilità di spingermi sempre oltre quelli che credo essere i miei limiti".
La distanza è stata l'avversaria più temibile in quegli anni, ma il dover percorrere oltre 800 km ogni fine settimana per guidare a prescindere dalle condizioni meteo (e soprattutto mentre i ragazzi nati a Rimini potevano concedersi il lusso di allenarsi durante il weekend ed evitare quindi di dover scendere in pista anche con il brutto tempo) non ha fatto altro che far divampare il fuoco della passione di Arbolino.
"Ho dato tutto, e l'ho fatto sia per me che per mio padre. Non avevamo un euro in più di quello che abbiamo speso: non ci è mai avanzato nulla. Papà lavorava giorno e notte per permetterci di usare quel caravan, e so che se non avessi preso tutto molto seriamente mio padre non ce l'avrebbe fatta a viaggiare per 800 km ogni settimana".
Trascorrendo il giovedì a stretto contatto con lui e vedendo il modo con cui si rapporto con il team, c'è un elemento che spicca su tutti gli altri, anche sulla passione che lo anima: la motivazione di Arbolino sembra nascere sotto forma di senso di gratitudine nei confronti di tutti coloro che lo aiutano.
Tony Arbolino nella pit lane di Assen

Tony Arbolino nella pit lane di Assen

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In questo senso nomina una figura chiave: Angelo Tacca, di Garbagnate Milanese, che "vide del potenziale" in lui e che, fino all'approdo di Tony in Moto3™, si adoperò per trovare dei fondi aggiuntivi. Il suo manager Carlo Pernat, una vera e propria figura leggendaria del paddock della MotoGP™, ha preso Arbolino sotto la sua ala nel 2019, dopo averlo seguito per diversi anni e avergli detto che sarebbe stato l'ultimo pilota gestito prima del suo ritiro. "Anche questo mi ha dato una motivazione ulteriore", dice Arbolino sogghignando.
La potenziale opportunità di unirsi all'Academy di Valentino Rossi è stata declinata, con Arbolino che ha preferito continuare a gareggiare nel Campionato Spagnolo di Moto3 con il team Sic58 Squadra Corse: a convincerlo è stato l'ambiente che Paolo Simoncelli era riuscito a creare all'interno della squadra. Un ambiente, si sarebbe scoperto di lì a poco, perfetto per lanciare Arbolino sul grande palcoscenico mondiale.

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In quella fase il team di Simoncelli era il posto perfetto per Arbolino, ma Tony e la squadra hanno deciso di prendere strade diverse dopo un deludente anno da rookie vissuto in Moto3™ nel 2017, quando "El Tiburon" non è riuscito ad andare oltre un 34° posto nella classifica piloti. Nel 2022, dopo diverse stagioni trascorse in Moto3™ e tre vittorie conquistate, Arbolino ha compiuto il balzo che l'ha condotto in Moto2™.
Arbolino parla con il suo team del set-up della moto

Arbolino parla con il suo team del set-up della moto

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Ad accogliere Tony è stato il team MarcVDS, noto per essere uno dei più vincenti del paddock in questa categoria. Qualsiasi pilota sarebbe molto felice di vestire i loro colori, e dunque non è affatto banale il fatto che Arbolino sia riuscito subito a impressionare positivamente la squadra belga cogliendo ben cinque successi nel suo anno di approdo. La stagione 2023 è la seconda che Tony vive tra le file di MarcVDS, e le aspettative di tutti sono decisamente alte.
"Sono circondato da persone straordinarie, e questo è fondamentale: puoi andare nel team più grande che esista, ma se non ti trovi a tuo agio con le persone che devono lavorare con te il nome non conta nulla. È necessario che tu ti senta bene".
Il weekend di Assen, in quel momento, non stava andando particolarmente bene per Arbolino. Tanto al venerdì quanto al sabato era molto veloce in alcune parti del circuito, ma un settore del tracciato olandese continuava a causargli dei problemi. "Non preoccuparti, il sabato è sempre una discreta merda: sono le domeniche a contare davvero", spiega uno dei suoi meccanici. Arbolino riesce ad artigliare la 10ª posizione al termine delle qualifiche e, quando rientra nella corsia box, ad attenderlo trova Lucio Nicastro - suo capo meccanico - che lo rincuora e rassicura con un grande abbraccio non appena Tony scende dalla moto.
Lucio Nicastro consola Arbilino dopo un sabato difficile

Lucio Nicastro consola Arbilino dopo un sabato difficile

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Fino all'ottava gara di questa stagione Arbolino non è mai andato più in basso della 4ª posizione. Ha vinto in due occasioni, piazzandosi secondo tre volte e chiudendo sul gradino più basso del podio nel round di apertura di questa annata 2023. È in uno dei migliori momenti della sua carriera, ed è in testa alla classifica piloti davanti a Pedro Acosta (con il quale abbiamo invece trascorso il fine settimana di Jerez).
Non credo che Arbolino ci rimarrà male se dovessi dire che molti, tra gli addetti ai lavori e non, credevano che Acosta si sarebbe abbattuto come un vero e proprio uragano sulla categoria. Tony, invece, è finora riuscito a tenere a bada il fenomeno spagnolo ribaltando con merito quelli che erano i pronostici della vigilia. L'italiano e lo spagnolo, inoltre, condividono non solo il talento ma anche la propensione a un altro elemento fondamentale di questo sport: il divertimento. Questo gli consente di motivarsi a vicenda, grazie a una sana rivalità che li spinge a migliorarsi costantemente dal punto di vista della guida e non solo. Non possono essere definiti propriamente "amici", ma tra i due c'è del rispetto nonostante l'esultanza di Acosta - che dopo avere vinto al Mugello ha fatto finta di essere un fattorino delle pizze - si dice abbia irritato più di qualcuno all'interno del team di Tony.
Finora è stato Acosta a compiere dei passi falsi. Arbolino ha vinto in Francia, con lo spagnolo che è caduto proprio nel tentativo di mettere il proverbiale sale sul codone della moto dell'italiano. Il primo fine settimana davvero incolore della stagione di Tony, forse, è stato proprio questo: in Olanda, infatti, Arbolino è riuscito a risalire solamente fino alla 7ª piazza, andando così a intaccare leggermente un ruolino di marcia che era stato fino a quel momento pressoché perfetto.
Arbolino esulta dopo avere vinto il GP di Francia

Arbolino esulta dopo avere vinto il GP di Francia

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Un fine settimana iniziato in modo difficile, una domenica durante la quale ci si sveglia con la consapevolezza di essere piuttosto indietro rispetto al diretto rivale per il titolo... c'erano tutti gli ingredienti per commettere un errore banale, perdere la leadership nella classifica piloti e iniziare così la pausa estiva con mille domande che frullavano senza sosta nella mente.
"Una delle mie doti principali è l'autocontrollo", afferma Arbolino. "Credo di essere in grado di gestire nel miglior modo possibile la maggior parte delle situazioni, grazie a un buon controllo del corpo e della mente. Tutto ciò mi aiuta a essere concentrato nelle domeniche e a non commettere errori nel momento del weekend in cui conta davvero".
Arbolino ha chiuso con il 7° posto il GP d'Olanda

Arbolino ha chiuso con il 7° posto il GP d'Olanda

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È un'affermazione di un certo peso, che ad alcuni potrebbe addirittura sembrare... poco modesta. Questi alcuni potrebbero avere ragione, se non fosse che questa frase Arbolino l'ha pronunciata ben prima di conoscere i risultati della sua opera di contenimento dei danni nella domenica olandese. Quindi fareste bene a credergli.
"Quando sono sulla moto riesco a cogliere moltissimi dettagli della situazione che mi circonda: è un qualcosa che ho sempre avuto dentro di me. Non è facile, ma quando sono in sella mi riesce in modo molto spontaneo. La velocità non influenza in alcun modo questa percezione, sono tranquillo quasi come se stessi dormendo".
Stando così le cose, è davvero difficile dire se qualcuno - o qualcosa - riusciranno a privare Arbolino della possibilità di lottare fino alla fine per la conquista del titolo iridato. Quello che è piuttosto facile intuire, invece, è che Tony da quella battaglia vorrebbe uscirne vestendo i panni di un unico ruolo: quello del vincitore.