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WRC 2020, Rally d'Italia: promossi, rimandati e bocciati

© Jaanus Ree
Sulle polverose stradine della Sardegna Dani Sordo vince da quarto incomodo, stravolgendo i piani di chi – classifica alla mano – è in lotta per il Titolo
Di Stefano NicoliPubblicato il
Si è presentato con un paio di mesi di ritardo rispetto a quando ce lo saremmo aspettati, si è concluso con un mare di Alghero freddo ad accogliere il tuffo dell'equipaggio vincitore ma, nonostante queste differenze con il recente e recentissimo passato, il Rally di Sardegna si è ancora una volta confermato come uno dei più emozionanti della stagione.
Il sesto appuntamento del 2020 del World Rally Championship, il primo forse in grado di delineare in maniera leggermente più netta gli scenari che andranno a comporre il finale di una stagione a tratti indecifrabile, non ha infatti deluso le aspettative né degli appassionati né degli addetti ai lavori. Tra vittorie quasi inaspettate, duelli fra vecchi rivali e calcoli fatti col pallottoliere del Mondiale tra le mani, ecco chi sono stati i promossi, i rimandati e i bocciati del Rally d’Italia 2020.
"I have to go, my planet needs me"
"I have to go, my planet needs me"

PROMOSSI

DANI SORDO – Il vero castigamatti sulle stradine sterrate della Sardegna è lui. 5 Prove Speciali conquistate, un quinto posto come peggiore risultato e una vetta della classifica mantenuta – senza colpo ferire – dalla quarta fino all’ultima PS. Per il secondo anno consecutivo lo spagnolo della Hyundai mette tutti in riga tra i cespugli e gli arbusti della Macchia Mediterranea, e non basta la flessione avuta nella giornata di domenica per fargli perdere la testa (della corsa e non) a vantaggio dei furenti Neuville e Ogier. Con questo stato di forma potrebbe davvero rivelarsi ago della bilancia di un Mondiale che sta per giungere ai propri titoli di coda. Mucche permettendo.
THIERRY NEUVILLE – Se non ci fosse stato Sordo davanti, tra lui e Ogier sarebbe parso di rivivere lo storico e titanico scontro andato in scena nell’edizione 2018. Il belga e il francese danno vita a un rally emozionante, fatto di scratch fotocopia, sorpassi e controsorpassi in una classifica cortissima. Lascia come sempre dietro di sé un vago profumo di rimpianto quando, dopo aver chiuso 2° a 5”1 da Sordo, dichiara di aver perso “almeno 6 o 7 secondi” nella PS 5, quella in cui fa spegnere la macchina in un tornantino. Se non ci fosse stato quell’errore staremmo probabilmente parlando di una splendida vittoria, ma se non ci fosse stato quell’errore non staremmo parlando di Thierry Neuville. Che, lanciato ventre a terra nella difficile rimonta su Evans, speriamo non debba rimpiangere a fine stagione proprio quei 6 o 7 secondi persi nell’errore durante la PS 5 del Rally d’Italia.
TEEMU SUNINEN – Chiude 5° a oltre 1’ dalla vetta, ma il finlandese della Ford non può non essere inserito tra i Promossi di questa corsa. Fino alla PS 7 semina panico e terrore intrufolandosi - a bordo di una Fiesta che sappiamo non essere un fulmine di guerra - tra le Yaris e le i20 che si suonano sganassoni nei piani altissimi della classifica, e fin quando il freno a mano lo assiste dimostra di poter volare alto con merito. Dopodiché, purtroppo, la leva inizia a fare le bizze e lo costringe ad affrontare i tornanti sardi alla abbacinante velocità da vecchio-col-cappello. Tenta come può di arginare il danno, ma il tempo perso è troppo e il buon piazzamento sfuma. Peccato, perché l’ottima prestazione resta.

RIMANDATI

SEBASTIEN OGIER – Il suo è un grandissimo rally, corso con velocità e intensità da primissimo della classe, ma credo che – classifica alla mano – lui non sia contentissimo. Costretto a rimontare alla disperata su un Evans apparentemente in fuga iridata, Seb aveva bisogno di mangiucchiare al britannico più punti. Quelli che, nello specifico, gli porta via Neuville nel corso dell’ultimissima giornata di gara. Chiude 3° un ottimo rally, sia chiaro, ma nell’ottica di quel campionato che vuole tornare a vincere non è un risultato ottimale. Lo sa bene lui e lo sappiamo bene anche noi.
Ogier guadagna - ma non troppo - su Evans
Ogier guadagna - ma non troppo - su Evans
ESAPEKKA LAPPI – Sulla fiducia, per il più classico dei “6” politici che viene assegnato a chi per colpe non proprie non riesce a dimostrare cosa potesse davvero fare. Il suo Rally d’Italia dura infatti una PS e mezza, con la sua Ford che lo appieda per un guasto tecnico già nel corso della seconda Prova Speciale dopo uno scratch d’avvio incoraggiante. Sfortunato, considerando che Suninen con la stessa macchina è riuscito a far vedere cose decisamente positive.
ELFYN EVANS – Costante, prudente e soprattutto lungimirante. Il britannico sa di avere pescato dal mazzo le carte migliori per puntare al bersaglio grosso, e in Sardegna fa di tutto per non sciupare neanche una mano della sua partita. Corre bene, non prende rischi e rimane sempre a contatto – perlomeno di classifica – con i suoi più pericolosi avversari: la sua non è affatto una prestazione da urlo, ma i Titolo Mondiali si vincono anche decidendo saggiamente di non correre rischi inutili. Certo è, tuttavia, che dal punto di vista prestazionale il suo Rally d’Italia è tutt’altro che indimenticabile.

BOCCIATI

OTT TANAK – No, la vittoria centrata nella Power Stage non gli basta per sfuggire alla bocciatura. Che, peraltro, arriva anche al netto del guasto alla sospensione che lo spedisce nei bassifondi della classifica durante la PS 2. In Sardegna il Campione del Mondo in carica non è mai davvero parso in grado di reggere il ritmo dei primi della classe, flottando troppo spesso ai margini della Top 5 per il talento che ha nel piede e per la velocità del mezzo che ha tra le mani. Chiude il Rally d’Italia al 6° posto, un risultato che fa svanire quasi definitivamente la possibilità di replicare il titolo dello scorso anno.
KALLE ROVANPERA – La Sardegna lo accoglie a braccia aperte sin dallo shakedown, quello che il #69 conclude sul proprio tettuccio, e continua nel dimostrargli affetto fin quando il giovane finlandese non incappa nell’incidente della PS 8 che lo mette fuori gara. Incidente che, per inciso, arriva immediatamente dopo la profetica dichiarazione “Continua ad essere molto scivoloso, dovrò guidare con cautela”. Tra i due incontri ravvicinati con la Macchia Mediterranea, comunque, c’è un ritmo non irresistibile e qualche noia tecnica di troppo. E’ il suo primo passaggio a vuoto di questo 2020 d’esordio, e sinceramente mi avrebbe tremendamente stupito se non ne avesse avuto neppure uno.
GUS GREENSMITH – Al netto di chi è costretto ad alzare bandiera bianca nelle fasi iniziali del Rally, la sua è ancora una volta – e troppo spesso – l’ultima delle WRC Plus. Lui sostiene di aver migliorato i propri scratch nel corso del weekend, ma il cronometro si rifiuta di dargli ragione e lo lascia sempre a troppa distanza dai pari classe. Lo sprazzo di luce che ci aveva mostrato in Turchia, con una prestazione decisamente dignitosa, è stato brutalmente oscurato sotto il brillante sole della Sardegna.

Top 5 classifica piloti

  1. E. Evans (GBR) - 111 punti
  2. S. Ogier (FRA) - 97 punti
  3. T. Neuville (BEL) - 87 punti
  4. O Tanak (EST) - 83 punti
  5. K. Rovanpera (FIN) - 70 punti

Classifica costruttori

  1. Hyundai Shell Mobis WRT - 208 punti
  2. Toyota Gazoo Racing WRT - 201 punti
  3. M-Sport Ford WRT - 117 punti