Elfyn Evans trionfa nel Rally di Turchia
© Jaanus Ree
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WRC 2020, Rally di Turchia: promossi, rimandati e bocciati

È andato in scena sui polverosi sterrati della Turchia il 5° round stagionale del World Rally Championship. Tra ritiri e colpi di scena inaspettati ecco chi sono i promossi, i rimandati e i bocciati
Di Stefano Nicoli
8 minuti di letturaPubblicato il
Avevamo lasciato il WRC in Estonia, lì dove il padrone di casa Ott Tanak aveva fatto il bello e il cattivo tempo conquistando la vittoria e rientrando prepotentemente in lizza per la conquista del Titolo Mondiale. Lo ritroviamo ora in Turchia, a poche settimane di distanza, per il quinto appuntamento di una stagione che si sta rivelando decisamente più imprevedibile di quanto non si potesse pensare ad inizio anno. Tra gli infidi sterrati che si snodano attorno al parco assistenza di Marmaris, infatti, è andata in scena una delle gare più sorprendenti di quest’annata. Una gara che, tra bandiere bianche alzate in maniera inaspettata e ribaltoni della penultima ora, potrebbe aver profondamente inciso sulle sorti del Campionato riscrivendo ciò che pareva essersi cristallizzato in Estonia. Ecco chi sono stati i promossi, i rimandati e i bocciati del Rally di Turchia.
Weekend sfortunato per Sebastien Ogier
Weekend sfortunato per Sebastien Ogier

PROMOSSI

SEBASTIEN OGIER – L’ormai ex leader della classifica piloti in Turchia meritava più di un mesto ritiro causato dalla rottura del motore della sua Yaris, non c’è molto da girarci intorno. Parte subito forte consapevole del fatto che un ulteriore allungo fiaccherebbe forse definitivamente il morale dei suoi avversari, dopodiché però quella stessa Dea Bendata che più di una volta in carriera ha guidato le sue ruote decide di voltargli le spalle: una foratura prima, un guasto al cambio poi, un ulteriore problema ad uno pneumatico ed il guasto al motore funestano un weekend nerissimo per il fenomeno di Gap. Che però, nonostante la prima foratura ed una trasmissione che lo costringeva ad utilizzare a fasi alterne il cambio a leva, era nei piani altissimi della classifica. A dimostrazione, semmai ce ne fosse ancora bisogno, che di talento e velocità il francese ne ha a vagonate.
SEBASTIEN LOEB – Un fenomeno. C’è poco altro da dire quando ci si ritrova di fronte a un pilota che, correndo a mezzo servizio, rischia di diventare il pilota più anziano ad essere stato in testa durante un Rally del Mondiale fermandosi "solo" al 2° posto di questa particolare classifica. Una foratura vanifica le 3 vittorie ottenute nelle PS 3, 4 e 5, ma l’alsaziano – ovviamente – non si dà per vinto e pur perdendo qualche posizione in classifica continua a mettere a segno ottimi scratch. Chiude 3° nonostante una seconda foratura buscata durante la PS 9 (la stessa che ferma anche Ogier) e un ritmo avuto “per non correre troppi rischi”. Ogni volta che lo vedo correre mi chiedo dove lo troveremmo in classifica al termine di una stagione completa, e ogni volta rabbrividisco sapendo di conoscere piuttosto bene la risposta.
THIERRY NEUVILLE – Questa volta il belga entra tra i promossi di diritto: 7 PS vinte in uno dei Rally più difficili e subdoli dell’anno non permettono possibilità di appello. Anche lui viene sportivamente giustiziato dalla PS 9, quella che ha visto cadere anche i poco più sopra citati Loeb e Ogier, e il tempo perso nel cambio gomme gli porta via qualsiasi possibilità di vittoria. La vittoria nella Power Stage gli consegna punti extra, ma come lui stesso ammette forse nel corso di questo weekend lui e la sua Hyundai meritavano qualcosa di più. Anche perché sì, è vero che sono stati parecchi i punti recuperati su Ogier, ma è altrettanto vero che ora il pericolo pubblico numero uno è un altro…

RIMANDATI

ELFYN EVANS – Lo so, chi vince ha sempre ragione. Tuttavia, dato che qui si tentano di esaminare le prestazioni e non solo gli ordini d’arrivo, della ragione del vincitore mi importa ben poco. Il britannico trionfa, ma come già accaduto in Estonia non brilla: vince una sola PS, si barcamena ai margini del podio arrivando addirittura al limitare della top ten quando sopraggiungono le noie tecniche, e per agguantare la prima posizione in classifica ha bisogno che tutti e tre i piloti che gli sono davanti in quel momento – Ogier, Neuville e Loeb – subiscano una foratura nella tremenda PS 9. Conquista la testa della classifica piloti impossessandosi di una valanga di punti nel giorno in cui i suoi avversari lottano per spartirsi le briciole, ma è con onestà il primo ad ammettere di non essere soddisfatto del suo weekend di gara: “Non mi piace guadagnare le posizioni sugli altri in questo modo”, dice. Sul fatto che ci creda, però, magari qualche dubbio resta.
GUS GREENSMITH – Intendiamoci subito: neppure in Turchia il britannico mette in mostra prestazioni degne di nota. Tuttavia, a differenza delle precedenti uscite non commette alcun errore ed è anzi bravo ad approfittare dei disastri altrui in quella PS 9 che stravolge la classifica. È lì infatti che conquista addirittura il podio di tappa, guadagnando il tempo che gli serve per riuscire a chiudere il Rally davanti a tutti i suoi compagni di squadra. In tutte le altre Prove Speciali orbita come suo solito al limitare della top ten, ma una semi-promozione d’incoraggiamento gliela si può dare al termine di questo weekend.
Gus Greensmith in azione nel Rally di Turchia
Gus Greensmith in azione nel Rally di Turchia
TEEMU SUNINEN – Fin quando la sospensione non lo tradisce nel corso della PS 9 che ha falcidiato metà degli iscritti al Rally di Turchia, la migliore delle Ford è la sua. Costantemente 6° in classifica grazie a delle scorribande al limitare della zona podio, il finlandese aveva mostrato segni di ripresa dopo una prima uscita forse un po’ sottotono in quel dell’Estonia. Viene da pensare – contando il balzo in avanti fatto da Evans – che senza il guasto che lo mette fuori gioco avrebbe potuto addirittura giocarsi un podio, invece lui è l’unico tra tanti a doversi ritirare al termine della nona speciale e tutti i suoi sogni di gloria si sciolgono sotto il caldo sole della Turchia.
OTT TANAK – Il suo inserimento tra i Rimandati del weekend è deciso solo ed esclusivamente sulla fiducia. Il Rally di Turchia dell’estone dura infatti il tempo di 2 PS, quelle che servono alla sua i20 per accusare un problema allo sterzo che lo estromette dalla gara. In più, come se non bastasse, si ritrova alle prese con un problema all’interfono durante la nona speciale – aridaje – e si busca anche 3’50” di penalità per essersi presentato in ritardo al controllo orario. Perché dunque non inserirlo tra i Bocciati? Beh, perché sostanzialmente nelle uniche PS che ha potuto affrontare regolarmente ha chiuso 2°. Segno che la velocità ci sarebbe stata anche stavolta, se madama sfortuna non avesse deciso di metterci almeno un paio di zampini.
Problemi anche per Ott Tanak in Turchia
Problemi anche per Ott Tanak in Turchia

BOCCIATI

ESAPEKKA LAPPI – In quale PS del Rally di Turchia, secondo voi, avrà forato la prima volta il finlandese? Esattamente, nella nona. Lappi condivide il destino di tanti suoi colleghi perdendo tempo – tanto tempo – a causa di due pneumatici a terra: il primo nella ormai famigerata “Cetibeli 1”, il secondo nella PS 11. Tuttavia, fino a quel momento i suoi scratch non erano stati particolarmente esaltanti: in classifica non è mai riuscito a fare davvero la differenza con Greensmith, ed infatti il britannico non appena ne ha avuto l’occasione lo ha sopravanzato riuscendo persino a chiudere il rally davanti a lui. Merito del pilota d’Oltremanica o demerito del finlandese? Rispondete voi. Io la mia opinione l’ho espressa in maniera palese decidendo di inserire uno di loro tra i Rimandati e l’altro tra i Bocciati.
KALLE ROVANPERA – Apparentemente intenzionato a non correre troppi rischi in uno dei Rally più infingardi che il mondo delle corse abbia mai visto, il giovane finlandese non esalta come in alcune sue precedenti uscite. Costantemente gravitante attorno alla quinta posizione, a bordo della sua Yaris sembra non ne abbia mai davvero per stare al passo dei primissimi della classe: è come se in Turchia Kalle avesse corso con il freno a mano un po’ tirato, forse anche per via di ordini piovuti dall’alto e ammiccanti all’accesa lotta nel campionato costruttori. Fora anche lui in una PS 9 che in Turchia ha verosimilmente fatto più danni di Agamennone e Menelao messi assieme e si consola parzialmente con i punticini extra racimolati grazie al 3° posto nella Power Stage. Fa sempre meraviglie tenendo presente l’età che ha, ma ciò non toglie che sia lecito aspettarsi quantomeno qualche acuto.

Top 5 classifica piloti

  1. E. Evans (GBR) - 97 punti
  2. S. Ogier (FRA) - 79 punti
  3. O. Tanak (EST) - 70 punti
  4. K. Rovanpera (FIN) - 70 punti
  5. T. Neuville (BEL) - 65 punti

Classifica costruttori

  1. Toyota Gazoo Racing WRT - 174 punti
  2. Hyundai Shell Mobis WRT - 165 punti
  3. M-Sport Ford WRT - 101 punti