Sebastien Ogier dopo il tradizionale... tuffo della vittoria
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WRC 2021: i Top e i Flop del Rally d'Italia Sardegna

Tanak e Sordo inciampano, Neuville non convince: Sebastien Ogier ringrazia, vince e allunga in campionato tra le polverose stradine della Sardegna
Di Stefano Nicoli
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Sul cielo di Alzenau, una piccola cittadina tedesca, si addensano nubi nere. Una nuvolaglia fitta, fatti di dubbi e incertezze, piombata come una cappa opprimente sulla sede di Hyundai Motorsport dopo che il sole dei Rally del Portogallo prima e della Sardegna poi aveva baciato con i propri raggi loro, gli altri. Quelli che, cronometro alla mano, sarebbero dovuti arrivare alle spalle delle i20 WRC Plus. E non davanti, come è invece poi effettivamente successo.
La festa Toyota in Sardegna
La festa Toyota in Sardegna
Perché a trionfare, negli ultimi due appuntamenti del World Rally Championship 2021, è stata Toyota. Nello specifico della Sardegna quella di Sebastien Ogier, attualmente leader della classifica piloti. E tanto l’auto quanto il pilota, posizioni di partenza e caratteristiche delle due gare alla mano, non avrebbero dovuto essere lì con una simile facilità. Non almeno nei disegni che Andrea Adamo aveva tratteggiato per due Rally che rischiano di generare spettri nelle menti degli uomini della Casa coreana.
In Sardegna, in particolare, Hyundai ha vissuto un fine settimana da brivido. In possesso del passo gara migliore con Ott Tanak, capace di incrinare la doppietta Toyota con Dani Sordo, il team di Alzenau ha alla fine potuto contare solamente sull’apporto di Thierry Neuville, il più lento questa volta tra gli alfieri della squadra ma l’unico a vedere sventolata la bandiera a scacchi. Se quindi per il marchio coreano il Rally di Sardegna si è rivelato complicato, è per Toyota che la trasferta italiana si è palesata sotto le sembianza di un trionfo. Andiamo a vedere quindi chi, tra le loro fila e tra quelle della sfortunata Ford M-Sport, è entrato di diritto nei “Top” e chi invece è finito senza possibilità di appello tra i “Flop”.
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TOP

Sebastien Ogier

Il vero capolavoro il francese lo disegna al venerdì, nella giornata in cui la posizione di partenza avrebbe dovuto penalizzarlo pesantemente. È lì, rimanendo incredibilmente alle spalle del solo Tanak e davanti a tutti i suoi avversari, che Ogier costruisce un altro clamoroso successo dopo quello centrato tra le stradine della Croazia. Non sbaglia nulla, soffre resistendo, e una volta che l’estone finisce fuori gioco si invola verso una vittoria che gli permette di allungare ulteriormente in Campionato. Viene sempre più da chiedersi come possa balenargli per la testa l’idea di ritirarsi a fine anno.

Elfyn Evans

Lui, rispetto a Ogier, per conquistare la seconda piazza ha bisogno che anche la Hyundai di Dani Sordo compia il più classico degli harakiri. Vince diverse PS, ma nel complesso non ne ha per reggere il confronto con il plurititolato compagno di squadra. È abile a non commettere errori in un rally che ha messo in difficoltà diversi protagonisti, ma la sensazione è che per arrivare a giocarsi fino alla fine il Mondiale – come accaduto nel 2020 – ci sia bisogno di cambiare passo. E di farlo in fretta.
Takamoto Katsuta vola in Sardegna
Takamoto Katsuta vola in Sardegna

Takamoto Katsuta

Che il brutto anatroccolo si stia definitivamente trasformando in un cigno? Ok, forse è troppo presto (e troppo azzardato) pensare una cosa del genere, ma i miglioramenti che il giapponese sta mettendo in campo in tempi recenti e recentissimi sono davvero troppi per non notarli. Non ha ancora il passo dei blasonatissimi compagni di team, ma i suoi crono da divere gare sono decisamente interessanti e nella debacle Hyundai porta al traguardo la terza Toyota nei primi quattro posti. Vedendo oltretutto leggermente diminuito quel dilagante scetticismo che lo circondava fino a poco tempo fa.

Ott Tanak

Sì, è vero, si è ritirato mentre era clamorosamente in vantaggio spianando così la strada al successo in solitaria di Ogier. Però, dopo diverse uscite sottotono, il WRC in Sardegna ha ritrovato un Ott Tanak in versione Mondiale. In testa dalla prima all’undicesima Prove Speciale – quella in cui un sasso rimasto in traiettoria ha letteralmente dilaniato la sua sospensione –, l’estone era stato semplicemente imprendibile per chiunque. Se fosse riuscito a esprimersi con maggiore costanza a questi livelli (incidente e ritiro esclusi) forse avrebbe potuto non patire il terzo risultato molto poco utile in termini di classifica piloti. Così però non è stato, e la vetta Mondiale è sempre più distante.

Gus Greensmith

Non un’iradiddio, questo è certo, ma neppure così malaccio date le sue pregresse esperienze. L’inglese di M-Sport in Sardegna ha messo a segno dei crono a più riprese interessanti, salvo poi vedere vanificato il proprio lavoro da un guasto elettrico che ha ammutolito la sua Fiesta. In un altro dei – purtroppo tanti – weekend da dimenticare per gli equipaggi Ford, forse lui è una delle poche note positive.
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FLOP

Kalle Rovanpera

Primo tra i Flop per via del suo essere stato… poco flop. Il Rally di Sardegna del giovane finlandese dura sostanzialmente 4 PS, il tempo necessario alla sua Toyota per accusare un guasto tecnico (la rottura di una sospensione, ndr) e costringerlo al ritiro. Questa volta non gliene si può fare una colpa, ma resta il fatto che nelle ultime tre uscite sono stati davvero pochi i frutti raccolti dal quello che poche settimane fa era stato il più giovane pilota nella storia a conquistare la vetta della classifica mondiale.

Dani Sordo

È la PS14 a essere giustiziera della gara dello spagnolo, fino a quel momento saldamente secondo e unico in grado di rompere le uova nel paniere alle Toyota di Ogier ed Evans. Nei quasi 15 km della terzultima speciale di un sabato che aveva messo KO la vettura gemella di Tanak, Sordo vede i suoi sogni di gloria infrangersi contro la ruota divelta della sua Hyundai. E a quel punto, privo com’era di quel ritmo indiavolato sufficiente a Tanak per approdare tra i Top, non poteva far altro che finire tra i Flop.
Dani Sordo in azione in Sardegna
Dani Sordo in azione in Sardegna

Thierry Neuville

Esagerato? Probabilmente. Troppo esigente? Altrettanto probabilmente. Resta però il fatto – al netto del suo essere giunto dignitosamente al traguardo – che al belga si chiede, dal belga si pretende, di più e altro rispetto a quanto fatto vedere in Sardegna. Il distacco buscato da Ogier, che pure partiva in posizioni ben più scomode, è superiore al minuto, e neppure l’improvviso spegnimento della vettura di Evans dopo l’attraversamento di un guado gli è sufficiente per salire al 2° posto. Chiude in 3^ piazza per la quarta volta (su cinque Rally disputati) in questo 2021: converrete con me che, contro questa Toyota e questo Ogier, non basti.

Teemu Suninen

Il suo è un Flop che assomiglia tremendamente a un “senza voto”, dato che un problema tecnico occorso alla sua Fiesta gli impedisce di percorrere come vorrebbe una curva della PS1 e lo spedisce senza possibilità di appello fuori strada. Con una gara sostanzialmente compromessa ancora prima di iniziare davvero, tenta come può di rimettere in piedi un weekend nato malissimo: non riesce nell’impresa, complice un passo tutt’altro che irresistibile, e chiude in sordina un altro fine settimana negativo.